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Piano nazionale di ripresa e resilienza

Piano nazionale di ripresa e resilienza
L’Unione europea ha ricevuto il Piano di ripresa e resilienza dell’Italia, approvato in fretta e furia dai due rami del Parlamento. Con questo piano il governo Draghi vincola ancora di più la politica economica dell’Italia alle scelte di Bruxelles, senza ricevere nulla in cambio. È bene tener presente che, dei ventisette governi che fanno parte dell’Unione europea, solo tredici finora hanno presentato il piano e che solo l’adesione di tutti gli stati, con conseguente accollo dei rischi finanziari, farà partire la procedura che porterà la Banca Centrale Europea a emettere i Titoli di Stato Europei, i cosiddetti Eurobond, che andranno... Leggi tutto

Primo Maggio in piazza contro il governo

Primo Maggio in piazza contro il governo
In questi pochi mesi il governo Draghi ha mostrato chiaramente la sua natura e il suo scopo. Finora il cosiddetto “governo dei migliori” non ha fatto nulla di diverso dal precedente, ma questo non può certo costituire una sorpresa. Questo governo infatti non è altro che il garante verso l’Unione Europea e verso la classe dominante italiana dell’allocazione dei miliardi del recovery fund, che solo le anime candide pensano siano destinati al miglioramento di sanità e scuola, o all’aiuto per le persone colpite dalle pesanti ricadute economiche e sociali della pandemia. Il fatto è che questi fondi sono debiti, che... Leggi tutto

Per un autentico antifascismo

Per un autentico antifascismo
Il 25 aprile anche quest’anno vedrà solo in forma ridotta le molte iniziative consuetamente organizzate dal basso per festeggiare l’insurrezione popolare che liberò tanti anni fa l’Italia dal fascismo e dalla guerra. In questi anni gli antifascisti legalitari e istituzionali hanno diffuso nei confronti del fascismo un atteggiamento di paura, non una reale opposizione. La paura del fascismo rende un cattivo servizio all’antifascismo: gli antifascisti legalitari ed istituzionali finiscono per accettare tutte le scelte dei governi, comprese quelle liberticide, guerrafondaie, antipopolari. È la paura del fascismo che ha spinto PD e Movimento 5 Stelle ad un’alleanza che sembrava impossibile, è... Leggi tutto

Primavera NOTAV

Primavera NOTAV
San Didero. Il 17 aprile migliaia di persone, in barba ai divieti imposti dalla questura, sono partite in corteo contro l’occupazione militare della Valle. Nel primo pomeriggio un’assemblea di amministratori e tecnici No Tav si è tenuta in piazza Europa, perché la Questura aveva vietato ai sindaci di San Didero e Bruzolo di svolgere l’iniziativa nel piazzale di fronte all’area invasa da blindati sin dalla notte tra il 12 e il 13 aprile. In quel momento un gruppetto di No Tav resisteva ancora nella casina sul tetto del presidio nel bosco. Resteranno lì sino al martedì successivo, quando interverranno i... Leggi tutto

Pil, Covid e altre disgrazie

Pil, Covid e altre disgrazie
Tra le miriadi di analisi più o meno improbe che si sono succedute dall’inizio della pandemia ce ne sono molte che non meritano di essere lette, perché infarcite di ogni sorta di ridicolaggine complottista, altre sono banali supposizioni prive di qualsiasi buonsenso. Ce ne sono alcune che pur di malavoglia vanno lette e prese maledettamente sul serio. Non è un atteggiamento masochista questo: vi sono enti e organismi che quando pubblicano un bollettino, un report o un memorandum polarizzano il lavoro di governi, agenzie e operatori finanziari. Si tratta delle pubblicazioni del FMI, della Banca Mondiale e della BCE, poi... Leggi tutto

Myanmar e lo scomodo vicino

Myanmar e lo scomodo vicino
Le vicissitudini del Myanmar (Birmania) sono di difficile lettura se si tenta di analizzarle esclusivamente da un punto di vista di equilibri tra forze interne o, peggio ancora, usando la lente d’ingrandimento e concentrandosi solo sulle questioni di conflitto fra gruppi etnici. Pur nella tragedia di esodi di massa, vessazione verso le minoranze religiose e le attuali risposte armate alle proteste contro il colpo di Stato, crediamo sia estremamente importante analizzare la questione birmana con una chiave di lettura geopolitica. La denuncia sic et simpliciter di un regime è un atto dovuto ma non aiuta ad inquadrare il problema rispetto... Leggi tutto

Riders e sfruttamento

Riders e sfruttamento
Una delle ultime frontiere dello sfruttamento capitalistico è data dalla cosiddetta gig economy (“economia dei lavoretti”) definita dalla Treccani come “Modello economico basato sul lavoro a chiamata, occasionale e temporaneo, e non sulle prestazioni lavorative stabili e continuative, caratterizzate da maggiori garanzie contrattuali”. Come esempi tipici possiamo citare gli autisti di Uber ed i riders (ciclofattorini) che ci portano a casa cibo e bevande per conto delle aziende di delivery (consegna a domicilio). La gig economy è il sogno di ogni capitalista: una forma brutale di sfruttamento in cui i lavoratori, privi di ogni diritto, sono completamente isolati l’uno dall’altro... Leggi tutto

Due anni fa, Orso

Due anni fa, Orso
Sono passati due anni da quando eravamo tutt* a Firenze per Orso, in corteo nelle strade di Rifredi, dove aveva vissuto. In quei giorni veniva annunciata la sconfitta dello Stato Islamico in Siria, la lunga guerra pareva finita con la battaglia per Baghouz ed Orso, ucciso negli ultimi giorni di quello scontro finale, sembrava quasi che dovesse essere l’ultimo a dover morire per la libertà in quelle terre. Ma gli stati, le potenze mondiali e regionali, continuano a negare la libertà delle popolazioni della Siria, dell’Anatolia e della Mesopotamia e la guerra non è mai finita. Lorenzo Orsetti, Orso, è... Leggi tutto

La variante proletaria

La variante proletaria
È successo a Piacenza: ad una vertenza sindacale che ha visto vittoriosi i lavoratori della FedEx-TNT, dopo tredici giorni di lotta durissima, è seguita la reazione vendicativa e feroce della polizia contro il sindacato conflittuale e i lavoratori del SI COBAS . Il 10 marzo, venticinque operai sono portati in questura: molti vengono denunciati, alcuni rischiano di perdere il permesso di soggiorno e due, Carlo e Arafat, vengono messi agli arresti domiciliari. La risposta alla retata poliziesca avvenuta sabato 13 marzo a Piacenza è stata eccezionale. Nonostante i divieti e le zone rosse almeno un migliaio di lavoratori sono scesi... Leggi tutto

Lo stato greco uccide Dimitris Koufontinas (agg. al 16 marzo)

Lo stato greco uccide Dimitris Koufontinas (agg. al 16 marzo)
Aggiornamento del 16 marzo: Dimitris ha sospeso lo sciopero della fame. Qui un approfondimento di Radioblackout. La redazione web Dimitris Koufontinas, ha attualmente raggiunto il suo 47esimo giorno . Koufontinas, è un prigioniero politico della sinistra radicale: la situazione è critica, dal momento che la sua salute si sta deteriorando rapidamente. Se il governo di Nuova Democrazia non cambia la propria politica in tempi brevi, dovremo forse parlare della prima morte di un prigioniero per sciopero della fame dalla dittatura dei colonnelli. Le sue richieste, sono quelle del trasferimento presso l’istituto carcerario... Leggi tutto

Un invito alla lotta senza frontiere

Un invito alla lotta senza frontiere
Dove risiede la causa delle differenze esistenti nel comportamento dei maschi e delle femmine? Nella biologia o nella cultura? La domanda è retorica, dal momento che i ruoli hanno subito variazioni da epoca ad epoca, da luogo a luogo. Quando l’antropologa Margaret Mead ci fornì un’ampia descrizione, attraverso i suoi studi contenuti in “Sesso e temperamento in tre società primitive”, sugli Arapesh, i Mundugumor e i Tehambuli, tre diverse tribù della Nuova Guinea, ci offrì la possibilità di comprendere quanto l’assegnazione dei ruoli di genere sia funzionale al sistema culturale che la contiene. Tra gli Arapesh l’adult* ideale, a prescindere... Leggi tutto

NE’ DRAGHI NE’ PADRONI

NE’ DRAGHI NE’ PADRONI
Dopo le esperienze del tutto negative dei governi precedenti era difficile pensare a un governo ancora più nemico delle classi popolari e più piegato alle logiche del capitale. Il governo Draghi, invece, promette di essere tutto questo e anche di peggio. Quella dell’illustre “tecnico” chiamato a salvare la patria è un’anomalia politica tutta italiana che non ha riscontri nel resto d’Europa. Da Ciampi a Dini a Monti a Draghi, questi tecnici vengono presentati come super partes, ma non lo sono per niente. Sono sempre dalla parte dei padroni, della grande industria, della finanza. I governi tecnici hanno sempre seguito i... Leggi tutto

Una dichiarazione di guerra ai poveri

Una dichiarazione di guerra ai poveri
Intendiamoci, non è che il governo precedente fosse un gruppo di filantropi, dediti al bene comune e particolarmente attento alle necessità delle classi lavoratrici: al peggio, però, non c’è mai fine. La sostituzione di esso con questo nuovo, infatti, ci ha fatto venire in mente la classica scena cinematografica dello schiavista torturatore che viene sostituito nel suo compito da uno ancora più bastardo perché il primo non frustava troppo forte i malcapitati. Allora ecco a scendere in campo quel Mario Draghi che nel 2011 intimava a Berlusconi di effettuare politiche di durissima austerità e molti tagli (come se finora quel... Leggi tutto

Recovery fund tra debito e speculazione

Recovery fund tra debito e speculazione
Una premessa è d’obbligo nei confronti di chi si accinge a leggere queste poche righe: i dati attualmente disponibili consentono di elaborare solo alcune ipotesi su quelli che potrebbero essere gli scenari futuri legati ai progetti di spesa del PNRR. In un giornale nel quale si propongono analisi socio-politiche dei fenomeni in atto, tanto nel nostro paese quanto a livello internazionale, è utile non sconfinare mai nel campo dell’immaginario “complottardo”. Se da un lato questo potrebbe essere forse più divertente e potrebbe attrarre qualche abbonato in più, dall’altro verrebbe meno un rapporto di fiducia con il nostro passato editoriale, certo... Leggi tutto

Dove ci stanno portando?

Dove ci stanno portando?
Guinzaglio corto La crisi di governo viene dopo l’approvazione della risoluzione di maggioranza sul MES. Dietro l’apparente tono interlocutorio della relazione si tratta di una pietra tombale, almeno in questa legislatura, ad ogni utilizzo da parte del governo italiano dei fondi messi a disposizione dal Meccanismo Europeo di Stabilità. La risoluzione vincola l’utilizzo di questi fondi e infatti si legge: “Qualsiasi decisione sul ricorso alla linea di credito sanitaria del MES sia assunta solo a seguito di un preventivo ed apposito dibattito parlamentare e previa presentazione da parte del Governo di un’analisi dei fabbisogni, nonché di un piano dettagliato dell’utilizzo... Leggi tutto
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