Search

Apprendistato e precarietà

Apprendistato e precarietà
Lo strumento per favorire le imprese e i bassi salari Quasi 30 anni all’insegna della precarietà lavorativa non hanno reso il capitalismo italiano attrattivo per gli investitori e capace di performance elevate. Al contrario, la tanto decantata produttività lascia alquanto a desiderare e i salari e il potere di acquisto sono in caduta libera. I posti di lavoro creati attraverso contratti precari continuano a non coprire nemmeno il fabbisogno aziendale: da un lato gli imprenditori italiani sono alla costante ricerca di profili professionali specializzati, per avere i quali servono tempo, formazione e investimenti, mentre dall’altro non riescono nemmeno a utilizzare... Leggi tutto

Economia, tra narrazione e realtà

Economia, tra narrazione e realtà
Il governo ha scavallato a fine anno la scadenza dell’approvazione della legge di stabilità, con il “patto del cotechino”: l’opposizione ha ridotto a 90 gli emendamenti presentati ed il governo non ha posto la fiducia. In cambio c’è stata la diretta televisiva tra le 18 e le 19 per garantire visibilità a tutte le forze politiche, e poi tutti a casa, a festeggiare la fine dell’anno nell’accogliente dimensione domestica e familiare. Qualcuno ha voluto movimentarsi la vita, esibendo e maneggiando pistole (gli spari sopra, sono per NOI), ma con la conferenza meloniana di inizio anno siamo tornati alle consuete pisciate…... Leggi tutto

Il racket del MES. Lo status divino della cleptocrazia europea.

Il racket del MES. Lo status divino della cleptocrazia europea.
Spesso l’indecisione paga. Per un anno la questione della ratifica della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità era rimasta in sospeso, nel gioco delle parti tra Salvini e la Meloni; una pantomima con la quale il segretario leghista voleva scaricare sulla leader di Fratelli d’Italia l’intera responsabilità dell’approvazione del nuovo testo riformato. Ci sono in vista le elezioni europee e quindi chi avesse tradito sul MES avrebbe pagato a vantaggio elettorale dell’altro. Nel corso dell’anno non è arrivata però nessuna vera pressione dalla mitica Europa per approvare il nuovo testo, e si è visto persino che la Banca Centrale Europea... Leggi tutto

Strumenti di lotta. Riflessioni sul sindacalismo di base e conflittuale.

Strumenti di lotta. Riflessioni sul sindacalismo di base e conflittuale.
Nel 1997 la Federazione Anarchica Italiana ha scommesso sul sindacalismo di base e conflittuale. Negli anni precedenti CGIL, CISL e UIL avevano firmato accordi intercategoriali che svendevano gran parte delle conquiste ottenute dalle classi lavoratrici negli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso. Quegli accordi sono alla base del peggioramento delle condizioni di vita dei ceti popolari che oggi sono sotto gli occhi di ogni persona. In cambio di quelle rinunce, i sindacati ottenevano una sicura fonte di finanziamento con i CAF. La burocrazia sindacale svolge una funzione sussidiaria nell’esazione delle tasse, ricevendo per questo un compenso dallo Stato. In... Leggi tutto

Un 2024 di magie

Un 2024 di magie
L’anno è cominciato con un bella dichiarazione di intenti da parte del governo, fare propaganda spicciola sulla pelle nostra, a partire dalla finanziaria approvata a fine 2023. Che sia chiaro, qualsiasi governo che possa trovarsi nello stesso periodo storico difficilmente riuscirebbe a fare altrimenti, certo cambierebbe forse il modo in cui si sarebbero affrontati i grandi temi di attualità, ma un bilancio difficilmente riesce a scostarsi da una somma zero se non si modificano drasticamente gli orizzonti verso cui si naviga. D’altronde se la magia non esiste, restano però gli abili giochi di prestidigitazione: incrementare una voce ed abbassarne un’altra,... Leggi tutto

Salario minimo? Minimo di salario!

Salario minimo? Minimo di salario!
Il dibattito sul salario minimo è stato immediatamente affossato, nonostante la sua urgenza sia evidente  a partire semplicemente dai dati forniti dall’ISTAT sul reddito delle lavoratrici e dei lavoratori del paese: anche solo la versione light proposta da PD e M5stelle cambierebbe i salari di circa sei milioni di occupate/i. Perché il governo oppone un rifiuto assoluto all’introduzione di una misura in fondo presente in gran parte dei paesi europei?  Per rispondere è utile una lettura approfondita dei dati riguardanti i salari e la povertà nel nostro paese.  L’ISTAT nel suo ultimo rapporto annuale, riferito all’anno 2022, conferma come sia... Leggi tutto

Pensioni: tagli e truffe. La riforma previdenziale del Governo Meloni (prima parte)

Pensioni: tagli e truffe. La riforma previdenziale del Governo Meloni (prima parte)
Emiliano Gentili, Federico Giusti e Stefano Macera La strategia del Governo sembra puntare a rendere più difficile e meno conveniente il pensionamento anticipato. Con il passare degli anni è stata progressivamente ridotta la componente di spesa associabile al calcolo retributivo degli importi pensionistici previsti dal sistema misto. La Riforma Dini (L. 335/1995) sancì il passaggio a un nuovo modello di calcolo della pensione: anziché basarsi sul livello dei salari percepiti (metodo retributivo), il calcolo avrebbe dovuto essere fatto sull’ammontare dei contributi versati (metodo contributivo). Fra i due, il retributivo è nettamente il più favorevole per i lavoratori e consente pertanto... Leggi tutto

Legge di bilancio 2024: i Meloni sono secchi

Legge di bilancio 2024: i Meloni sono secchi
La legge di stabilità che il governo deve approvare entro la fine dell’anno non può fare altro che prendere atto della realtà: i margini di manovra sono finiti e i partiti di maggioranza devono ammettere di aver raccontato balle. Intanto, il rimbalzo dell’economia che ha seguito il crollo pandemico si è esaurito. Dopo l’esangue saltino del primo semestre, il 2023 si avvia a chiudere con i motori fermi e la crescita a zero. Il bilancio annuale farà con fatica +0,7%. Nel 2024 le previsioni governative di un +1,2% sono considerate da tutti troppo ottimistiche. Gli unici dati destinati a crescere... Leggi tutto

La schiavitù del lavoro. Le radici economiche e sociali del conflitto nel Vicino Oriente.

La schiavitù del lavoro. Le radici economiche e sociali del conflitto nel Vicino Oriente.
Uno dei problemi centrali della questione israeliano-palestinese è la dipendenza pressoché totale della forza lavoro palestinese dall’economia israeliana. La mancanza di un autonomo ciclo economico palestinese, rende la striscia di Gaza e la Cisgiordania una riserva di manodopera a bassissimo costo per le esigenze dello stato israeliano. Le alterne politiche di chiusure ed aperture dei valichi con i territori palestinesi ed il sistema dei permessi di lavoro in Israele, sono una fonte di ricatto sociale ben superiore alle costrizioni militari. I permessi di lavoro sono concessi solo per quei settori in cui i palestinesi non siano in competizione con i... Leggi tutto

Hamas e il friend-shoring. Le conseguenze del 7 ottobre sulle relazioni internazionali.

Hamas e il friend-shoring. Le conseguenze del 7 ottobre sulle relazioni internazionali.
La guerra a Gaza, come tutte le guerre contemporanee, possiede più di una dimensione da analizzare per cercare di comprendere quello che sta avvenendo. Per molti versi la complessità delle guerre attuali può essere descritta come una struttura a cerchi concentrici in cui ogni cerchio è contenuto in un cerchio maggiore con il quale si interseca. Altri commentatori hanno utilizzato la metafora seduttiva della matrioska, la bambola russa che contiene al suo interno svariate altre bambole di dimensioni sempre minori. A mio avviso il paragone con i cerchi intersecanti contenuti all’interno della stessa figura geometrica è però più incisiva in... Leggi tutto

Non per soldi ma per denaro. Il reddito proletario fra guerra, tasse, inflazione.

Non per soldi ma per denaro. Il reddito proletario fra guerra, tasse, inflazione.
“Economia di guerra” è un’espressione che leggiamo spesso, ma quali aspetti di tipo economico o sociale la caratterizzano? Quando si parla di economia di guerra, ci si riferisce ad una serie di attività e di scelte politiche, messe in piedi da uno Stato per mobilizzare la sua economia verso una produzione finalizzata alla guerra. L’economia di guerra è l’adeguamento di un intero sistema produttivo allo sforzo bellico. La definizione, piuttosto ampia, riguarda diversi aspetti, che vanno dall’industria all’energia fino alla composizione della spesa e dei consumi. Possiamo dire di essere, in questo momento, in un’economia di guerra? La questione è... Leggi tutto

Fa’ debito. Una “nuova” già vecchia strategia USA.

Fa’ debito. Una “nuova” già vecchia strategia USA.
Alla fine di aprile, il consigliere per la sicurezza nazionale USA Jake Sullivan ha tenuto un discorso sul nuovo Washington Consensus promosso dall’amministrazione Biden. Sullivan ha parlato alla Brookings institution, un centro di ricerca oggi guidato da un generale a quattro stelle, un altro segnale della crescente influenza dei militari sulla politica USA. Il termine è stato usato per la prima volta nel 1989 dall’economista inglese John Williamson. Il Washington Consensus originale era un insieme di dieci prescrizioni di politica economica considerate come il pacchetto di riforme “standard” promosso per i Paesi in via di sviluppo in crisi da istituzioni... Leggi tutto

La finanza si mangia il mondo

La finanza si mangia il mondo
Vitor Gaspar, responsabile per la politica fiscale del Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato che “entro quello che è il limite del nostro orizzonte di proiezione – il 2028 – ci aspettiamo che il debito pubblico mondiale arrivi a corrispondere a quasi il 100% del prodotto interno lordo, tornando ai livelli record stabiliti nell’anno della pandemia”. Secondo l’agenzia Fitch Rating i disavanzi del debito nazionale hanno raggiunto livelli record: dal 2020 9 stati sono stati coinvolti in 14 eventi di sospensione nel servizio del debito (default) mentre fra il 2000 e il 2019 questi eventi erano stati 19 in 13 stati.... Leggi tutto

Crisi delle banche e crisi del sistema

Crisi delle banche e crisi del sistema
La crisi bancaria in corso ci dice molte cose sulle contraddizioni dell’economia capitalistica e sul ruolo dei governi. Molti economisti di grido accusano la politica monetaria restrittiva delle banche centrali di essere la causa della crisi bancaria, sia negli Stati Uniti che in Europa. Bisogna però capire che cosa guida gli aumenti dei tassi di interesse decisi dalla Federal Reserve e dalla Banca Centrale Europea; da questo punto di vista l’azione dei governi è decisiva. Per quanto riguarda gli Stati Uniti è bene ricordare che essi escono da 15 anni di quantitative easing, decisi dall’amministrazione Obama. Nonostante Obama avesse promesso,... Leggi tutto

Misura di inclusione attiva?

Misura di inclusione attiva?
Nel corso delle ultime settimane il governo insediatosi in seguito alla vittoria delle destre nelle elezioni politiche del 25 settembre, ha manifestato l’intenzione di procedere a una “riforma” del cosiddetto “reddito di cittadinanza”. Come è noto, quest’ultimo è, in realtà, una misura di contrasto alla povertà che, fino a pochi mesi fa, le destre dicevano di voler abolire, anche se poi, durante la campagna elettorale, hanno smorzato i toni per non scontentare una parte importante del loro elettorato. Ma in che cosa consisterebbe l’annunciata “riforma”? Al momento non è chiaro. Sulla base delle prime indiscrezioni sembra che s’intenda dividere l’insieme... Leggi tutto
1 2 3 7