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Cronache di lotta di classe

Cronache di lotta di classe
Libano In varie città libanesi, a partire dal 25 gennaio scorso, ci sono stati scontri tra le forze dell’ordine e gruppi di manifestanti, scesi in piazza per protestare contro la crisi economica e contro il governo. A Beirut, i cittadini si sono radunati nel centro della città, urlando slogan contro la classe politica al potere, ritenuta la principale responsabile del collasso economico e del peggioramento delle condizioni di vita. Il governo libanese, il 21 gennaio, ha annunciato l’estensione delle misure anti-Covid fino all’8 febbraio con un coprifuoco di 24 ore. Una delle strade principali è stata bloccata per più di... Leggi tutto

La War on drugs sta finendo

La War on drugs sta finendo
Prima dell’arrivo del Covid 19 sul nostro pianeta, la cosiddetta “epidemia degli oppioidi” negli Stati Uniti era considerata una delle più gravi crisi sanitarie della nostra epoca. Nel 2017 un report del National Safety Council relativo ai rischi di morte prevenibili per la popolazione statunitense aveva messo il rischio di morire per overdose accidentale da oppioidi al quinto posto nella classifica delle morti prevenibili (guidata da malattie cardiovascolari, tumori e malattie respiratorie croniche), superando per la prima volta quello di rimanere vittima di un incidente automobilistico: 1 possibilità su 96 contro 1 su 103. La crisi era dovuta, secondo una... Leggi tutto

Occupata la sede di Nuova Democrazia a Patrasso

Occupata la sede di Nuova Democrazia a Patrasso
Nella prima mattina di ieri 1 febbraio, a Patrasso un gruppo di compagn* ha occupato la sede locale del partito di governo Nuova Democrazia per dimostrare la propria solidarietà a Dimitris Koufontinas, prigioniero in sciopero della fame. La polizia ha effettuato 9 arresti, sono stati arrestati anche 2 membri del collettivo anarchico Dyshnios Ippos, che fa parte dell’APO. È stata convocata una manifestazione di risposta nella piazza centrale di Patrasso e nella sede del Ministero dell’Interno. Nella mattina di oggi, 2 febbraio, c’è stato un presidio di solidarietà fuori dal tribunale, perché i compagni sono chiamati a rispondere di 4... Leggi tutto

Un esempio ancora vivo

Un esempio ancora vivo
Quattro giorni di quarantena hanno segnato il decennale della rivoluzione tunisina ma il divieto di manifestare, a Tunisi e nel resto del paese, non ha fatto che riaccendere le proteste. Il fuoco della rivoluzione non si è ancora spento. Le rivolte di oggi Il traballante governo conservatore guidato da Hichem Mechichi ha deciso di usare il pugno di ferro e ha schierato anche i mezzi blindati dell’esercito per far rispettare quello che subito è stato chiamato un “lockdown politico”. Il 20 gennaio, dopo 6 giorni di manifestazioni e scontri, erano già oltre 1000 gli arresti da parte della polizia ma... Leggi tutto

Abbiamo bisogno della vera Anarchia

Abbiamo bisogno della vera Anarchia
I politici si sono riuniti dall’altro lato del corridoio per denunciare l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio come “illegale”, “antidemocratico” ed “estremista”, arrivando al punto di travisarlo bollando il tutto come “anarchia”. Ma la questione dell’invasione del Campidoglio non è il fatto che sia illegale, antidemocratica od estremista di per sé ma che si è trattato di un tentativo di concentrare il potere oppressivo nelle mani di un autocrate, il che è esattamente l’opposto dell’anarchia. L’azione diretta, le tattiche militanti ed una critica della politica elettorale rimarranno essenziali per i movimenti contro il fascismo e la violenza di Stato. Non... Leggi tutto

Picchi di tensione

Picchi di tensione
I due mesi di costante innalzamento di tensione da parte del presidente uscente hanno dato i loro frutti. Non possiamo sapere se fossero esattamente quelli sperati dal loro coltivatore ma sono stati sicuramente dei frutti degni di essere analizzati. Possiamo fare alcune ipotesi su quello che è successo: A) siamo stati di fronte a un vero tentativo di colpo di stato da parte del presidente uscente. Questo colpo di stato è fallito perché un pezzo rilevante della sua stessa amministrazione, tra cui il vice presidente, si è sfilata e i militari non hanno dato il loro appoggio; B) il presidente... Leggi tutto

Gli uomini dietro i simboli

Gli uomini dietro i simboli
Molti nella folla inferocita che il 6 gennaio ha preso d’assalto il Campidoglio degli Stati Uniti sono arrivati ​​armati di un’arma potente e portatile: una bandiera. C’erano grandi striscioni elettorali, colori di battaglia della guerra civile americana, bagliori neonazisti, simboli cristiani assieme a un po’ di bandiere nazionali e statali. Visti nel loro insieme, fungono da trapunta ideologica alquanto contorta per tutti coloro i quali credono che le elezioni statunitensi siano state rubate al presidente in carica Donald Trump. Delle varie bandiere sfilate intorno alla sede del ramo legislativo degli Stati Uniti, la più incendiaria era un gagliardetto da battaglia... Leggi tutto

Cretini ma pericolosi

Cretini ma pericolosi
Nulla al mondo eguaglia in ferocia un vescovo a caccia di eresia come i cristiani chiamano le opinioni diverse dalle loro e sono particolarmente sicuri di sé su un argomento che ignorano completamente… ( VIDAL, Gore, Giuliano) Le foto dello “Sciamano” – al secolo Jacob Anthony Chansley, alias Jake Angeli, noto esponente della setta di estrema destra Qanon – e di altri pittorescamente vestiti personaggi protagonisti dell’assalto a Capitol Hill ha scatenato, in rete e non solo, più di un’analogia con i barbari invasori dell’Impero Romano. Scopo di quest’articolo sarà quello di comprendere se e fino a che punto una... Leggi tutto

Comunicato dell’officina libertaria “Alfredo Lopez” a L’Avana

Comunicato dell’officina libertaria “Alfredo Lopez” a L’Avana
Non accettiamo padroni su di noi o servi sotto di noi. Lavoriamo per una società in cui tutti gli affari pubblici vengano risolti attraverso l’auto-organizzazione di tutti coloro che, come noi e con noi, vivono, lavorano, creano e amano, a Cuba e nel pianeta. Diamo testimonianza, tuttavia, che il passaggio a un tale modo di gestire la nostra vita in comune può essere solo il prodotto della più profonda rivoluzione sociale. Ma essere radicali nella nostra concezione del socialismo e della liberazione umana non ci rende persone rigorose o estremiste, né ci oppone a coloro che cercano sinceramente percorsi di... Leggi tutto

Il frutto del rapporto tra il giustizialismo e le vittime è davvero il riscatto?

Il frutto del rapporto tra il giustizialismo e le vittime è davvero il riscatto?
Scorrendo pigramente la home di Facebook sono incappata nell’anteprima di un articolo che titolava l’approvazione della castrazione chimica in Pakistan per reati di stupro. Numerosissimi i commenti, di vario genere, che diramavano il discorso su strade anche molto diverse; dal confronto tra le società islamica e cristiana a quello tra società democratiche, non democratiche e anche pseudo o sedicenti democratiche. Il confronto tra la condizione dei diritti delle donne nelle diverse società, società categorizzate per punti cardinali, prodotto interno lordo procapite, relazione statistica e interpersonale tra credenti e laici, testi sacri di riferimento, pigmentazione dell’epidermide, e così via. Il tutto... Leggi tutto

Legge di sicurezza globale

Legge di sicurezza globale
La proposta di “legge sulla sicurezza globale”, proposta dalla Camera bassa del parlamento francese e presentata dal partito del presidente Emmanuel Macron, nell’articolo 24 introduce un nuovo reato che punisce con sanzioni che variano da 45mila euro di multa fino ad un anno di carcere chiunque diffonda immagini in grado di “danneggiare l’integrità fisica e morale” degli agenti di polizia. In poche parole, chiunque, giornalisti compresi, diffondano immagini su abusi e pestaggi degli agenti di polizia nei confronti dei cittadini può essere censurato e arrestato. Tra le altre cose, il disegno di legge stabilisce le regole per l’uso di droni... Leggi tutto

Proteste in Albania contro la violenza della polizia

Proteste in Albania contro la violenza della polizia
Proteste in tutta l’Albania contro la violenza della polizia. Martedì 8 dicembre la polizia uccide a Tirana Klodian Rasha, 25 anni. Per le autorità il govane si trovava in strada di notte contravvenendo alle misure di coprifuoco in vigore nel paese, non avrebbe risposto all’ordine di fermarsi. Klodian era uscito a piedi per prendere un caffè ed era disarmato – dicono i familiari che chiedono giustizia e sono scesi in piazza assieme a molti giovani e attivisti. In tutto il paese ci sono manifestazioni contro la violenza della polizia, aumentata durante la pandemia. A Tirana i manifestanti arrivano sotto i... Leggi tutto

Il fuoco di Standing Rock brucia ancora

Il fuoco di Standing Rock brucia ancora
Neanche una settimana dopo esser entrato in carica come presidente degli Stati Uniti, Donald Trump il 24 gennaio 2017 firmava due ordini esecutivi per rilanciare il Dakota Access Pipeline (DAPL) ed il Keystone XL, due oleodotti che erano stati bloccati dall’amministrazione Obama in seguito alle proteste che avevano accompagnato la loro progettazione e la loro realizzazione. Le proteste contro il DAPL erano partite a cominciare dall’aprile 2016, quando manifestanti nativi e non nativi avevano iniziato a radunarsi nella zona di Standing Rock. Secondo i suoi oppositori, la costruzione del Dakota Access Pipeline (che rappresentava per i nativi una violazione del... Leggi tutto

Le relazioni inconfessabili

Le relazioni inconfessabili
Il confronto tra Armenia e Arzebaijan ci offre l’opportunità di riavvolgere il filo della matassa del Risiko mediorientale ed in particolare nella regione del Caucaso, che sta assumendo e sempre più lo assumerà, un ruolo strategico fondamentale, non solo a livello locale ma anche sul piano geopolitico globale. La regione caucasica, periferia estrema del continente euroasiatico è un bimillenario punto di incontro tra l’Asia e l’Europa, un esempio di “archeologia etnica” che rende di non semplice valutazione sia il passato sia soprattutto il presente. Per dare una lettura (tra altre possibili) della situazione attuale occorre partire da valutazioni che mettano... Leggi tutto

Il caso spagnolo

Il caso spagnolo
La maggior parte delle persone nel sentire il termine “falso autonomo” visualizzano mentalmente un ragazzo su una bicicletta con un enorme scatolone sulle spalle, o quel taxista con un’auto nera. La nuova platform economy, guidata da aziende come Uber o Glovo, ha reso di moda nel dibattito pubblico e nelle decisioni giudiziarie la figura del falso lavoratore autonomo che lavora per questo tipo di multinazionali. La recente sentenza della Corte di Cassazione, che sostiene la denuncia di un fattorino contro Glovo e costringe l’azienda a riconoscerlo come lavoratore dipendente, si riferisce direttamente a queste aziende della cosiddetta new platform economy.... Leggi tutto
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