Nelle ultime settimane del 2025 abbiamo assistito ad una crescita esponenziale della spirale repressiva contro il movimento di solidarietà al popolo palestinese, un movimento che nei mesi precedenti aveva dato luogo a grandiose manifestazioni di piazza e a riusciti scioperi generali contro il genocidio palestinese. Lo Stato aveva evitato immediate azioni repressive contro agitazioni che avevano l’evidente simpatia dell’opinione pubblica…
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I molteplici volti della repressione. Sanzioni per sciopero e ispezioni scolastiche
Alla fine dell’anno è scattata l’immancabile repressione contro l’autunno caldo 2025, quel momento di particolare intensità raggiunto dalle lotte in solidarietà alla Flotilla, dalle proteste contro il genocidio a Gaza, contro le politiche di riarmo e l’economia di guerra. Una repressione che si è manifestata in vari modi, alcuni più eclatanti, come l’operazione scattata a Genova, altri rimasti più in…
Leggi di piùOpporsi ad ogni sfruttamento. Milano: sciopero generale e solidarietà internazionalista
Il sindacalismo di base e conflittuale ha promosso uno sciopero generale nella giornata del 28 novembre contro la Finanziaria e in solidarietà con il popolo palestinese. A Milano le giornate di mobilitazione promosse unitariamente sono state due: quella dello sciopero generale e quella successiva del 29 novembre, interregionale, in coincidenza con la giornata internazionale per la Palestina, con tematiche che…
Leggi di piùPiazze in lotta
Il mese di novembre si è concluso con un fine settimana denso di scioperi, manifestazioni, presidi e iniziative di lotta. Lo sciopero di venerdì 28 ha animato le piazze delle principali città, riuscendo ad aggregare ben oltre la cerchia degli iscritti alle varie sigle sindacali, ponendosi come punto di riferimento anche per il mondo studentesco e per tante realtà di…
Leggi di piùForlì – Aerospazio e guerra. Il progetto EriS di Leonardo e Thales
Come spesso accade nel nostro mondo digitalizzato, gli eventi della vita ci appaiono come immagini, astrazioni da schermo, completamente scollegate dalle cause o dai responsabili materiali. Così la guerra, che pure tragicamente è un tema ricorrente nella società in cui viviamo, viene presentata quasi fosse un evento atmosferico avverso, qualcosa che non si può prevedere né tantomeno fermare. Invece, esattamente…
Leggi di piùIn piazza per liberare Taranto. C’è puzza di colonialismo, c’è puzza di morte, c’è puzza di Eni
Il 22 novembre 2025 scenderemo in piazza con un corteo che partirà alle ore 9 dal parcheggio della portineria direzione ex-Ilva (Strada Appia, Statale 100) per raggiungere la raffineria ENI. Questa data non è casuale: mentre la città celebra Santa Cecilia e si riempie del profumo delle pettole, noi scegliamo di far emergere l’altro odore che impregna l’aria: quello acre…
Leggi di piùCondizioni di pace. Libertà senza stati
Alla fine di ottobre un gruppo di studenti ha contestato Emanuele Fiano, esponente del PD e segretario di “Sinistra per Israele”, mentre teneva un dibattito all’Università Ca’ Foscari di Venezia sulle prospettive di pace in Palestina. Questo episodio è stato l’occasione per il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, “Avvenire”, per allinearsi alle linee guida dei disegni di legge contro l’antisemitismo…
Leggi di piùFronti di lotta da ricongiungere. Taranto – dalla fabbrica al territorio
Affrontare la realtà di Taranto non è semplice. Significa analizzare quello che può essere considerato un laboratorio di oppressione capitalista e militare, in cui sono presenti germogli di un conflitto che fatica a esplodere. Per decifrare la bassa conflittualità che da anni caratterizza Taranto è necessario smontare il mito della sua “vocazione industriale” e cercare di capire la stratificazione che…
Leggi di piùQuando la solidarietà è reato. Lotte e repressione a Napoli
Lo scorso 25 ottobre una parte del popolo napoletano, insieme a tanti uomini e donne, ha manifestato davanti alla Mostra d’Oltremare in viale Kennedy a Napoli, dove si teneva la Pharmaexpo a cui prendeva parte anche la multinazionale israeliana TEVA, finanziatrice del genocidio e quindi corresponsabile anch’essa del massacro di 200mila palestinesi. Per denunciare tutto ciò si e’ manifestato con…
Leggi di piùPalestina. Genocidio senza tregua
Le notizie si accavallano riguardo la tregua e mentre i poveri resti degli ostaggi deceduti vengono via via restituiti ai loro cari, tra un bombardamento e l’altro la fredda e cinica contabilità mass mediatica registra altre centinaia di morti tra i gazawi, in buona parte bambini e bambine: solo semplici numeri senza identità, senza immagine, disumanizzati come sempre. Mentre scrivo…
Leggi di più4 novembre. Disertiamo tutte le guerre
Parlare di 4 novembre oggi, della nostra opposizione al militarismo, alla retorica e alla propaganda che giustificano le guerre significa necessariamente confrontarsi anche con la forte opposizione sociale alla guerra che abbiamo visto recentemente crescere nelle piazze. In questi mesi milioni di persone si sono mosse sotto lo stimolo dell’azione della Global Sumud Flotilla, delle immagini del genocidio a Gaza,…
Leggi di piùOltre le piazze per Gaza. Sedimentare indignazione – radicare consapevolezza
Le recenti mobilitazioni pro-Pal hanno sicuramente dimostrato che esiste ancora un fondo di empatia tra i popoli. Al di là di questo, leggere la fase senza un’adeguata riflessione sul nostro presente può dare adito a facili entusiasmi. Da più parti si leggono editoriali che propongono commenti e abbozzano riflessioni all’indomani delle giornate di mobilitazione a sostegno dell’operato delle varie flottiglie,…
Leggi di piùUna pace che non c’è. Gaza – solo business e oppressione
In questi giorni si assiste a un paradosso amaro: mentre le televisioni e i media mainstream annunciano in pompa magna la “pace” raggiunta tra i nazi-sionisti di Israele e gli aguzzini di Hamas, grazie al fascista americano di turno, bisogna guardare oltre le apparenze per comprendere la reale natura di questa cosiddetta “soluzione”. La pace di Gaza, voluta dall’amministrazione Trump…
Leggi di piùSport e boicottaggi. Il caso della squadra ciclistica di Israele
Gli statuti delle organizzazioni sportive sia a livello internazionale (CIO, Comitato Olimpico Internazionale, FIFA, calcio, UCI, ciclismo, ecc.) che nazionale parlano tutti di “apoliticità” della loro azione al fine di preservare le loro condotte da strumentalizzazioni politiche. In realtà si tratta di una finzione retorica assolutamente priva di fondamento. D’altra parte il padre dello “spirito olimpico”, il francese De Coubertain,…
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