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Note bandite. Dalle trincee alle barricate.

Note bandite. Dalle trincee alle barricate.
Oltre cento anni fa il fascismo iniziò a seminare morte e terrore tra le organizzazioni del movimento operaio. Le violenze delle camicie nere incontrarono però l’opposizione degli Arditi del Popolo, la prima formazione paramilitare antifascista strutturata a livello nazionale. Nata nel giugno del 1921, era animata da antifascisti di diversi orientamenti e poté sempre contare sull’appoggio della componente libertaria, compreso quello del quotidiano Umanità Nova. Il repertorio degli Arditi del Popolo era spesso composto da canti nati da melodie di altri, imparati nelle trincee della Grande Guerra o dai nemici in camicia nera. A 101 anni dalla loro nascita, e... Leggi tutto

Duemila (e mille) papaveri rossi

Duemila (e mille) papaveri rossi
Due parole per spiegare le ragioni di questa, che non è né una nuova uscita né una ristampa. “Duemila papaveri rossi” è una raccolta di canzoni di Fabrizio de André interpretate da musicisti senza nome, o col nome piccolo piccolo. Quelli che se ne stanno ai margini del mercato. Quelli che nel mercato non ci sono mai voluti entrare. L’avevo curata io e pubblicata nel 2008 come iniziativa a sostegno di A/Rivista Anarchica, un paio di migliaia di copie diffuse velocemente. L’inverno scorso, costretto a casa, mi sono ingegnato a sistemare il garage – ci ho messo un po’, una... Leggi tutto

Morti di stato. Franco Serantini 2 – Note bandite

Morti di stato. Franco Serantini 2 – Note bandite
Sono passati cinquant’anni da quando Franco Serantini è spirato tra le mura del carcere di Pisa dopo giorni di agonia. Era il 7 maggio del 1972: il giovane era stato pestato dalla celere due giorni prima e venne lasciato morire senza che nessuno potesse soccorrerlo. Franco trovò la morte per impedire che il missino Giuseppe Niccolai facesse campagna elettorale nella cittadina toscana. Ancora oggi sulla pietra del monumento che si trova poco distante dal Lungarno Gambacorti, in cui le forze dell’ordine caricarono il corteo, si può leggere: “Anarchico ventenne colpito a morte dalla polizia mentre si opponeva ad un comizio... Leggi tutto

Che hanno dato i Pink Floyd. There is no dark side of the moon, really.

Che hanno dato i Pink Floyd. There is no dark side of the moon, really.
Considerando quello che saremmo divenuti se fossimo stati abbandonati a noi stessi, dobbiamo imparare a benedire Colui la cui mano benefica, correggendo le nostre istituzioni e dando loro un assetto incrollabile, ha prevenuto i disordini che avrebbero dovuto risultarne, e ha fatto la nostra felicità con mezzi che sembrerebbero portare al colmo la nostra miseria. (Jean-Jaques Rousseau, Origine della Disuguaglianza) La vita inizia così battendo il silenzio, bramando l’attimo prima, e quello dopo ancora. Il respiro la nutre, la pupilla si dilata, innato è ogni battito cardiaco. Ogni parte accordata si fa spazio e urla prepotente la sua liberazione. È... Leggi tutto

Canzoni senza biglietto. Toni Bruna, Fogo Nero

Canzoni senza biglietto. Toni Bruna, Fogo Nero
Cresciuto come sono a pane comune con dentro fette grosse tagliate male di pop e rock, contaminazioni sperimentazioni e ibridi, succede che uno di questi giorni mi si incastra fra le orecchie questa “cosa” tra virgolette così pura, luminosa e tranquillizzante che ne sono rimasto colpito nel profondo. Oddio pura: la confezione è grigia scura color antracite e dagli altoparlanti quando ascolto il disco viene fuori polvere grigia che si attacca alle dita, alle orecchie, alle pareti interne della testa. Oddio luminosa: metto su il disco e improvvisamente fuori della finestra è come quella volta dell’eclissi, o come quella sera... Leggi tutto

Note bandite. Stragi di stato, Stazione di Bologna 1

Note bandite. Stragi di stato, Stazione di Bologna 1
In questi giorni il processo per la strage di Bologna del 2 agosto 1980 sta arrivando ad una fase conclusiva. Oltre ad accertare le responsabilità di un ulteriore esecutore materiale, si farà riferimento anche ai mandanti, organizzatori e sovvenzionatori, ormai deceduti. Una manciata di brani per non dimenticare i morti, i feriti e i depistaggi di quello che fu il più grave attentato terroristico in Italia dal dopoguerra. Le canzoni restano, non passano e, proprio come le lancette dell’orologio sopra la sala d’aspetto di seconda classe, rimanendo ferme ricordano e non depistano. 1 Nabat – Non c’è Spazio I Nabat... Leggi tutto

Tre libri che raccontano la musica sbagliata. Tempi che vivono ancora.

Tre libri che raccontano la musica sbagliata. Tempi che vivono ancora.
Qualche tempo fa vi raccontavo del mio spaesamento, della mia confusione, del mio sentirmi fuori posto attraverso gli anni Sessanta che col tempo sono diventati gli anni Settanta e poi gli Ottanta e infine il millennio nuovo. Ho accumulato dentro in testa, dal mio punto di vista di bambino e poi di sbarbo e poi di adulto e adesso di vecchio & pensionato, gli anni di lavoro di mio padre al Petrolchimico, il primo disco che ho comprato (il secondo lp dei Led Zeppelin appena uscito, consumato a forza di ascolti su di una fonovaligia del Reader’s Digest) e la... Leggi tutto

Note bandite. Diritto all’abitare #1 La casa è di chi l’abita

Note bandite. Diritto all’abitare #1 La casa è di chi l’abita
In un mondo in cui c’è chi può comprarsi interi quartieri, esiste anche chi vive una grave deprivazione materiale: qui il diritto all’abitare non è da dare per scontato. Un tema ancora oggi scottante, che nella musica ha trovato cantori e sostenitori, dalle ballate sulle occupazioni degli anni ’70, fino all’hip hop degli squat di fine millennio, per poi approdare agli ultimi decenni. Se però ripercorriamo a ritroso le canzoni per il diritto alla casa, possiamo arrivare sino alle origini della canzone anarchica in lingua italiana. Infatti il primo canto anarchico composto da un italiano, “Dimmi buon giovine” del 1873,... Leggi tutto

Non mi chiedere se ho vinto se ho perso. “Questi anni”

Non mi chiedere se ho vinto se ho perso. “Questi anni”
Nel corso del 2021 mi sono impegnato con Alberto, Gianpiero e Sergio, tre vecchi miei amici aostani, a realizzare Questi Anni. Sì, i Kina. Proprio loro. Quanti anni, questi anni. Come ho avuto modo di raccontare anche qui, sin dai nostri incontri frettolosi e traballanti nei primi anni Ottanta, malgrado la distanza geografica fra nordest e nordovest e le fortune altalenanti, non ci si è praticamente persi di vista. Fortune altalenanti di noi tutti, mica solo le mie: anche loro proprio come me sono stati costretti a smettere, a cambiare, a ripensare e a ripensarsi. La realizzazione del documentario Se... Leggi tutto

Un Virus si aggira per Milano: il punk è rumore (1982-1989)

Un Virus si aggira per Milano: il punk è rumore (1982-1989)
“Virus – il punk è rumore 1982-1989” a cura di Giacomo Spazio e Marco Teatro (Goodfellas edizioni). In questi anni sono usciti diversi libri che ricostruiscono le vicende della casa occupata di Via Correggio 18 a Milano (1975- 1984), spesso con il focus sull’esperienza del “Virus” (ospitato nell’occupazione dal 1982). La prima ricostruzione è stata, nel 1996, “Costretti a sanguinare, racconto urlato sul Punk”, di Marco Philopat (Agenzia X), una trasposizione in forma narrativa delle vicende del “Virus”. Nel 2017 è uscito “Le radici del glicine. Storia di una casa occupata” di Massimo Pirotta (Agenzia X) che raccoglie le testimonianze... Leggi tutto

Fake news. Gli anarcopunk hanno inventato l’autoproduzione.

Fake news. Gli anarcopunk hanno inventato l’autoproduzione.
A tavola con alcuni amici si parlava qualche sera fa di spaesamenti. Il casino, il casino vero, per chi come me aveva vent’anni negli anni Settanta è stato prendere coscienza che i confini del mondo si stavano allargando velocemente, forse un po’ troppo per le nostre abitudini. La strada, il quartiere, il paese, la provincia, il giro di amici, i compagni di scuola, il tuo gruppo musicale, i libri e i giornali che leggevi, i cineforum e le manifestazioni, tutto stava diventando troppo lento e troppo stretto. Ricordo che era improvvisamente tutto inadeguato alle mie aspirazioni, un orizzonte soffocante. Ed... Leggi tutto

Recensioni: “Note bandite”

Recensioni: “Note bandite”
L’Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana, Cucine del Popolo, Edizioni Bruno Alpini e stella*nera hanno ideato e dato alle stampe una pubblicazione che raccoglie gli articoli dei primi tre anni di attività della rubrica Note Bandite. Con la prefazione di Marco Pandin, nota firma di A Rivista Anarchica, contiene i pezzi scritti da En.Ri-Ot nella rubrica apparsa su Umanità Nova dal 2018. La rubrica Note Bandite è nata per creare una sorta di colonna sonora al giornale, proponendo un pugno di canzoni per volta con cui raccontare, spolverare o approcciare fatti e movimenti legati all’anarchia tramite delle canzoni. Attraverso strofe... Leggi tutto

Il futuro è in buone mani

Il futuro è in buone mani
Quando avevo scritto su queste pagine del Canzoniere Grecanico Salentino ho usato una frase che pensavo fosse mia ma che presto mi sono accorto mi era rimasta incastrata dentro in testa. In uno dei suoi ultimi scritti, già ultraottantenne, il poeta-neurologo inglese Oliver Sachs confessava: “Mi rallegro quando incontro dei giovani dotati (…), sento che il futuro è in buone mani” (My Own Life, 2015). Nel mio piccolo, per molti versi sento di condividere profondamente la sua gratitudine transgenerazionale, segnale esplicito di quella pacifica predisposizione d’animo con la quale Sachs ha saputo punteggiare amorevolmente e con generosità i propri scritti... Leggi tutto

La pipì di Dio

La pipì di Dio
Ho comprato al buio “F#A#∞” – il loro primo album nel 1998 – spinto all’acquisto da alcuni compagni solitamente ben informati che me li avevano descritti come “un gruppo anarchico” canadese. Non li avevo mai sentiti ed era stata quella definizione ad avermi incuriosito: nel 1998 avevo quarantun’anni, mi ritrovavo in spalla un carico di famiglia e di brutti pensieri che si era venuto a sostituire al mio mondo precedente fatto per buona parte di concerti viaggi e autoproduzioni e cazzeggi. Insomma avevo cambiato vita e nell’inciampare in un disco di “un gruppo anarchico” mi sorprendeva piacevolmente ci fosse ancora... Leggi tutto

Morti di stato. Franco Serantini 1

Morti di stato. Franco Serantini 1
Il 7 maggio del 1972 Franco Serantini muore a vent’anni nel carcere di Pisa. Due giorni prima, durante un corteo per impedire un comizio missino, era stato circondato e malmenato dalla celere sul lungarno Gambacorti. Il ragazzo aveva origini sarde ed era orfano: aveva vissuto in vari istituti del Paese fino ad arrivare a Pisa dove incominciò ad annusare l’aria di vari ambienti politici. Aderirà al gruppo anarchico “Giuseppe Pinelli” e parteciperà alle lotte di quel periodo. A Franco nel corso degli anni sono state dedicate tante canzoni che raccontano la sua breve vita e i suoi sogni. Tre canzoni... Leggi tutto
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