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Dall'America latina

Dall'America latina
“In prigione il governo può disporre della libertà della persona e del tempo del detenuto; quindi, si intende facilmente la potenza dell’educazione che, non solamente in un giorno, ma nella successione dei giorni, perfino degli anni può regolare per l’uomo il tempo della veglia e del sonno, dell’attività e del riposo, il numero e la durata dei pasti, la qualità e la razione degli alimenti, la natura e il prodotto del lavoro, il tempo della preghiera, l’uso della parola e, per così dire, fin quello del pensiero, questa educazione che, nei semplici e corti tragitti dal refettorio al laboratorio, dal... Leggi tutto

Due metri di distanza e in carcere otto in una stanza

Due metri di distanza e in carcere otto in una stanza
Nei giorni scorsi, com’era prevedibile, tantissime carceri (27 in tutta Italia) sono esplose di rabbia per le misure adottate dal governo, che non tenevano conto delle condizioni di detenuti e detenute. Una rabbia che viene da lontano, per le condizioni di vita che i/le detenuti/e sono costretti a vivere da molto tempo, con sovraffollamento sempre in crescita e condizioni igieniche e sanitarie molto precarie. In questo contesto già impossibile, mentre il governo stabiliva che per far fronte all’emergenza sanitaria del nuovo coronavirus fossero vietati gli assembramenti, chiuse le scuole e imposta una distanza di almeno un metro tra le persone,... Leggi tutto

Egidio. Morto in carcere a 82 anni per "solidarietà"

Egidio. Morto in carcere a 82 anni per "solidarietà"
Egidio aveva 82 anni. É morto lo scorso 6 settembre. É stato trasportato in terapia intensiva quando ormai era allo stremo. Lo scorso 18 dicembre è stato rinchiuso in carcere nonostante l’età e il tumore ai polmoni. In carcere le sue condizioni sono peggiorate in fretta. In infermeria c’era una sola bombola ad ossigeno: i pazienti dovevano dividersela. Non sapremo mai se Egidio fosse al corrente di commettere un reato. Aiutare una persona ad entrare in Italia, per lui, emigrato in Argentina a 17 anni e operaio in giro per il mondo per decenni, doveva essere una cosa normale. Egidio aveva alle spalle una vita di duro lavoro in... Leggi tutto

Carota o mercede

Carota o mercede
Per chi difende lo Stato – di qualsiasi colore – la comunità deve essere difesa da coloro che agiscono con violenza e ne minano la coesistenza pacifica. Se gli eserciti esistono perché vi sono nemici esterni reali o fittizi, i giudici e le forze dell’ordine esistono perché esistono dei nemici interni: i criminali. Se in ambito anarchico la repressione poliziesca e giuridica è ritenuta peggiore dei problemi causati dai criminali – in quanto essa riproduce ingiustizia, dolore, denigrazione della dignità umana e contrasto alle azioni di solidarietà – in ambito istituzionale la repressione e il controllo è il motore di... Leggi tutto

Il (non)senso della pena

Il (non)senso della pena
Campobasso, Rieti, Nisida e in ultimo Poggioreale. Rivolte, evasioni, proteste dei detenuti . Dallo sciopero della fame al suicidio: in media sono tre suicidi al giorno, in ambienti angusti e sovraffollati. A Poggioreale si consuma l’ultima barbarie di Stato: mancate cure ai detenuti che in un ambiente del genere, con scarsità d’acqua, sono all’ordine del giorno. Questi i fatti: un detenuto di 28 anni, sofferente di anemia, con febbre altissima e quasi in coma, in una cella abitata da 15 persone, chiede invano di essere curato. La protesta scatta istintivamente: in solidarietà col giovane sofferente tutto il padiglione Salerno (adibito... Leggi tutto

Solidarietà a* prigionier* in sciopero della fame Chiudere AS2! Liber* tutt*!

Solidarietà a* prigionier* in sciopero della fame Chiudere AS2! Liber* tutt*!
Da un mese due prigioniere anarchiche, Silvia e Anna, sono in sciopero della fame contro le durissime condizioni di detenzione. Chiedono di essere trasferite dalla Sezione AS2 del carcere de L’Aquila in cui si trovano e la chiusura di quella stessa sezione. In queste settimane molte e molti altri prigionieri anarchici si sono uniti a questa lotta, mentre le rivolte e le proteste nelle carceri sono aumentate in questo mese. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha però deciso come risposta di trasferire nella stessa AS2 de L’Aquila anche un’altra anarchica, Natascia. È necessario rompere il silenzio e l’isolamento. Solidarietà e libertà... Leggi tutto

Solidarietà alle lotte nelle carceri. Per una società senza galere

Solidarietà alle lotte nelle carceri. Per una società senza galere
Le condizioni di detenzione nelle carceri italiane sono in costante peggioramento: sovraffollamento e abusi fisici e psicologici sono la “normalità” di una situazione sempre più intollerabile. Solo nel 2018 ci sono stati 65 suicidi nelle carceri, il numero più alto degli ultimi anni, senza contare gli oltre mille tentati suicidi e le decine di migliaia di casi di autolesionismo. Se questa è la situazione generale nelle prigioni, ancora peggiore è il trattamento a cui è sottoposto chi si trova in regime di 41bis o di Alta Sorveglianza. La critica anarchica alle galere è sempre stata radicale: il sistema penitenziario con... Leggi tutto

Alla stampa e al pubblico

Alla stampa e al pubblico
Abbiamo avuto un altro incontro con il nostro cliente, il Signor Öcalan, il 22 maggio nella prigione dell’isola di Imralı. Öcalan ha sottolineato ancora una volta l’importanza del testo che ha precedentemente condiviso pubblicamente. Ha espresso il suo contenuto con i dibattiti sul testo in sette punti, co-autori i nostri quattro clienti, il 2 maggio 2019. Era dell’opinione che il bisogno fondamentale della Turchia fosse un dibattito sul consenso sociale, la politica democratica, il negoziato democratico e una pace giusta. Ha anche detto che avrebbe fatto la sua parte per rendere questi punti i valori fondamentali della politica turca. Ha... Leggi tutto

Libertà per Cintoya Brown

Libertà per Cintoya Brown
Negli Stati Uniti sta guadagnando attenzione, anche da parte dei media mainstream, il caso di Cyntoia Brown, una giovane donna afroamericana che si trova incarcerata in Tennessee condannata all’ergastolo e con la possibilità di uscire in libertà condizionata solamente dopo 51 anni di carcere. Il suo caso è il classico caso in cui più tipi di oppressione si intersecano strettamente tra di loro. Dopo un’infanzia non facile venne costretta, appena adolescente, a prostituirsi da un pappone che l’abusava abitualmente. A sedici, nel 2004, anni uccise un agente immobiliare quarantatreenne che l’aveva comprata dal suo pappone e venne, in seguito, arrestata.... Leggi tutto

Questione carceraria e lotta di classe

Questione carceraria e lotta di classe
In occasione del congresso costitutivo della CIT/IWC a Parma abbiamo avuto modo di intervistare due compagni, uno statunitense e uno tedesco, in merito alle lotte dei carcerati. L’IWOC, Imprisoned Workers Oraganizing Committee, è la branca dell’IWW che si occupa dei lavoratori incarcerati; il GG/BO, Gefangenen-Gewerkshaft/Bundesweite Organisation, è un’unione sindacale di detenuti nata in Germania nel 2014. In entrambi questi paesi è diffuso il lavoro carcerario; nel caso statunitense, poi, siamo di fronte a un sistema carcerario fondato fin dai suoi albori, come vedremo, sul lavoro coatto. Riconoscendo che lavoratori-carcerati sono lavoratori a tutti gli effetti questi sindacati hanno coerentemente sviluppato... Leggi tutto