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Insurrezione e trasformazione sociale

Insurrezione e trasformazione sociale
La prima settimana di giugno si sono svolte,‭ ‬a Livorno e a Pisa,‭ ‬due presentazioni dell’ultimo volume delle opere complete di Errico Malatesta,‭ “‬Lo sciopero armato‭”‬,‭ ‬approfittando della cortese disponibilità del curatore,‭ ‬Davide Turcato. Il titolo del libro,‭ ‬ripreso da un articolo,‭ ‬rimanda in modo sintetico alla critica che Malatesta sviluppa in questo periodo,‭ ‬del sindacalismo:‭ ‬lo sciopero generale da solo è insufficiente per rovesciare il capitalismo,‭ ‬è necessaria l’azione cosciente degli sfruttati.‭ ‬L’appello all’armamento del proletariato si comprende meglio se si tiene presente che in quei tempi ogni conflitto di lavoro vedeva l’intervento dell’esercito a favore della‭ “‬libertà di... Leggi tutto

Un business a spese del contribuente

Un business a spese del contribuente
Per evitarsi la pena di commentare il magro risultato elettorale,‭ ‬e per far capire a tutti quali siano i veri padroni a cui deve rispondere,‭ ‬un Renzi in versione NATO lunedì scorso è volato in Afghanistan,‭ ‬ad arringare i soldati italiani.‭ ‬Senza risparmiarci il ridicolo di indossare la tuta mimetica,‭ ‬dall’alto della sua scienza politica,‭ ‬Renzi ha spiegato ai giovani militari che in un mondo globale la sicurezza interna ai vari Paesi dipende dalle loro scelte internazionali.‭ ‬Parole sante.‭ ‬Parole tanto più significative se pronunciate in un Paese,‭ ‬l’Afghanistan,‭ ‬che dal‭ ‬2002‭ ‬segna ogni anno un nuovo record di produzione... Leggi tutto

NON VOTARE! E POI?

NON VOTARE! E POI?
Quando è stato pubblicato questo manifesto, la maggior parte dei lavoratori andava a votare, almeno la maggior parte di quelli che riuscivano a passare tra le strette maglie di quello che era ancora un privilegio di pochi, il suffragio universale maschile fu infatti introdotto solo nel 1912, mentre le astensioni provenivano in gran parte dai cattolici, che seguivano le indicazioni della Chiesa di non partecipare alle elezioni. In questi anni si è verificato un fatto nuovo, nella storia del sistema rappresentativo in Italia: per la prima volta da quando le classi subalterne ebbero il diritto di voto, la maggioranza dei... Leggi tutto

Razzismo fa rima con paura

Razzismo fa rima con paura
Per riuscire a raggiungere e mantenere una,‭ ‬anche piccola,‭ ‬posizione nel sistema di potere occorre avere oggi delle capacità che esulano da quelle meramente politiche.‭ ‬Sono molti i personaggi che hanno costruito la loro brillante carriera in modo diverso da quello tradizionale,‭ ‬facendosi strada ieri negli studi televisivi e oggi su Internet.‭ ‬In ogni caso,‭ ‬come nel passato,‭ ‬uno dei modi per acquisire popolarità è quello di fare in modo che il proprio nome compaia quotidianamente nella cronaca,‭ ‬che sia sempre presente nell’interminabile racconto dei mezzi di comunicazione di massa.‭ ‬Per ottenere questo risultato non è necessario rilasciare dichiarazioni memorabili... Leggi tutto

Cosa resta del corteo

Cosa resta del corteo
Passato un po‭’ ‬di tempo,‭ ‬la velocità di digestione delle notizie consente di poter parlare più tranquillamente di quel che per giorni non s’è potuto discutere‭; ‬ossia di quel che accade ogni qual volta va in scena la mobilitazione di piazza.‭ ‬Va constatato che da almeno una decina d’anni‭ (‬le letture sono molteplici ma prendiamo due lustri per andare sul sicuro‭) ‬lo strumento della così detta‭ “‬forma corteo‭” ‬ha assunto sempre più i connotati di un atto utile a definire la momentanea egemonia all’interno dei movimenti,‭ ‬non che prima non avesse tale funzione,‭ ‬ma non era l’unico scopo rimasto.‭ ‬Se... Leggi tutto

«War made the State, and the State made war»

«War made the State, and the State made war»
L’entrata in guerra come posta di un duro confronto di piazza mette in gioco il rafforzamento istituzionale dell’apparato statale e la sua esistenza futura. La conflagrazione europea edifica la rete degli stati nazione nel vecchio continente e la sua fase preparatoria, mentre predispone le strutture di lunga durata all’interno degli Stati coinvolti, preconizza la società organica. Il monopolio ed il rafforzamento dei mezzi di coercizione necessari per l’imposizione fiscale come per l’approntamento della macchina militare (armi, trasporti, reclutamento, finanziamenti, assistenza e funzioni ausiliarie, organizzazioni gerarchiche complesse…) costituiscono lo strumento basilare della stessa formazione statuale. Per questo la tenzone che si... Leggi tutto

Anarchia: teoria della rivoluzione Produzione e distribuzione dal capitalismo al comunismo

Anarchia: teoria della rivoluzione  Produzione e distribuzione dal capitalismo al comunismo
La parte più importante del Programma Anarchico consiste nella concezione libertaria della rivoluzione, la rivoluzione fatta contro lo Stato e non per mezzo dello Stato. Per gli anarchici, infatti, la libertà è un’arma di combattimento contro il vecchio mondo, oltre che il calore vitale che riscalderà quello di domani. Punto centrale della prossima rivoluzione, che farà sì che sia una rivoluzione sociale e non una rivoluzione politica come quelle che si sono succedute fino ad oggi, è l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. La questione economica assume quindi un aspetto centrale nella concezione anarchica della rivoluzione. In diversi... Leggi tutto

Il capitalismo: un’economia destinata al declino

Il capitalismo: un’economia destinata al declino
Un economia caratterizzata da investimenti fiacchi, tassi d’interesse bassi, bolle creditizie ed un debito ingestibile nel lungo periodo; questo è lo scenario che descrive Martin Wolf per il Financial Times. Martin Wolf è un giornalista del FT, uno dei più influenti scrittori di argomenti economici. Le sue previsioni sul futuro del capitalismo sono quindi interessanti. L’articolo di cui ci stiamo occupando ha, nella sua traduzione italiana per Il Sole 24 Ore a cura di Fabio Galimberti, un titolo interessante: E’ l’era della grande stagnazione? Wolf intende mettere in guardia contro il rischio della stagnazione economica, di cui individua alcuni presupposti.... Leggi tutto

Il contributo di Errico Malatesta

Il contributo di Errico Malatesta
Erri Malatesta è stato un anarchico italiano, nato a Santa Maria Capua Vetere nel 1853 e morto a Roma nel 1932, guardato a vista in continuazione dalla polizia, e anche il suo funerale si tenne in forma clandestina, perché le autorità avevano paura che fosse occasione di dimostrazioni antifasciste. La sua vita da sola meriterebbe di essere studiata. Non ancora ventenne, a Napoli aderisce alla prima sezione italiana dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (Prima Internazionale), dove era ancora vivo l’insegnamento di Michele Bakunin. I primi tempi della sua adesione sono segnati da due confronti, che contribuiscono a rafforzare l’impronta anarchica del... Leggi tutto

Le lotte e i percorsi di liberazione

Le lotte e i percorsi di liberazione
L’articolo pubblicato su UN, n 8, “Nè settarismi né appiattimenti” pone una serie di spunti su cui occorre riflettere. Per non avere una visione politicista occorre infatti starci in mezzo ai movimenti ed alle lotte, e poter cercare le possibili alleanze, ma concrete, non ideologiche. Ai giorni nostri la critica sociale non gode di buona salute e sono scomparsi i grandi movimenti, ma non le ragioni che le aveva partorite. Si può dire che le manchi una diffusione? Si potrebbe affermare che soffra di sovraesposizione: è diventata un luogo comune, che si crede di sapere a memoria, se conosciuta su... Leggi tutto

La tortura come relazione di potere

La tortura come relazione di potere
Questa volta dobbiamo proprio ringraziare Renzi per avere chiarito, senza ombra di dubbio, quali siano i supremi valori dello Stato; a fronte di una condanna per tortura emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per violazione dell’articolo 3 della convenzione europea dei diritti umani per i fatti della Diaz, Genova 2001, Renzi ha riconfermato piena fiducia al capo della polizia di allora, Gianni De Gennaro arrivato, dopo una carriera in ascesa, a ricoprire il ruolo di presidente di Finmeccanica, nonostante che l’operato delle forze di polizia che lui comandava “deve essere qualificato come tortura”. Ora, da che mondo... Leggi tutto

Mutualisti del terzo millennio?

Mutualisti del terzo millennio?
 Dopo la pubblicazione dell’articolo “Jobs Act: e ora?” sul numero dell’8 marzo 2015 di Umanità Nova, un mio amico e compagno di sindacato mi ha spedito una lettera che ritengo utile al fine di riprendere la questione del mutualismo che nell’articolo stesso era solo accennata. “Ho letto il tuo scritto sul jobs act. Neanche lontanamente il mutualismo potrebbe intervenire per lenire seppur in minima parte le sofferenze prodotte dalla cancellazione del welfare state, ancor meno in periodo di crisi in cui i lavoratori occupati percepiscono bassi salari che non consentono loro di stornare una parte del salario a favore dei... Leggi tutto

La Borsa esulta per la catastrofe proletaria

La Borsa esulta per la catastrofe proletaria
Segnali di ottimismo giungono dall’Istituto di Statistica, prontamente amplificati dal Governo e dalla Confindustria. Aumenta la fiducia dei consumatori, mentre cresce la produzione industriale, soprattutto per merito delle esportazioni, l’ISTAT prevede un aumento dello 0,1% del prodotto interno lordo. Gli occupati a gennaio 2015 sono 131 mila in più rispetto all’anno precedente, mentre il tasso di disoccupazione giovanile è sceso al 41,2 dal 41,4 di dicembre. Per l’ISTAT comunque non si tratta di un’inversione di tendenza: il tasso dei posti vacanti, un dato che anticipa l’andamento degli occupati nel prossimo futuro, nei settori dell’industria e dei servizi è rimasto stabile... Leggi tutto

Forza e minoranze agenti

Forza e minoranze agenti
Al fine di riprendere ed approfondire la categoria “forza” che ho cercato di tratteggiare in un mio precedente articolo utilizzerò un lungo brano tratto da un testo di un compagno, circolato in poche copie dattiloscritte nel 2010 e che sviluppa, a mio avviso, una critica acuta proprio della categoria, che rivendico, di minoranza agente come elemento costitutivo della forza. “Della modestia che si conviene al lottatore sociale ovvero una lettera ai compagni Nessuno metterà in dubbio che il grosso delle attività che abbiamo portato avanti insieme in questi anni erano (e sono rimaste) fortemente caratterizzate dalla volontà di essere “in... Leggi tutto

Il nemico del nostro nemico è nostro amico?

Il nemico del nostro nemico è nostro amico?
In un famoso romanzo di Graham Greene, Il nostro agente all’Avana, ambientato nella Cuba precastrista alla fine degli anni ’50, in un colloquio fra il Capitano Segura, capo della polizia politica del dittatore Batista e Mr Wormold, il personaggio principale, lo stesso Segura afferma: “Una delle ragioni per cui l’Occidente odia i grandi Stati comunisti sta nel fatto che essi non riconoscono le distinzioni di classe. A volte torturano persone che non dovrebbero essere torturate. Altrettanto fece Hitler, naturalmente, e scandalizzò il mondo. Nessuno si preoccupa di ciò che accade nelle nostre carceri, o nelle carceri di Lisbona o di... Leggi tutto
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