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Le vie del contagio

Le vie del contagio
Le metafore di tipo biologico non sono una novità nel campo dell’informatica: da sempre i programmi creati per causare problemi ai computer sono infatti chiamati “virus”. Non è quindi strano che anche le cosiddette “fake news” vengono spesso definite come se fossero una sorta di malvagia entità biologica che colpisce l’informazione, un parassita che si infiltra nei suoi canali e che può arrivare a “contagiare” le singole persone che ci vengano in contatto. Mai come in questi momenti la diffusione di notizie false assume una valenza così preoccupante, quando ci sono persone che pubblicano ma soprattutto diffondono evidenti falsità in... Leggi tutto

La Rete al tempo della grande paura

La Rete al tempo della grande paura
Tutti quelli che usano attualmente un computer, un telefonino o un tablet per comunicare con gli altri stanno partecipando, volenti o nolenti, al più grande esperimento di psicologia sociale applicata della storia. La pandemia in atto ci pone al centro di una situazione epocale non solo per la portata globale di quello che sta accadendo, ma anche perché si accompagna a misure di separazione, contenimento e segregazione fisica che non hanno precedenti moderni in quanto a estensione geografica e numero di persone coinvolte. Questa condizione eccezionale sta avendo e avrà sicuramente un impatto non trascurabile sia sui singoli individui che... Leggi tutto

Il virus della paura

Il virus della paura
La paura è, com’è noto, una pulsione ancestrale del genere umano, è un impulso ferino ed irrazionale, preesistente ad ogni stadio della civiltà ed a qualsiasi forma di cultura e di raziocinio, è un elemento insito nella stato di natura animale ed è riconducibile all’istinto più antico e primordiale di auto-conservazione della specie. La paura discende da un sentimento più che naturale, cioè il terrore inconscio ed incontrollabile della morte, perciò, la paura è una pena che si sconta e si vince vivendo. Sin dai suoi lontani primordi, l’umanità ha imparato (per una necessità insopprimibile e non per volontà) a... Leggi tutto

A come asocial

A come asocial
Replicando al mio intervento sul tema della comunicazione sociale Enrico sostiene la necessità di usare anche strumenti del potere per riprenderne “il controllo per quanto possiamo: in alcuni casi di più, in altri casi di meno. (…) in alcuni casi con maggiore libertà, in altri con meno”. Più avanti afferma che “Da sempre, il modo migliore per lasciare al potere il loro controllo è stato ritirarsi dalla presenza antagonista al loro interno.”. Posizioni del genere non sono certo una novità, credere che la presenza all’interno di ambiti di relazione e di comunicazione creati e/o gestiti dal potere possa portare dei... Leggi tutto

Ancora sui miliardi

Ancora sui miliardi
Con enorme piacere – perché ritengo che la questione sia estremamente importante – ho accolto la (contro)risposta di Pepsy al mio articolo con cui a mia volta rispondevo al suo che pubblichiamo in questo stesso numero. Il tema era appunto quello del rapporto tra potere e comunicazione, in particolare declinato rispetto alla comunicazione in rete. Cominciamo con il chiarire alcuni punti presenti nell’articolo che non riportano precisamente la mia posizione. Pepsy imposta la critica alle mie posizioni affermando che io sosterrei “la necessità di usare anche strumenti del potere” ed il problema sta in quel “del potere”: io non credo... Leggi tutto

Se Mastodon avesse miliardi di utenti…

Se Mastodon avesse miliardi di utenti…
Sul numero scorso di Umanità Nova, Pepsy risponde in maniera ampia ed articolata al mio precedente articolo “Il Potere della Comunicazione” ed i suoi appunti critici vertono su due livelli. Il primo è, per così dire, di carattere “storiografico”, perché nella mia ricostruzione “dei rapporti tra movimenti comunicazione e, in particolare, sugli strumenti usati negli ultimi 50 anni viene fatto nell’articolo in questione un salto troppo lungo che partendo dalla stagione delle “radio libere”, arriva alla comparsa di Internet (…). Tra la fine della stagione delle radio e la nascita del web non c’è stato il vuoto ma si è... Leggi tutto

Intrappolati nella Rete

Intrappolati nella Rete
Visto che viviamo in un mondo di tossicodipendenti da telefonino, quando Google ha detto che non avrebbe più fornito ai telefonini Huawei il sistema operativo Android, tantissimi si sono preoccupati di non poter più postare su Facebook gli affari propri in tempo reale. Huawei e Google hanno immediatamente tranquillizzato i possessori di telefonini dicendo che la misura non riguardava gli apparecchi già venduti, per cui i loro clienti avrebbero potuto continuare a smentire quotidianamente online l’assunto secondo cui la specie umana sia dotata di intelligenza. Poi è intervenuto addirittura Donald Trump in persona dicendo che, per cercare di risolvere in... Leggi tutto

Il potere della comunicazione

Il potere della comunicazione
Qualche numero fa Umanità Nova ha pubblicato una interessante riflessione di un compagno francese sulla composizione di classe delle società occidentali contemporanee il quale, tra le altre cose, affrontando il problema della comunicazione delle nostre idee affermava la necessità di “una sorta di ‘marketing rivoluzionario’”. In una conversazione via mail tra me ed il compagno Santo Catanuto dell’Associazione Culturale “Pietro Gori” ci siamo trovati in buona parte concordi su una serie di riflessioni in merito e mi ha concesso l’onore di saccheggiare tranquillamente per quest’articolo gli spunti che aveva elaborato. Ovviamente, come suol dirsi, non è responsabile della mia elaborazione.... Leggi tutto

Lode del dubbio

Lode del dubbio
Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate serenamente e con rispetto chi come moneta infida pesa la vostra parola! Vorrei che foste accorti, che non deste con troppa fiducia la vostra parola… …Oh bello lo scuoter del capo su verità incontestabili! Oh il coraggioso medico che cura l’ammalato senza speranza! Ma d’ogni dubbio il più bello è quando coloro che sono senza fede, senza forza, levano il capo e alla forza dei loro oppressori non credono più!… Bertolt Brecht Nella discussione in atto sulla comunicazione informatica, forse manca uno studio sull’importanza del dubbio e sul tempo che ed esso dedichiamo... Leggi tutto

Sostieni il tuo diritto alla comunicazione libera

Sostieni il tuo diritto alla comunicazione libera
Sono passati quindici anni dal primo‭ “‬manifesto‭” ‬scritto dal collettivo‭ “‬Autistici/Inventati‭” (‬A/I‭) ‬nel‭ ‬2002,‭ ‬un tempo che sulla Rete sembra molto di più,‭ ‬un lavoro che,‭ ‬contrariamente a quello che di solito accade a chi fornisce servizi,‭ ‬con il‭ ‬trascorrere del tempo ha assunto una importanza sempre maggiore.‭ ‬L’aumento della sorveglianza‭ ‬di massa,‭ ‬che ormai non è più un segreto‭ ‬riservato agli‭ ‬addetti‭ ‬ai lavori,‭ ‬passa sempre di più tramite gli strumenti della comunicazione elettronica e il lavoro di A/I‭ ‬offre,‭ ‬a chi vuole continuare a usare la Rete senza restarci impigliato,‭ ‬una delle poche alternative‭ ‬possibili.‭ ‬Non è certo... Leggi tutto

Energia e rivoluzione industriale

Energia e rivoluzione industriale
Con questo mio articolo voglio riprendere l’interessante riflessione sull’energia avviata da Marco Tafel con il suo articolo‭ “‬Quanta‭? ‬Quale‭?”‬:‭ ‬la questione della dipendenza energetica e di come questa sia legata all’organizzazione della società. Una storia poco scritta della contemporaneità è quella della storia delle infrastrutture energetiche.‭ ‬La prima rivoluzione industriale,‭ ‬quella dei motori a vapore,‭ ‬si fondò sulla disponibilità di carbone ed inizio un ciclo a feedback positivo in cui la maggiore disponibilità di combustibile permetteva di estrarne ancora maggiormente:‭ ‬una delle prime grandi applicazioni del motore a vapore fu proprio l’azionamento delle pompe che permettevano di tenere asciutte le... Leggi tutto

La comunicazione della crisi

La comunicazione della crisi
Malgrado ciò che dicono alcuni, non esiste una legge naturale (legge dei salari), la quale determina la parte che va al lavoratore sul prodotto del suo lavoro: o, se legge si vuol formulare, essa non potrebbe essere che questa: il salario non può scendere normalmente ai disotto di quel tanto che è necessario alla vita, né può normalmente salire tanto da non lasciare nessun profitto al padrone. (MALATESTA, Errico, Il Programma Comunista Anarchico Rivoluzionario, 1919) Ipotizziamo che, partendo da un feterminato focolaio, la lebbra si si stia espandendo in tutto il pianeta, colpendo ovunque un numero enorme di persone. I... Leggi tutto