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L’esercito è una minaccia. Basta servitù militari!

Un carro armato, durante le esercitazioni nel poligono di tiro, centra un pollaio! Potrebbe sembrare una striscia del famoso fumetto comico-satirico Sturmtruppen.

Invece si tratta dell’ennesimo grave, intollerabile e tutt’altro che ridicolo evento accaduto a Vivaro pochi giorni fa quando, durante le esercitazioni notturne nel poligono Cellina Meduna, un mezzo dell’esercito per sbaglio (ci mancherebbe) spara in direzione opposta e colpisce un allevamento di polli vicino al centro abitato. Tra l’altro, come apprendiamo dalla stampa locale, i vertici militari, con atteggiamento omertoso, hanno provato a tenere nascosto l’accaduto, che non sarebbe emerso se non ci fosse stata la denuncia del proprietario che ha obbligato i carabinieri a svolgere le indagini.

Non è la prima volta che succede, già altre volte la zona adiacente al poligono è stata interessata da incidenti simili che hanno colpito gli insediamenti urbani, sfiorando la tragedia.

Per non parlare dell’inquinamento acustico ed ambientale che dal primo dopoguerra ad oggi continua a pesare su un territorio ad alto valore ambientale, coincidente con una zona protetta SIC- ZPS, soggetta a continue manovre di mezzi militari, spari di proiettili con relativo rilascio di metalli pesanti e radioattivi, sorvolo di mezzi aerei, ecc. A dimostrazione di come la presenza militare sui territori non può essere compatibile con la salvaguarda dell’ambiente e non può convivere con la presenza della comunità civile.

Assurdo, anacronistico e, quello si ridicolo, il richiamo in chiave patriottica di Fratelli d’Italia che difende l’indifendibile facendo leva sulle negative ricadute sociali ed economiche che subirebbe il territorio con l’eventuale chiusura dei poligoni. Fatto già avvenuto con la professionalizzazione dell’esercito che ha segnato la fine della leva e la chiusura di decine di caserme e che sta a dimostrare proprio la velleità e il fallimento di un’economia legata all’indotto bellico, che dietro di se ha lasciato solo il deserto.

Sbaglia direzione anche l’amministrazione locale, da sempre amica dei militari, che per nome del Sindaco fa finta di alzar la testa chiedendo una nuova regolamentazione e un adeguamento degli indennizzi. Niente di più meschino ed esattamente in linea con la legittimazione dello stato di fatto, speculando su una situazione che porta la popolazione a vivere un perenne disagio, sul filo di una tragedia annunciata, e continua a determinare un impatto ambientale e sociale sempre più insostenibile, con la definizione di nuovi disciplinari.

Come sta succedendo anche nel poligono di Cao Malnisio, il cui nuovo disciplinare d’uso, che prevede l’ampliamento delle campate di tiro e delle esercitazioni con la presenza dell’esercito statunitense, compromettendo definitivamente la fruizione della montagna antistante da parte dei residenti, è stato definitivamente approvato lo scorso mese.

A nulla sono valse le proteste delle associazioni locali che le amministrazioni di Aviano e Montereale han fatto finta di recepire con delibere e/o dichiarazioni rivolte al Comitato Paritetico Regionale per chiedere il ridicolo ripristino della situazione preesistente.

Infatti si tratta già di una presenza settantennale che ha accumulato tonnellate di piombo e metalli pesanti sul terreno con un livello di inquinamento tuttora da definire, una bonifica prevista dalla normativa vigente mai realizzata né richiesta dagli enti preposti, un disagio permanente della popolazione residente che subisce giornalmente il rumore incessante degli spari a poche centinaia di metri di distanza e che fino agli anni settanta subiva lo sgombero per le cannonate sparate dal poligono del Cellina.

Una situazione intollerabile che si può risolvere solo con la chiusura di ogni area militare. Purtroppo particolarmente in questo periodo storico assistiamo ad una legittimazione sempre più pressante del militarismo. Le spese militari nell’ultimo anno, segnato dalla pandemia, sono cresciute del 6,4% e l’utilizzo dell’esercito per scopi civili sta interessando settori sempre più ampi. Da ultima la scelta del governo Draghi di affidare ad un generale dell’esercito, tal Figliuolo, il compito di coordinare la campagna di vaccinazione.

Una scelta assurda, ma che, a guardar bene è perfettamente in linea con lo scopo principale di qualunque esercito: difendere gli interessi delle multinazionali economiche e finanziarie che di fatto governano il modello economico capitalista, per cui il profitto di pochi prevale sui bisogni di tutti e le necessità delle persone sono orientate dalla propaganda consumista retta dai precetti della crescita infinita, in un mondo limitato destinato ad essere saccheggiato e distrutto.

Ed è accaduto anche con la pandemia in corso, per affrontare la quale si dovevano aver predisposto ed attuato efficaci piani pandemici, rilevatesi inesistenti.

I governi invece, per affrontare un evento annunciato da anni, in linea con i dettati del capitalismo, sono scesi a patto con le multinazionali del farmaco per la produzione dei vaccini, elargendo al buio garanzie giuridiche e coperture finanziarie, che si stanno dimostrando totalmente inefficaci e che stanno alimentano guerre commerciali sulla pelle della gente. E a difesa e garanzia di queste dinamiche scende ora in campo l’esercito, invadendo a gamba tesa il diritto alla salute delle persone. Vogliamo dunque infine ribadirlo, la presenza militare è totalmente incompatibile con l’ambiente e le esigenze della società civile. I poligoni devono essere chiusi e le guerre vanno disertate! Non possiamo più fidarci delle istituzioni, dobbiamo auto organizzarci in comunità resistenti per imporre la legittima restituzione di ciò che arrogantemente e prepotentemente l’esercito ci ha tolto! Se non ora, quando!

Iniziativa Libertaria – Pordenone

A casa l’esercito!

Cercando di non trascendere nella retorica, sarà utile restituire alcune cronache passate e recenti che oggi, a mio avviso, ci vedono costretti/non costretti a una condizione di quarantena volontaria/involontaria come superamento/contenimento del coronavirus/covid 19, un’epidemia/pandemia annunciata al mondo a partire … Per saperne di più