Prosfygika occupata. Resistenza a oltranza ad Atene

Vicino al centro di Atene, incastrati tra gli uffici centrali della polizia, il tribunale, uno stadio (forse) in fase di chiusura e uno degli ospedali pubblici più grandi della città, sopravvivono le otto palazzine che compongono la comunità politica e lo spazio occupato di Prosfygika.

Prosfygika abita una posizione strategica all’interno delle più recenti trasformazioni urbane e delle palazzine che, oltre a dare una casa a circa 400 persone, hanno un valore simbolico importante, fin dal nome stesso: Prosfygika significa letteralmente ‘dei profughi’.  Costruite negli anni ‘30 del secolo scorso, per rispondere ai bisogni abitativi del milione di profughi arrivati dall’appena nata Repubblica Turca, in seguito al gigantesco scambio di popolazione tra le due nazioni, le palazzine di Prosfygika sono anche state un centro della resistenza antifascista durante la seconda guerra mondiale, come dimostrato dai fori di proiettile ancora ben visibili sulla mura esterne degli edifici. Il complesso include oltre 200 appartamenti e diversi spazi comuni.

L’Assemblea di Prosfygika Occupata (Sy.Ka.Pro) nasce nel 2010, sull’onda delle mobilitazioni multiformi che presero piede a seguito della crisi economica e dell’omicidio da parte della polizia di Alexis Grigoropoulos nel dicembre 2008, composta da chi già occupava appartamenti all’interno del complesso. L’Assemblea ha dato vita a una comunità politica coesa, con diverse strutture, gruppi di lavoro e iniziative, organizzando sportelli legali e corsi di lingua per migranti, cucine sociali e ambulatori popolari. Oggi, i residenti di Prosfygika parlano lingue diverse e provengono da contesti geografici lontani tra loro, ma si ritrovano a lottare per la sopravvivenza di una comunità, il cui valore va ben oltre gli spazi che abita. L’apporto dei rifugiati politici provenienti da organizzazioni rivoluzionarie della variegata sinistra turca e curda è stato importante fin dall’inizio e ha informato le modalità del fare politica della comunità. Oltre venti strutture autonome si muovono all’interno degli spazi, coordinate attraverso una assemblea plenaria settimanale, fulcro della vita comunitaria, dove vengono discusse e prese tutte le decisioni collettive. Tra le varie strutture, vi sono la struttura dei bambini, delle donne (che è l’unica ad avere un potere decisionale pari a quello dell’assemblea plenaria), quelle che coordinano le attività di uno spazio pubblico (il chiosco), della biblioteca e del cinema, quella per la gestione dei lavori di manutenzione, e una panetteria autogestita. Negli ultimi anni è anche nata una struttura di supporto alle famiglie dei pazienti del vicino ospedale oncologico, che hanno a disposizione degli appartamenti e posti letto all’interno dell’occupazione.

Ora tutto questo è sotto attacco, ma non è la prima volta. Solo negli ultimi 10 anni, la polizia è entrata a Prosfygika 4 volte, una delle quali terminò con l’arresto di 78 persone nel novembre 2022. In generale, da quando i primi appartamenti sono stati occupati, più o meno coordinatamente decenni fa, le minacce di sgombero si sono impilate una sopra l’altra. Nei primi anni Duemila, un numero di occupanti e residenti ha indetto una lunga resistenza contro i tentativi di esproprio di diversi appartamenti, culminata con la dichiarazione del complesso come Monumento Storico. Questo ha reso impossibile la sua demolizione, ma non la protezione dei residenti da diversi progetti di riqualificazione.

Come in molte altre città europee e non solo, la minaccia di riqualificazione è quella che sta colpendo Prosfygika oggi. La regione dell’Attica e il Ministero della cultura e dell’amministrazione pubblica hanno firmato un accordo programmatico per lo sgombero dei 400 residenti e la riqualificazione di quattro delle otto palazzine del complesso, con finanziamenti dell’Unione Europea, per convertire le strutture in housing sociale, e in un ostello per le famiglie dei pazienti ricoverati nel vicino ospedale. Che siano due delle tante attività già offerte da Prosfygika Occupato, senza bisogno di alcun finanziamento pubblico, non è sfuggito a nessuno. La comunità degli occupanti ha notato negli ultimi mesi come il comune di Atene sia proprietario di almeno 80.000 appartamenti vuoti nel solo centro cittadino e come gli occupanti non siano stati minimamente interpellati, né siano state offerte loro soluzioni alternative.

Dall’inizio del 2026, Prosfygika Occupato è in mobilitazione permanente. Assemblee aperte, presidi, manifestazioni e iniziative si susseguono quotidianamente, mentre si cerca di allargare la rete di solidarietà sia a livello locale che internazionale. Le richieste degli occupanti sono molto chiare:

– la revoca immediata dell’accordo programmatico da parte della regione dell’Attica;

– tutti i residenti di Prosfygika devono poter rimanere nelle proprie abitazioni, nel complesso e nel quartiere in cui vivono e hanno costruito legami sociali, culturali e vitali;

– garanzie concrete per il restauro di Prosfygika da parte della società senza scopo di lucro dei ‘Residenti e Amici di Prosfygika di L. Alexandras’ con il proprio autofinanziamento;

– nessun finanziamento pubblico per la ‘riqualificazione’ di Prosfygika”

A segnare l’urgenza di questa lotta, il compagno Aristotelis Chantzis, uno dei membri storici di Sy.Ka.Pro, ha intrapreso uno sciopero della fame a oltranza il 5 febbraio. Al momento di scrivere questo articolo, Aristos è al 95° giorno di sciopero della fame e un’altra compagna, Suzon Doppagne, ha iniziato il 1° Maggio. Questa settimana è considerata decisiva dagli occupanti, sia per le sempre più precarie condizioni di Aristos, che come momento per estendere la lotta a livello europeo. Il 16 maggio, in occasione del 101° giorno di sciopero di Aristos, una grande manifestazione è stata convocata nel centro di Atene, mentre per tutti i prossimi giorni si stanno mobilitando le compagne e i compagni in tutta Europa per creare momenti di solidarietà con l’esperienza ateniese. In Italia, la mobilitazione è in corso, con gruppi di solidali in viaggio tra diverse esperienze in tutta la penisola. Saranno il 12 al Burjana di Trieste, il 13 allo Spazio Autogestito 77 di Bolzano, il 14 alla facoltà di Sociologia a Trento, il 15 all’Aut Aut 357 a Genova, il 16 al TeatrOfficina Refugio a Livorno, il 17 allo Spazio Antagonista Newroz di Pisa, il 24 all’Iskra a Napoli, il 28 alla Casa del Popolo Città Vecchia di Taranto e il 31 alla comune di Urupia.

L’esistenza di un progetto come Prosfygika Occupato non riguarda solo le persone che la compongono, ma pone questioni centrali sullo sviluppo del mondo in cui viviamo. “In un contesto locale e internazionale, dove stati, istituzioni e persone si stanno trasformando per far fronte a un orizzonte distopico fatto di crisi e conflitti globalizzati, possono i nostri esperimenti sociali vincere davvero? E se sì, come? Con quali immaginari ed esempi sociali?” (Sykapro, 2026).

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