ROMA: “La decima vittima” di Elio Petri al Cineforum Bakunin
Mercoledì 3 giugno proietteremo “La decima vittima” (Elio Petri, 1965).
La fantascienza all’italiana, nel cinema, ha avuto sempre caratteri di originalità specifica, sia quando si trattava di mimare il genere popolare americano degli anni cinquanta – sessanta (in cui si cimentarono nomi del calibro di Bava) sia quando si trattava di creare prodotti “casarecci” in fine settanta primi ottanta sulla scia dei successi di “Guerre Stellari” o del post apocalittico in stile “Fuga da New York”. Per questo il cinema di genere in Italia pullula di titoli che sono assurti allo status di veri e propri cult: film come “Il disco volante” di Brass, o il seminale “L’ultimo uomo della terra”, con Vincent Price, o come questo “La decima vittima” di Elio Petri. Non è casuale che la sceneggiatura sia stata scritta (da Tonino Guerra) con Ennio Flaiano, già autore di quel “Un marziano a Roma” che tramite il genere del racconto fantascientifico metteva alla berlina con disincanto la società del boom economico. Tratto da un classico della fantascienza anglosassone, “La settima vittima” di Robert Sheckley, racconta un futuro distopico in cui la violenza e il crimine sono stati messi sotto controllo da un grande gioco di massa in cui delle vittime e dei carnefici, abbinati casualmente da un computer, devono tentare di farsi fuori a vicenda. Il tutto in diretta tv, con tanto di spot pubblicitari a interrompere gli omicidi. Il film anticipa altri classici successivi in cui lo sport, o il gioco, diventa sfogo di massa per esorcizzare la violenza sociale (vedi per esempio “Rollerball”, o “Existenz”, o titoli trash come “I gladiatori dell’anno 3000” con le conseguenti derive “nostrane”).
Protagonisti nel ruolo della vittima e della cacciatrice, di quella che si può definire una commedia all’italiana fantapolitica, è un disincantato Mastroianni in inedita acconciatura biondo ossigenato, e una algida Ursula Andress molto Bond girl. Immersi in un mondo pop che oggi risulta familiare in maniera fin troppo inquietante, in una Roma che è già solo uno sfondo per campagne pubblicitarie di anonime e spietate multinazionali, ci si può ancora permettere, nel 1965, di non prendersi troppo sul serio e di usare l’arma dell’ironia e della satira. Petri, successivamente, virerà verso toni decisamente più cupi. Interpreti che si divertono nei loro ruoli, e si vede. Nel cast anche Salvo Randone e Elsa Martinelli.
Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangiare, cantare, suonare…
Appuntamento mercoledì 3 giugno al tramonto (ora solare di Garbatella), in Via Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale).
Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazio.
gruppobakunin@federazioneanarchica.org