Vi sono avvenimenti che segnano uno spartiacque nella storia, sia che si parli di Storia con la “S” maiuscola che di storie personali. Per la generazione affacciatasi alla militanza nell’ondata del ‘68, fu sicuramente la strage di stato di piazza Fontana; per molti della mia generazione sono state le giornate del G8 a Genova nel luglio 2001. Non voglio certo…
Leggi di piùGiorno: 16 Giugno 2026
La luna e il dito. Repressione e lavoro precario: un punto di vista antilavorista
Repressione sociale I vari decreti sicurezza ormai sono stati quasi tutti beatamente approvati e sono entrati a far parte dell’armamentario punitivo dello Stato: più sgomberi di centri sociali ed occupazioni abitative, una generica criminalizzazione di comportamenti banali, in cui non si capisce qual è il bene giuridico tutelato, più repressione delle pratiche di lotta sindacale conflittuale, etc… Lo spostamento della…
Leggi di piùNon si canta per cantare. Note a margine di una polemica sull’arte “impegnata”
“Provo sempre un certo imbarazzo quando leggo che un uomo di spettacolo, con una visibilità pubblica, vuole schierarsi in maniera netta e apodittica su questioni internazionali (guerre, ecc.) perché tutto il mondo che ci sta intorno va analizzato con cura. Il proclama buttato giù da un palco o anche scritto in un appello mi lascia abbastanza indifferente. Gli artisti che…
Leggi di piùInstabilità internazionale. Iran, Israele e la crisi dell’ordine americano
L’ennesima guerra che incendia il Medio Oriente rischia di essere raccontata come uno scontro locale tra Stati rivali. In realtà ciò che sta accadendo può essere compreso soltanto collocandolo all’interno della crisi dell’ordine internazionale, costruito dagli Stati Uniti, e della difficile transizione verso nuovi equilibri globali. Per oltre quarant’anni il dominio statunitense si è fondato su una combinazione di superiorità…
Leggi di piùFragole e sangue. Padroni assassini
Il primo giugno ad Amendolara, paese dell’alta Calabria, si è consumata una strage di immigrati: quattro giovani vite di braccianti sono state arse vive dentro un’auto, per mano di altri immigrati che svolgevano la loro sporca e infame funzione di caporalato. Si chiamavano Ullah Ismat Qiemi, Safi Iayjad, Amin Fazal Khogjani e Waseem Khan. Lavoravano nella raccolta delle fragole. La…
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