Zombie: un archetipo culturale e politico

Valentina Cardella e Igor Cardella – “L’invasione degli zombie – per una filosofia dei non morti” – Mimesis 2026

Chi, o cosa, è uno zombie? È l’interrogativo a cui danno forma, e risposta, Valentina e Igor Cardella, fratelli palermitani ed entrambi docenti, l’una all’Università di Messina, l’altro in un liceo del capoluogo siciliano. Il loro libro, “L’invasione degli zombie – per una filosofia dei non morti”, è edito da Mimesis. «Il nostro lavoro – spiegano – nasce dall’esigenza di rivalutare la figura dello zombie e l’horror in generale come potenti dispositivi di riflessione filosofica, politica e morale. La percezione del mostro muta nel corso della Storia e vi si adatta per rifletterne i momenti critici. A esempio, lo “zombie” successivo all’11 settembre risponde a traumi e paranoie collettive completamente diverse rispetto al suo omologo degli anni ’70». Non solo un mostro, dunque, ma un vero e proprio archetipo culturale e politico. La figura dello “zombie” nasce ad Haiti, teatro della prima rivoluzione schiavista della storia, per mano dei bokor, sacerdoti legati alle credenze vudù. La propaganda coloniale ha poi sfruttato le credenze popolari per ribadire che gli schiavi devono rimanere al proprio posto. Successivamente il mostro è stato utilizzato dall’immaginario occidentale, sul piano letterario e cinematografico dal romanzo “Io sono leggenda” di Richard Matheson degli anni ’50, insieme al film che ne è stato tratto, “L’ultimo uomo della Terra”, per poi diventare icona pop con il noto “La notte dei morti viventi” del ’68, di George Romero. La fame atavica dello zombie è ancora quella dello “sfruttato per eccellenza”, con l’accezione politica dell’incarnazione delle masse dei lavoratori o dei consumatori. Ma il saggio di Valentina e Igor Cardella non è solamente una ricognizione sull’archetipo zombiesco dalle origini alla modernità, quanto una potente riflessione, dicevamo anche filosofica, sulla condizione umana e la sua fine: da un lato c’è il terrore della perdita di coscienza legata alla tecnologia, dall’altro si collega a malattie odierne come la demenza o l’Alzheimer. O al più lento e velenoso anestetico moderno: la dipendenza dai social, che non a caso è chiamata “zombie scrolling”, lo scroll compulsivo da cellulare. «Gli zombie mettono in ridicolo le nostre priorità – dichiarano i Cardella – Quando si accalcano fuori da un supermercato, parodizzano il consumismo e diventano il nostro riflesso grottesco». Una forma di estrema auto-ironia con venature noir, dunque, ma con ricadute anche positive: oltre a un’esorcizzazione delle paure, nelle pagine del libro i due scrittori palermitani parlano anche dello zombie come paradossale apologia della lentezza in una società capitalistica e ipervelocizzata, qualcosa di lento ma inesorabile. Una lettura interessante e formativa, con la quale non vedrete più gli zombie sul grande schermo con gli stessi occhi. Se vi rimarranno ancora.

“L’invasione degli zombie – per una filosofia dei non morti” viene presentato da Valentina e Igor Cardella lunedì 5 ottobre alle 18:00, presso la Feltrinelli di Palermo in via Cavour.

Gabriele Costa

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