Per soli sette centimetri

La mattina dell’undici settembre del 1926, cento anni fa, il capo del fascismo, il suprematista e dittatore Benito Mussolini, si salvò dallo scoppio della bomba SIPE per soli sette centimetri.

Gino Lucetti, anarchico risoluto, alle 9.20 aspetta l’auto di Mussolini a Roma vicino Porta Pia. Quando la vede arrivare, innesca l’accenditore della SIPE, conta fino a quattro, poi tre secondi per il volo di venti metri, la SIPE rimbalza dal semitettuccio sulla strada, la bomba esplode nel tempo calcolato; il capo del fascismo, purtroppo, si salva per sette centimetri.

Mussolini, diciannove anni dopo, in fuga travestito, finirà catturato e fucilato dai Partigiani il 28 aprile del 1945, quindi appeso a piazzale Loreto a Milano.

Gino Lucetti fece tutto per bene; quei sette centimetri avrebbero cambiato la storia.

Gli anarchici della Lunigiana dedicarono a Gino Lucetti un battaglione partigiano che combattè fascisti e nazisti ben oltre la Liberazione del 25 aprile 1945.

Gino Lucetti muore ad Ischia il 17 settembre del 1943, tre giorni dopo essere uscito dalle carceri fasciste.

Pio Acito

11 settembre 1926, ore 9.20 l’anarchico Gino Lucetti tenta di liberare l’Italia da Benito Mussolini, una bomba a mano SIPE rimbalza sul tettuccio dell’auto del fondatore del fascismo, gli italiani si tengono il duce fino al 28 aprile 1945

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