Sabato 21 gennaio s’è tenuta la Women’s March contro il neopresidente Trump, insediatosi ufficialmente alla Casa Bianca il giorno prima, che il sito indipendente di analisi politica Vox.com ha definito “la più grande protesta di massa della storia degli Stati Uniti”, con i suoi 4 milioni e 290mila partecipanti più altri 370mila all’estero “certificati” attraverso i conteggi fotografici nonché i…
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I sacrifici per uscire dall'Euro
La cronaca “europea” della scorsa settimana è stata segnata dalle dichiarazioni, poi parzialmente rimangiate, del cancelliere tedesco Angela Merkel su una “Europa a due velocità”[1] da formalizzare già al prossimo vertice di Roma. I media hanno sbrigativamente tradotto le posizioni della Merkel con l’ossimoro di una “doppia moneta unica”, una per i Paesi del nord ed un’altra per i Paesi…
Leggi di piùL'autorazzismo dai tempi del colera
L’orgoglio italico potrebbe essere soddisfatto, perché il copione già rappresentato nel nostro Paese con il Buffone di Arcore, viene oggi riproposto nel caso di Donald Trump. A distanza di cinque anni ci viene ripresentata persino la replica della manifestazione delle donne contro il super-maschilista di turno. Allora era il febbraio 2011 e la manifestazione[1] si chiamava “se non ora quando?”.…
Leggi di più#DisruptJ20
Sabato 21 gennaio il primo giorno della presidenza di Donald Trump è stato salutato dalle proteste di milioni di persone che hanno partecipato alla “Marcia delle donne”. La manifestazione principale è stata quella di Washington a cui hanno partecipato almeno 250mila persone secondo la polizia (ma più di mezzo milione secondo le organizzatrici), ma ne sono state organizzate altre 672…
Leggi di piùContro la devastazione ambientale in USA
Lo scorso 4 dicembre l’Usace, (United States Army Corps of Engineers, l’equivalente del nostro Genio Militare) ha comunicato ufficialmente che, su richiesta dell’Amministrazione Federale, avrebbe rifiutato il permesso al controverso progetto dell’oleodotto Dakota Access Pipeline contro cui gruppi di nativi americani e di attivisti del clima avevano organizzato numerose proteste, bloccando i lavori che da settembre all’inizio di dicembre erano…
Leggi di piùL'abito smesso del capitale
L’ex giudice Luciano Violante svolge nell’attuale Partito Democratico il ruolo di una sorta di ideologo, perciò è stato proprio lui a fornire al partito gli slogan per la campagna per il sì al referendum sulla revisione costituzionale. Secondo Violante nel mondo globalizzato occorre una “democrazia decidente” per poter governare la stessa globalizzazione e non subirla. Lo slogan si presenta auto-contraddittorio,…
Leggi di piùLa sorpresa americana
Se sostenessi che nelle recenti elezioni presidenziali statunitensi avrei scommesso nella vittoria di Trump vi direi una grossa bugia. In buona sostanza, contavo sulla staticità dell’elettorato americano in favore dei democratici, anche se la figura di Hilary Clinton era assai debole. Le cose non sono andate così e Hilary, che ha attraversato il continente in lungo e in largo, avrebbe…
Leggi di piùLa legione nera di Donald
Inaspettatamente, l’opportunistico commento di Grillo “Questo è un VAFFANCULO generale. Trump ha fatto un VDay pazzesco” è stato subito assunto come acuta analisi politica anche da democratici ed estremi sinistri che, seppure con motivazioni diverse, hanno cercato di “normalizzare” l’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti, ritenendola come l’espressione di un diffuso quanto fisiologico voto di protesta, magari potenzialmente…
Leggi di piùIl Nuovo Comitato d’Affari
In questo articolo proveremo a dare una visuale a volo d’uccello sugli scenari che si sono aperti con l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America; scenari che si annunciano complessi sia sotto il profilo della politica interna che sotto il profilo della politica estera. Esteri Lo scenario di politica estera che si delinea è molto più complesso…
Leggi di piùSiamo i buoni della televisione
Il Movimento Occupy Wall Street, con tutti i suoi limiti ma anche con tutti i suoi aspetti positivi, non fosse altro quello di essere stato uno dei movimenti d’opposizione più ampi e diffusi della storia a stelle e strisce dal dopoguerra ad oggi, ha lasciato una traccia profonda nella società statunitense. È riuscito, infatti, a costringere il governo Obama ad…
Leggi di piùScegliere la cicuta o il cianuro
La campagna elettorale per le presidenziali statunitensi di questo anno è caratterizzata dall’essere sicuramente una delle più squallide di sempre. Mentre ci si concentra sui dati estetici – come lo squallore di molte dichiarazioni di Trump – si perdono di vista alcuni punti che invece, ad un’analisi meno superficiale, risaltano. Il dato che emerge con più forza è la profonda…
Leggi di piùWar On Drugs: il massacro delle Filippine
Nella retorica dei suoi sostenitori la “war on drugs”, la guerra alla droga, dovrebbe avere come obiettivo quello di difendere la salute ed il benessere dei suoi cittadini dalla minaccia delle sostanze illecite. Questo obiettivo è chiaramente fallito: decenni di proibizionismo non hanno impedito alle droghe illegali di continuare a diffondersi ed anche i relativi successi registrati nella lotta al…
Leggi di piùNote Critiche e Critiche Note
Il 7 Maggio scorso si è svolta a Roma la manifestazione STOP TTIP. Circa trentamila i partecipanti all’iniziativa indetta da decine di associazioni e comitati di tutta Italia, che nel panorama omertoso sul tema sono un numero apprezzabile. Tra gli organizzatori vi erano la CGIL, la FIOM ed altri pezzi del sindacalismo concertativo (oserei dire prono, visto gli schiaffi che…
Leggi di piùLa lunga storia del TTIP
All’attenzione dell’opinione pubblica e, in particolare, dei movimenti che si oppongono alla globalizzazione capitalistica, si è ultimamente piazzato il TTIP, un trattato di liberalizzazione commerciale tra le economie europee e quelle americane che modifica regolamentazioni e standard (le “barriere non tariffarie”) ed eliminare dazi e dogane tra i due lati dell’Atlantico. Le notizie rivelate da Green Peace, in sé e…
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