Luoghi che parlano d’anarchia. Il ricordo di Berneri e Tresca

I nomi delle vie e degli spazi delle città in cui viviamo ci parlano. A Ronchi dei Legionari è forte questa consapevolezza, grazie agli approfondimenti e stimoli del gruppo Ronchi dei Partigiani che ha messo la questione in agenda da una dozzina d’anni.
A Ronchi non solo l’intitolazione della località, ma anche l’odonomastica – i nomi delle vie e delle piazze – è piuttosto confusa. L’amministrazione comunale ha scelto, nel corso degli anni, nomi anche in contrasto tra loro. Da piazza Oberdan – dove è stato catturato l’aspirante regicida – percorrendo via Roma si giunge in piazza Franz Joseph. Dalla vittima al carnefice. Lungo la strada si lambisce piazzetta dell’emigrante, piazzale martiri delle foibe, fino a piazza dell’unità sede del municipio e dove c’è il monumento ai partigiani. Una grande confusione: tenere insieme tutto, contro ogni logica apparente o meglio secondo quell’idea di memoria condivisa, così tipica del pensiero unico contemporaneo che mastica e sputa ogni nome del passato.

A Ronchi ha sede un’associazione – Leali delle notizie – che si occupa di giornalismo. Ogni anno qui realizza un festival e da tempo ha organizzato una “Passeggiata della libertà di stampa e di espressione”, che percorre le vie della località con cartelli che ricordano la vita e la morte di giornalisti uccisi nell’esercizio della loro funzione. Anche questa passeggiata contiene alcune contraddizioni. Tra i nomi Enzo Baldoni e Vittorio Arrigoni, ma anche il neofascista triestino Almerigo Grilz, addetto stampa della Renamo, la criminale formazione antigovernativa che fece orrende stragi di civili in Mozambico.
All’interno delle contraddizioni di queste denominazioni, l’associazione Patatrac di Monfalcone ha avanzato la candidatura di due giornalisti da aggiungere alla lista: Camillo Berneri e Carlo Tresca. Due figure eminenti della storia del movimento operaio e anarchico e del giornalismo, colpevolmente dimenticate per la loro scomodità: contro l’autoritarismo, il fascismo, gli affari di palazzo con soggetti malavitosi.

La proposta fatta l’anno scorso è stata accolta e il 30 aprile alle ore 17 c’è stata l’inaugurazione ufficiale delle due targhe, che già sono state poste fisicamente dietro la biblioteca di Ronchi.
L’accoglimento della proposta ha suscitato stupore, ma anche entusiasmo tra chi, in zona, si riconosce nelle idee libertarie. Nel 2021 a Monfalcone era caduta nel vuoto la proposta di dedicare uno spazio all’anarchico Giuseppe Nicolausig e a Dioniso Rizzardini, nel centenario del loro assassinio per mano fascista. Anche lo spazio per una targa a ricordo dei disertori di tutte le guerre è stato negato dal Comune di Monfalcone, tutto teso nella sua narrazione della città come italianissima e orgogliosa del suo passato guerresco.

Inserire Camillo Berneri e Carlo Tresca nella “Passeggiata per la libertà di stampa e di espressione” non è solo un’importante recupero della memoria di due figure fondamentali per il giornalismo del movimento operaio e anarchico degli anni ’20-’40 del secolo scorso, ma anche il riconoscimento di uno spazio pubblico per tutta la Ronchi anarchica e libertaria.
L’intitolazione a Berneri e Tresca offre, inoltre, la possibilità nel prossimo futuro di collaborazioni con altre realtà. In particolare con l’Archivio Berneri-Chessa di Reggio Emilia che, tramite la sua curatrice Fiamma Chessa, ha già dato tutta la sua disponibilità e che ha salutato con piacere questa inaspettata notizia.
Riprendiamoci le strade, a partire da queste presenze simboliche ma fondamentali nella costruzione dell’identità di luoghi e comunità.

L’incaricato

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