Isola (SLO): lo squat Argo sotto attacco! (agg.04/11)

Di seguito la traduzioneargo del comunicato dello spazio sociale Argo a Isola in slovenia a pochi chilometri da Trieste. Da alcuni giorni sono iniziate le minacce di sgombero dello stabile occupato da oltre un anno da un collettivo di giovani compagni e compagne nato sulla scia dell’occupazione dello spazio Inde a Koper. E’ la prima esperienza di questo tipo per la piccola cittadina del litorale che però ha l’appoggio degli altri spazi occupati in slovenia e in particolare degli anarchici. Le minacce sono culminate nella violenta aggressione di venerdì 28 di cui si parla nel comunicato. Solidarietà è stata portata anche da compagni e compagne di Trieste e Udine, che sono in costante contatto con i compas sloveni. Lo spazio è barricato e presidiato costantemente e continuano le iniziative pubbliche.
La solidarietà è un arma.
La Slaba Banka (banca slovena che gestisce le proprietà delle ditte fallite con lo scopo di venderle-ndr) con la polizia di Izola attacca gli attivisti della Zona Autonoma Argo
Dopo diversi giorni di molestie, visite da parte della polizia, criminalità e minacce rivolte alla comunità dello Spazio autonomo/autogestito Argo, oggi si è arrivati al culmine degli eventi.
Oggi, 28.10.2016, l’innocuo percorso per portare l’acqua di due membri del collettivo si è trasformato in una provocazione da parte della polizia e della tirannia del potere. Attorno le ore 13 i membri del collettivo volevano rinnovare le scorte d’acqua dello spazio, che è frequentato via via da un maggior numero di persone, anche per le pressioni menzionate e per l’annunciato sgombero.
Anziché dissetarci in tranquillità ci è toccato saziarci ben bene della violenza, degli insulti e delle minacce.
Due membri del collettivo riportano seri danni: uno dovrà passare almeno questa notte in ospedale a causa di danni alla testa, l’altro si trova ancora in serata sotto osservazione a causa di sospette emorragie interne.
I poliziotti (in divisa e in borghese e che già qualche ora prima hanno provato ad introdursi forzatamente all’argo) sulla strada dal litorale ad Argo prima hanno iniziato a fermare un membro del collettivo, il quale ha filmato con il cellulare l’accaduto. Con il pretesto di fargli svuotare le tasche lo hanno indirizzato verso una scalinata un po’ più lontana dove con la forza gli hanno strappato il telefono dalle mani e subito senza motivazione l’hanno aggredito fisicamente. L’hanno gettato a terra, torto le braccia e tenuto a terra. Uno dei criminali l’ha fortemente pestato con un piede sulla pancia e nonostante le urla di dolore e la richiesta di smettere, non ha smesso. Al che l’hanno girato, bloccandolo con un ginocchio sulla schiena, e ammanettato. A questo punto l’altro compagno, che ha visto tutto ciò, ha tentato di avvicinarsi con calma dicendo agli aggressori di smettere di torturarlo. I poliziotti l’hanno subito aggredito spingendolo con violenza a terra. L’hanno arrestato e nonostante affermasse di non opporre alcuna resistenza, uno dei criminali gli ha premuto forte il collo con un ginocchio. A causa dei dolori e dell’arcata rotta, dalla quale sanguinava, ha richiesto un immediato intervento medico, che i poliziotti hanno rifiutato. Più tardi nella stazione di polizia l’hanno multato di quasi 1000 euro. L’altro ragazzo ferito è stato rilasciato sul posto, senza offrirgli assistenza medica. Inoltre gli hanno prescritto una multa di più di 300 euro. Nessuno dei due è stato formalmente fermato/arrestato.
Tutte le informazioni e le testimonianze mostrano un’aggressione illegale da parte della polizia a carico di persone che si intrattenevano nello spazio della Zona autonoma Argo. E’ chiaro che Argo è diventato un nuovo luogo di richiamo per la violenza della polizia verso i fruitori degli spazi autonomi. Oggi si sono permessi di provare ciò che altrove in Slovenia ancora non si sono permessi. Dobbiamo sottolineare che gli spazi di Argo erano in decadenza da più di 10 anni e che in passato è stato localmente conosciuto come luogo di assunzioni di droghe pesanti.
La cosa non ha infastidito né una né l’altra autorità, finché Argo non ha incominciato ad organizzare un programma politico e culturale e in modo autogestito a sanare la decadenza degli stabili tutelati a monumento.
La Zona autonoma Argo nonostante le odierne aggressioni lavora imperterrita al suo programma. Ci impegneremo a continuare ad aprire lo spazio per l’attività e il pensiero libero, nonostante le fratture e i sanguinamenti.
Ci vediamo sulle barricate, noi ci siamo!
Il collettivo Argo, Izola
Qui il video dell’inizio dell’aggressione
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Mercoledì 2 novembre un azione di solidarietà si è svolta a Isola: un gruppo di attivisti ha effettuato un blitz in mattinata di fronte alla stazione di polizia per protestare contro l’aggressione ai compagni e a difesa dell’Argo.
Qui sotto una foto:
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