Verso il maxiprocesso

Il Pubblico Ministero Andrea Padalino continua la sua corsa per arrivare ad un (forse più di uno) processo spettacolare contro il movimento No Tav Terzo valico.
Così i tutori del dis/ordine sono venuti nuovamente a trovarci per consegnarci i loro fogliacci, in questo caso l’avviso della conclusione delle indagini preliminari riguardanti la lotta fatta ad Arquata Scrivia (AL) il 27 Settembre 2015, che fu un’occupazione del cantiere tav terzo valico, dice il foglio che ci è arrivato “con la finalità di impedire il corretto svolgimento delle attività di cantiere”.
Gli interessati in questo caso sono “solo” 19, tutti no tav che hanno già ricevuto parecchi di questi fogli di conclusione delle indagini (io ne conto cinque a mio carico) e dunque sono già in attesa di processo.
Una tranquilla occupazione del tutto pacifica, tant’è che anche i precedenti P.M. non ci avevano fatto avere, come è normale in questi casi, il precedente foglio di inizio di indagine, ma come sappiamo Padalino è Padalino e a lui non sfugge niente!
Certo il fatto di per sé è irrisorio ed allora il nostro zelante PM si è affannato a cercare delle aggravanti inesistenti: si legge sempre sul fogliaccio “In particolare, mentre tutti i correi stazionavano nell’area di cantiere, Corvaio Salvatore mediante vernice rossa indelebile imbrattava con scritte a carattere cubitale i mezzi d’opera e di movimento terra presenti all’interno della medesima area”, poi si legge ancora “in concorso tra loro e previo concerto, danneggiavano un cartellone di informativa cantieristica, compromettendone l’efficacia e la funzionalità (…) mediante l’uso di bomboletta spray (cavolo che sabotaggio!) vergata la scritta NO TAV sul cartello sopra indicato.”
Al di là dell’assurdità e della ridicolaggine del tutto, la manovra repressiva è sicuramente da avan-spettacolo, anche se l’intento è chiaro: per dirla alla Toto’ “è la somma fa il totale”. Si cerca un maxiprocesso con una lista infinita di piccoli episodi avvenuti nelle innumerevoli lotte fatte, non solo nell’intento di reprimere il movimento, ma anche per minimizzare un movimento popolare che dura da anni.
Certamente hanno fatto male i loro conti: non ci hanno mai fermato e non ci fermeremo neanche adesso – anche il processo o i processi, saranno per noi un momento di propaganda per ribadire le nostre giuste ragioni.
NO TAV NO TERZO VALICO SEMPRE!
Salvatore Corvaio

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