Contro fascisti e borghesia, lotta di classe, anarchia…


Di seguito il report della manifestazione a Macerata. Iniziative di vario genere si sono svolte in varie altre parti dello stivale. Compagni e compagne della FAI hanno partecipato in maniera attiva anche alle piazze di RomaMilano, Torino, Reggio Emilia, Pordenone e Trieste. 
La redazione web
 
Manifestazione popolare, di massa. Circa 20,000 persone si sono ritrovate per le strade di Macerata, alla fine di una settimana molto intensa di cui forse è utile cercare di mettere in fila gli avvenimenti salienti.
Sabato 3 febbraio a Macerata un uomo vicino ai gruppi fascisti Forza Nuova e CasaPound, e candidato nel 2017 con la Lega Nord alle elezioni amministrative, Luca Traini, percorrendo in auto in pieno giorno le vie della città ha sparato colpi di pistola verso tutte le persone di origine africana che ha incontrato sulla propria strada. Sono sei le persone ferite, di cui due gravemente. L’episodio è stato rivendicato da parte dello sparatore come vendetta nei confronti della ragazza uccisa due settimane fa sempre nell’entroterra marchigiano. Le due organizzazioni neofasciste e neonaziste Casapound e Forza Nuova organizzano incontri e rapide incursioni da parte dei rispettivi leader ai fini elettorali in giro per tutta la regione, l’uno per distaccarsi da Traini, l’altro per cercare di strumentalizzare l’accaduto. Nel frattempo, viene indetta una manifestazione nazionale antifascista ed antirazzista, da parte del C.S.A. “Sisma” di Macerata, insieme ad altre forze politiche locali. Si respira aria di piombo nella piccola città, ed il sindaco Carancini dichiara pubblicamente di non volere nessuna manifestazione sul suolo comunale, né quella di Forza Nuova (indetta per venerdì 9) ne quella antifascista di sabato 10. Al suo comunicato segue anche quello del Clero di Macerata, e scoppia la polemica a livello nazionale. Il fronte antifascista si spacca in due. Le associazioni nazionali filo-istituzionali (ANPI, ARCI, Libera, …) così come la CGIL si tirano indietro, seguendo Carancini per cercare di far vietare anche l’iniziativa di FN, ma ci sono divisioni interne a queste stesse organizzazioni. Nel frattempo il resto dei promotori rilanciano la manifestazione del 10 febbraio, affermando che si sarebbe fatta anche se non autorizzata. L’endorsment di Minniti verso il sindaco di Macerata rimane una spada di Damocle fino alla fine della settimana.
Tanti sono stati i momenti in cui eravamo finalmente convinti di poterci organizzare salvo poi cadere nel baratro dell’incertezza dominato ad arte dai media. Il passo indietro dei filo-istituzionali non viene fatto soltanto in modo passivo, vi è un vero e proprio tentativo, da parte di questi ultimi, di annullare la manifestazione pubblicando un comunicato ambiguo. I media danno per annullata la manifestazione, e considerano chi avrebbe manifestato anche se non autorizzato come i soliti ragazzi dei Centri Sociali sempre pronti allo scontro. I soliti estremisti. Alla fine il corteo viene autorizzato.
Tante considerazioni politiche potremmo fare circa questi avvenimenti. che sul piano della presenza in piazza però poco hanno inciso. Infatti molti compagni e compagne delle suddette associazioni e sindacati si sono ugualmente presentati, sia come singoli che come sezioni, sia locali che provenienti da fuori.
Presenti numerosi partiti della sinistra, da Potere al Popolo a Liberi e Uguali, dai quali a volte si sono levati cori di propaganda elettorale. Quattro o cinque militanti di +Europa a metà tragitto sono stati allontanati, per ovvi motivi (uno su tutti: la corsa alle urne insieme al PD), da alcuni antifascisti in maniera del tutto pacifica.
Oltre agli striscioni di formazioni antifasciste vere e proprie (es. Genova Antifascista), a quelli dei sindacati (oltre alla FIOM, a dispetto dell’arretramento generale della CGIL, era presente anche parte del sindacalismo di base), dei Centri Sociali, dei Movimenti Studenteschi, erano presenti anche striscioni di collettivi antirazzisti, LGBT e di comunità dei senza permesso di soggiorno.
Tutto questo, unito allo spontanea e ferma volontà di partecipazione dal basso, secondo noi è risultato sufficiente per rendere questa manifestazione un contesto proficuo per ricostruire relazioni ed una coscienza collettiva minima in cui poter vivere politicamente.
Noi dal canto nostro abbiamo cercato, fin dalla settimana precedente, di creare un coordinamento per una presenza organizzata anarchista e libertaria. La riuscita del nostro intento è stata discreta: circa una cinquantina di compagni anarchici provenienti da più organizzazioni specifiche (per la FAI erano presenti le sezioni “Bakunin” di Jesi, “Ferrer” di Chiaravalle ed il gruppo “Bakunin” di Roma, per AL/FdCA invece era presente la sezione di Fano/Pesaro), da gruppi singoli, come il “Kronstadt” Ancona ed il circolo “Sana Utopia” Perugia e da compagne e compagni provenienti da più zone d’Italia che hanno camminato con noi, dietro al nostro striscione, con le bandiere rosso-nere; ma la presenza anarchica in realtà è stata trasversale agli spezzoni, a testimonianza di ciò cori, bandiere e striscioni libertari disseminati per tutto il corteo.
Non ci sono stati scontri né tafferugli, la polizia si è limitata a presidiare il centro della città lasciando che i manifestanti percorressero tutto il tragitto prestabilito, ovvero abbracciando letteralmente le mura di Macerata. La paura da parte della cittadinanza non è stata rilevata da parte nostra, anche se pensiamo che le esagerate misure di prevenzione messe in atto dalla celere abbiano non solo allarmato la popolazione, ma anche limitato gli spostamenti da parte di quest’ultima. Addirittura sono stati chiusi degli accessi al centro storico con dei pannelli, misure surreali per una tranquilla cittadina dell’entroterra.
Macerata, e più in generale le Marche, non vedevano una manifestazione così imponente da tempo immemore. Una risposta al fascismo e al razzismo migliore di questa non crediamo che la si potesse dare. Ora bisogna raccogliere il seminato, cercando di mantenere relazioni e rivendicare questa giornata di coesione voluta da chi si è riconosciuto libero nella propria diversità.
Un compagno del “Bakunin” di Jesi
 


Comunicato di indizione dello spezzone
Sabato 10 come anarchici/e saremo a Macerata a dimostrare la nostra contrarietà alla violenza fascista che vede quotidianamente la legittimazione politica e mediatica dell’odio razzista e della provocazione squadrista. Sui social si sono moltiplicati gli atti di solidarietà verso lo stragista che ha ferito sei persone. Nelle città imperversano episodi di intolleranza (es. all’ospedale di Parma) e di propaganda elettorale della peggior specie. Al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bolzano, un raid di Casa Pound se l’è presa con i senza tetto che dormono nella sala di attesa, per ripararsi dal freddo invernale, come se le misure anti-povero (dai decreti Minniti ai tanti sadici congegni come spunzoni e gli spezza-seduta delle panchine.. ) non fossero abbastanza per chi ha paura non tanto della povertà, ma degli esseri umani che si trovano in questa condizione. Chiamare infami  queste pratiche è eufemismo. Ciò nonostante, siamo convinti che i partiti di destra da queste azioni vigliacche guadagneranno ulteriori voti, frutto della frustrazione, della stupidità, della miseria morale ed economica cui loro, per primi, hanno contribuito. In questo consideriamo sia importante non arrendersi al fascismo, mostrarsi in piazza come atto politico di solidarietà verso le vittime di Macerata, Parma, Bolzano, e tante altre. Noi non crediamo in un antifascismo fine a se stesso, che si manifesta a chiamata e su reazione della violenza squadrista. Noi crediamo che l’antifascismo oggi debba fare lo sforzo di mostrarsi unito nelle diversità delle sue anime, alla luce del sole, fermo e deciso nel messaggio di condanna della violenza e in grado di non accettare alcun tipo di provocazione. Noi crediamo in un antifascismo militante che si manifesta nei luoghi di lavoro a difesa degli sfruttati (tutti), negli ospedali, a difesa di una sanità pubblica e gratuita continuamente tagliata, nelle scuole dove l’istruzione accessibile ai più deboli debba garantire uno sviluppo autonomo e libero della persona. Rifiutiamo la guerra fra poveri, fra italiani ed immigrati oggi come fra Nord e Sud ieri, e siamo contro la guerra di classe operata da padronato, finanza, e complicità politiche ed istituzionali (tutte). Siamo in piazza per la solidarietà sociale, la libertà e l’uguaglianza nelle diversità.
F.A.I. Federazione Anarchica Italiana
sez. “M. Bakunin” – Jesi
sez. “F. Ferrer” – Chiaravalle
Gruppo Anarchico “M. Bakunin” FAIRoma
Alternativa Libertaria/FdCA
sez. “Silvia Francolini” – Fano/Pesaro
Gruppo Anarchico “Kronstadt” – (senza fissa dimora) Ancona


Qui l’articolo di approfondimento pubblicato sul n.5 
Qui il comunicato scritto a caldo da alcuni gruppi delle Marche
Qui un approfondimento di Anarres
 

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