Eva Milan, Nemesis

La Fantascienza è una forma di letteratura popolare – per nulla nel senso spregiativo del termine – nata non casualmente con la società industriale, perché la sua specifica forma narrativa ha permesso e permette tuttora di rappresentare le potenzialità ed i timori degli uomini di fronte ad una situazione che modifica di continuo, in una maniera mai vista prima, le condizioni materiali di vita di ogni essere umano. È facile notare la forte presenza dell’anarchia – intesa sia come appartenenza ideologica e talvolta militante dei singoli scrittori, sia come tematica narrativa che va di là di questi, pur numerosi. Queste schede di lettura vogliono sostanziare la seguente tesi: se, come dicevamo all’inizio, la fantascienza rappresenta i timori e le speranze verso il futuro della società industriale, l’anarchia rappresenta il lato della speranza.

MILAN, Eva, Nemesis, Lecce, Youcanprint, 2017.

Philip Dick, che in qualche romanzo e racconto ha anticipato le tematiche cyberpunk, si chiedeva: “Cos’è la realtà? Siamo in fondo solo parte di un software di un computer creato e gestito da qualcun’altro?” Eva Milan, poetessa, scrittrice, musicista e giornalista, con la sua saga di Nemesis,va oltre: la realtà è manipolata ed inaccessibile a chi non entra a far parte dell’ultima enclave del mondo civilizzato e ipertecnologico: Arcadia, distretto di Seattle, Anno 2041… Nessuno può entrare o uscire da lì senza un permesso speciale concesso dalle autorità che obbediscono ad un server centrale… il mondo di “fuori”, il NYX, dopo un conflitto nucleare è ormai abitato da coloro i quali sono considerati poco più che derelitti.

È però proprio da lì che giornalisti ed hacker indipendenti immettono nei canali di Arcadia le loro inchieste le quali smascherano la realtà torbida che si nasconde dietro un mondo scintillante ed ipertecnologico, dove il giornalismo è proibito e la televisione, l’informazione e la rete sono soltanto strumenti di propaganda e intrattenimento. L’artista descrive il conflitto fra Arcadia e Nyx come una lotta fra umano e post-umano, fra dittatura dell’infosfera e liberazione anarchica, fra manipolazione della realtà e dell’informazione e ricerca della verità finalizzata ad una presa di coscienza.

Milan ci ricorda attraverso i suoi scritti, i suoi ideali per i quali si è sempre battuta:in Nemesis convivono parecchi elementi del mio percorso esistenziale di una trentina di anni, la scrittura, la musica, l’ambientazione magica e inquietante del nordovest americano, l’anarchia, la ribellione contro i media. Soprattutto un condensato del mio piccolo contributo di anticorpo contro le forme subdole della propaganda. L’ho voluto fare attraverso una narrazione di fantascienza distopica e d’inchiesta, per esprimere un disagio contemporaneo, quello dell’impotenza per la perdita di un’appartenenza e della percezione del presente.”[1]

È in questa crisi di appartenenza al tempo contemporaneo del neurocapitalismo, dell’intelligenza artificiale, della simbiosi infosferica pervasiva della psiche collettiva, che l’ideale anarchico (nel romanzo impersonato da Antonio, hacker zapatista ed “eroe perdente”) si avventura alla ricerca spasmodica della sua collocazione, in crisi crescente tra la scelta della lotta mediante i saperi e l’appropriazione degli strumenti del potere o il sabotaggio e la diserzione attraverso cui salvare l’umano dal senso profondo di impotenza, mentre le varie forme di lotta (il giornalismo indipendente di Julia e dei reporter clandestini di Nemesis, la disobbedienza dell’Ispettore Alan Sinclair, la resistenza “tribale” dei nativi americani e la guerriglia degli afroamericani) cercano di ricomporsi in un contesto di profonda frammentazione e devastazione politica, etica, interiore.

Così come di fronte ad ogni ribaltamento della realtà e simulazione ipertecnologica per il controllo psico-sociale ciascun personaggio a proprio modo è costretto a rimettersi continuamente in discussione, allo stesso modo l’autrice sembra interrogarsi sul ruolo contemporaneo dell’anarchia insieme a quello dell’arte, del giornalismo libero e dei rapporti umani più intimi, in quel privato “gramsciano” per cui non esiste vera lotta per la libertà senza amore.
La storia (la saga è composta da sei libri condensati in due volumi, Nemesis, I Primi Quattro Libri ed il sequel Eternity. Libro V e VI di Nemesis) è avvincente con una trama che connette più generi letterari: il thriller, il cyberpunk, il poliziesco, la fantascienza e la politica.

L’autrice rende omaggio nella sua storia ai precursori del cyberpunk. Basti pensare al “trasferimento di coscienza“ dei geniali boppers di Rudy Rucker[2] dove, grazie ad un archivio di coscienze depositate in un enorme magazzino, l’immortalità è garantita tramite la possibilità di installare il software della personalità in un nuovo robot/simulacro: il tema è ripreso ed aggiornato con estrema creatività in Nemesis col programma Mindtransfert. Inoltre, il dilemma circa l’opportunità di impossessarsi degli strumenti del potere a proprio vantaggio (scelta che implica sempre il rischio di cooptazione nel sistema) è stato più volte al centro della narrativa di genere: ricordiamo a tal proposito i riusciti personaggi anarco-ecologisti dell’armata verde creati da Norman Spinrad, che occupano una scalcinata stazione tv per protestare contro la devastazione ambientale.[3]

In Nemesis, i guerriglieri del Nyx e delle riserve indios – uno dei protagonisti, Antonio, è nato in Chapas da madre zapatista e padre italiano, attivista desaparecido – si troveranno ad affrontare un nemico apparentemente invincibile ma il senso di appartenenza ad una comunità più ampia, la consapevolezza che dietro la forza militare del nemico si nasconde un’instabilità strutturale data da conflitti di potere interni, renderà il racconto avvincente e mai scontato.

Ogni certezza era crollata, tranne quella d’esser vivi, e così dilaniata ogni coscienza. Non era il mare, non il cielo, ad aver assunto un colore violaceo, ma gli occhi stessi dilaniati, dall’esplosione devastante di continenti interi, sotto l’inerzia e il giogo dei popoli viziati e ignari, ormai incapaci di leggere gli eventi e del discernimento, tenuti a bada con l’inganno e il terrore di perdere ogni cosa. In pochi poterono dirsi salvi, eppure condannati al post-umano, e tutta la Storia rasa al suolo, e reso eterno il Presente. ” (Nemesis libro I)

Julia ripiombò nella crisi. Questa volta realizzò che non fossero le sue inchieste, né il suo ruolo di giornalista investigativa, a produrre eventi devastanti, ma un potere impermeabile di fronte al quale il suo operato e quello di Nemesis sembrava totalmente inefficace. Questa realizzazione la mise al riparo dall’idea del fallimento personale e da una spietata auto-condanna, lasciandola tuttavia in balia di un soverchiante senso di impotenza e disillusione. Antonio dal canto suo, di fronte ai nuovi eventi reagì rabbioso e più agguerrito che mai. Scoprire che Sinclair era stato sollevato definitivamente dall’indagine ed era sottoposto, come tutti gli abitanti di Arcadia, all’effetto di Ipnosi, fu la cosa che più di ogni altra determinò in lui la scelta definitiva di un irrevocabile progetto donchisciottesco, sommata all’incontenibile desiderio di rivalsa per il sicario inviato ad ucciderli e per il fallimento dell’inchiesta di Julia. Come se non bastasse, l’idea di un’intera città ipnotizzata e tenuta sotto il giogo di una spietata occupazione militare e del pericolo incombente sulla riserva gli era insopportabile. Non avrebbe trovato pace finché non avesse realizzato i suoi piani con ogni mezzo necessario. Questi piani non potevano prefissarsi altro che tre scopi: vendicare, distruggere, liberare.” (Nemesis Libro III)

Infine, Eva Milan si rivela una scrittrice moderna e mai banale: grazie al suo stile serrato e diretto, con ritmi televisivi e scene mozzafiato, leggere la saga di Nemesis sarà quasi come guardare la nostra serie preferita in TV.

Flavio Figliuolo

NOTE

[1] http://www.pangea.news/nella-strenua-difesa-dei-propri-ideali-larte-daltronde-e-sempre-sovversiva-eva-milan-parla-della-sua-saga-nemesis-una-distopia-contro-il-neu/

[2] RUCKER, Rudy, Software – I Nuovi Robot (Ciclo del ware), Mondadori, Urania n. 1382, 2000.

[3] SPINRAD, Norman, Ore 11: Sequestro in Diretta. Come Occupare una TV e Vivere Felici, Roma, Fanucci, 1997.

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