Il 12 settembre a Empoli si è svolta la terza edizione della “Giornata dello sbattezzo, del Libero Pensiero e dell’Editoria anarchica” sotto lo guardo vigile del controllo, quello preoccupato della curia e dei bigotti opportunisti, e con l’assenza dei falsi oppositori, quelli creati ad arte dal sistema.
Una giornata anticlericale, all’insegna e per lo sviluppo della nostra morale, dell’etica anarchica e dei nostri principi collegati a quelli naturali, convinti della loro importanza, e di autenticità.
Principi strettamente legati all’organizzazione sociale, allo sviluppo autonomo e libero, in una visione comunitaria, solidarista e federalista. È stato un giorno di lotta contro tutto ciò che umilia e mutila l’uomo e ne limita la libertà, il libero pensiero, l’emancipazione sociale, in primis le religioni, le leggi, le società statali, i pregiudizi, i dogmi, le superstizioni…..
La nostra morale, si differenzia, si distacca da quella convenzionale, dalle regole del buon cittadino, del buon servo lavoratore, del buon soldato, fuori dal dominio, dalla violenza del patriarcato, dal militarismo, dallo sfruttamento e dall’ oppressione.
L’Umanità, e che sia Nuova, ha tutta la possibilità di agire nel modo che in tutta sincerità ritiene più giusto, nel rispetto delle libertà altrui, nella libera sperimentazione.
Malatesta affermava che gli anarchici hanno un loro modo di agire, una loro morale perché “Non averla significherebbe non aver criterio alcuno per giudicare il bene e il male, condursi in modo incoerente o incosciente, e accettare passivamente, indifferentemente, tutto ciò che gli altri fanno. Cosa assurda, specialmente per gli anarchici che lottano e si sacrificano perché non vogliono adattarsi a un sistema sociale, causa di ingiustizie e di dolore, e a una morale che giustifica e perpetua quel sistema”, come tutte le religioni del mondo.
Malatesta diceva pure che: “L’Anarchia è una società fondata sul libero accordo in cui ciascun individuo possa raggiungere il massimo possibile sviluppo, materiale, morale e intellettuale, e trovi nella solidarietà sociale la garanzia della sua libertà e del suo benessere”.
Questa giornata anticlericale è stata positiva in tutti i suoi momenti, culturali, politici, ricreativi, musicali e nella fratellanza, abbellita dall’impegno di ciascuno seconde le sue possibilità.
È stato molto apprezzato l’intervento del compagno Daniele Ratti sul tema: “Il francescanesimo al servizio delle crociate e del colonialismo”, che ha messo bene in risalto le contraddizioni di chi parla di amore e povertà in modo strumentale, per poi arricchirsi con metodi speculativi e capitalisti, finanziando vecchi e nuovi genocidi, crociate e colonialismi legati al vecchio e nuovo fascismo.
È stata molto apprezzata l’ironia delle pasquinate musicali che condannavano Netanyahu, lo sterminio del popolo palestinese e l’ipocrisia religiosa. Così come l’intervento e l’omaggio a Giordano Bruno, e il momento in cui compagni si sono esibiti nei nostri canti ribelli e nell’omaggio a Francesco Guccini. Il buon cibo della compagna Nadia, e l’impegno di Alessandro nell’esporre una mastodontica editoria libertaria hanno completato l’accoglienza.
Ma la cosa che ci ha riempito di felicità e credo anche a voi, sono state le 5 nuove richieste di sbattezzo.
Un piccolo successo, malgrado tutti i nostri oppositori. Tutto quanto ci spinge a continuare la lotta ogni giorno, ad invitarvi al prossimo appuntamento del Giorno dello Sbattezzo, del Libero Pensiero e dell’Editoria Anarchica.
Paolo Becherini