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Un altro morto al Cpr di Gradisca

Un altro morto al Cpr di Gradisca
Riceviamo e diffondiamo la notizia della seconda morte nel CPR di Gradisca. Ci dicono che un ragazzo albanese è rimasto senza vita e che un ragazzo marocchino al momento è ricoverato in terapia intensiva nell’ospedale di Gorizia. Circolano varie versioni dei fatti. Durante il primo pomeriggio ci sono state rivolte nella zona rossa del CPR; la notizia della morte si sta diffondendo tra le varie zone della struttura, da dove ci raccontano che nella zona rossa è stato bruciato un materasso. Nella zona blu, quella dove si trovavano i due ragazzi, sono stati sequestrati tutti i cellulari. Quello che sappiamo con certezza è che, dopo solo sei mesi dalla morte di... Leggi tutto

Sciopero della fame, autolesionismo e tentate rivolte nel CPR

Sciopero della fame, autolesionismo e tentate rivolte nel CPR
“Loro mi hanno cambiato la vita e la testa. Ti fanno andare fuori di testa. Rovinano la gente, ti fanno cose brutte . Vedo alla telecamera mia madre e piange, la mia compagna e piange, tutti stanno male per me. Vedo solo brutto ormai, faccio una cosa brutta, sono stufo, non ce l’ho più la forza”. A parlare è un giovane ragazzo, chiuso nel CPR di Gradisca, ci racconta di essere papà di una figlia di 4 mesi che non è mai riuscito a vedere e che non è nemmeno mai riuscito ad avere colloqui di persona con la... Leggi tutto

18 aprile, tre mesi dalla morte di Vakhtang nel Cpr di Gradisca

18 aprile, tre mesi dalla morte di Vakhtang nel Cpr di Gradisca
Sono passati tre mesi dall’omicidio di Vakhtang all’interno del CPR, e sulla sua fine è calato il silenzio. La procura di Gorizia ha aperto un’indagine per omicidio, i termini per il deposito dell’esito dell’autopsia sono scaduti da settimane. Eppure, nulla si sa sul risultato degli accertamenti e nel frattempo il corpo è stato rimpatriato. Come abbiamo già detto, a pochi giorni dalla morte, la maggior parte dei detenuti testimoni del pestaggio mortale furono deportati nei loro Paesi d’origine e con una violenta operazione, definita “bonifica”, i telefoni dei reclusi furono sequestrati impedendo i contatti con l’esterno per molti giorni. In... Leggi tutto

Sciopero della fame e coronavirus al CPR di Gradisca-AGGIORNATO AL 27 MARZO

Sciopero della fame e coronavirus al CPR di Gradisca-AGGIORNATO AL 27 MARZO
ATTENZIONE: VIDEO-TESTIMONIANZA CON CONTENUTI ESPLICITI. ECCO COSA SUCCEDE NEL CPR DI GRADISCA. CHIUDERE TUTTI I CPR SUBITO! Ieri, giovedì 26 marzo 2020, proseguiva lo sciopero della fame all’interno del CPR di Gradisca. I detenuti sono venuti a sapere del caso di coronavirus all’interno; molti sostengono di aver sentito dal personale che le persone infette sono due, e che uno di loro è rimasto assieme alle altre persone fino a ieri. Ci dicono di non aver ricevuto alcun tipo di protezione, che sono spaventati e hanno paura che li stiano lasciando morire lì dentro; si dicono preoccupati per le loro compagne... Leggi tutto

Omicidio di Stato

Omicidio di Stato
Il suo nome era Vakhtang Enukidze. È morto sabato 18 gennaio. Era recluso nel CPR di Gradisca d’Isonzo e il CPR l’ha ucciso. IL CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) di Gradisca è tornato in funzione il 16 dicembre 2019. Era stato aperto una prima volta nel 2006 (come CPT, poi CIE) e chiuso nel 2013 grazie alle rivolte dei reclusi che l’avevano ripetutamente reso inagibile. Qui trova la morte per trauma cranico, dopo otto mesi di coma, Majid El Kodra. Ha riaperto con più gabbie, più sbarre, più telecamere e una rete tesa sopra la struttura per impedire... Leggi tutto

A Gradisca si muore. Sappiamo chi è Stato.

A Gradisca si muore. Sappiamo chi è Stato.
Il CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) ha aperto da poco più di un mese, ma un mese è bastato per uccidere una persona ed instaurare un clima di violenza e terrore proprio di un lager. Questo sono i CPR in Italia: lager di Stato, dove le persone vengono annichilite, ridotte a numeri, umiliate, picchiate e uccise. Chi gestisce il centro di Gradisca è l’Edeco, una cooperativa di Padova già nota per la gestione del Centro di prima accoglienza di Cona (Venezia). Il 2 gennaio 2017 Sandrine Bakayoko, una donna ivoriana di 25 anni, muore... Leggi tutto

Immigrato ucciso dalla polizia

Immigrato ucciso dalla polizia
Era nato in Georgia 37 anni fa. La sua vita è finita alle prime ore del 18 gennaio. V. M. è stato ammazzato di botte dalla polizia. Era rinchiuso nel CPR di Gradisca d’Isonzo. Siamo sul confine orientale, dove approdano quelli che riescono ad entrare in Europa dalla rotta balcanica. Il CPR di Gradisca è gestito dalla cooperativa EDECO di Padova. La fine di V.M. ce la raccontano i suoi compagni di prigionia. Otto poliziotti in tenuta antisommossa sono entrati nella sua cella e l’hanno accerchiato e picchiato. Lui è caduto, sbattendo la testa contro un muro. Mentre era a... Leggi tutto

Video e report del corteo Nocpr a Gradisca

Video e report del corteo Nocpr a Gradisca
Sabato 11 si è tenuto a Gradisca (GO) un corteo indetto dall’Assemblea Nocpr-nofrontiere del Friuli-venezia giulia che ha visto la partecipazione di 200 persone. Si è riusciti a stabilire una comunicazione coi reclusi che da dentro hanno risposto con urla e hanno chiamato il numero di telefono che era stato diffuso dall’amplificazione della manifestazione. Slogan, fumogeni e un lancio di vernice sul muro del lager hanno risposto ai reclusi. Buona la presenza anarchica (circa un quarto del corteo) fra cui compagn* della FAI di Trieste, Pordenone e Reggio Emilia e della FAO slovena. Qui sotto il bel video fatto dai... Leggi tutto

Nessun lager né qui né altrove!

Nessun lager né qui né altrove!
Sabato 20 ottobre scorso un corteo, partecipato da circa duecentocinquanta persone, ha attraversato le strade di Gradisca d’Isonzo (una piccola città in provincia di Gorizia) e si è concluso di fronte all’ex caserma Polonio, dove fino alla fine del 2013 sorgeva uno dei peggiori CIE italiani, per dire no ad ogni ipotesi di riapertura di nuovo lager per migranti. Più che significativa la presenza anarchica e libertaria. Il CIE di Gradisca – è doveroso ricordarlo – fu chiuso nel novembre 2013 a seguito delle innumerevoli rivolte scoppiate nel corso dell’estate, a causa delle insostenibili condizioni di reclusione, delle violenze e... Leggi tutto

Contro i CPR!

Contro i CPR!
Sabato 8 settembre a Trieste si è svolta la prima iniziativa di piazza contro l’apertura dei CPR (centri di permanenza per il rimpatrio) in regione. Difatti secondo il piano del governo dovrebbero aprirne più di uno per regione e il Friuli-Venezia Giulia si è già candidato a ospitarne uno per provincia. Il primo ad aprire dovrebbe essere quello a Gradisca d’Isonzo, nella stessa struttura dove sorgeva fino al 2013 il CIE (poi chiuso dopo essere stato distrutto dai migranti) e dove vi è anche un Cara (non si sa se destinato alla chiusura o meno). I lavori di sistemazione sono... Leggi tutto

Nessun Cie nè qui nè altrove!

Nessun Cie nè qui nè altrove!
Di seguito il comunicato di risposta dopo la notizia riportata sui giornali che una compagna sarebbe stata querelata dal SAP (sindacato autonomo di polizia). Massima solidarietà!  COMUNICATO STAMPA in merito alle dichiarazioni del SAP riportate nell’articolo “Poliziotti violenti al CIE? Accuse false” de Il Piccolo pubblicato in data 19 gennaio 2017 E’ dei primi giorni del 2017 l’intenzione annunciata dal neo-ministro Minniti di riprendere in mano il vecchio – e nei fatti già dimostratosi fallimentare – progetto di “un CIE per ogni regione”. Per quanto riguarda il Friuli-Venezia Giulia si comincia quindi a parlare di rimettere in attività la struttura... Leggi tutto

Presidio contro la riapertura del CIE di Gradisca

Presidio contro la riapertura del CIE di Gradisca
Sabato 7 gennaio a gorizia, di fronte alla prefettura nella centralissima piazza della vittoria si è svolto il presidio, indetto dalla Tenda per la Pace e i Diritti, contro la ventilata riapertura del CIE di Gradisca. Come si sa a fine anno il ministro dell’Interno ha dichiarato di voler riaprire i CIE chiusi da tempo ed anzi, di volerne uno per ogni regione. Era perciò necessario mobilitarsi subito per lanciare un primo segnale da parte delle realtà antirazziste della regione contro questa ipotesi. All’iniziativa, nonostante i pochi giorni di preavviso e il freddo pungente, hanno partecipato almeno 120 persone. L’iniziativa... Leggi tutto