SPAGNA ‘36 L’UTOPIA SI FA STORIA

Novant’anni fa quella esperienza unica rappresentata dalla rivoluzione spagnola rese possibile che operai, donne, contadini e proletari prendessero in mano le redini della propria vita, combattessero il fascismo e privassero di significato il pallido riformismo della Repubblica, facendo balenare la lucente realtà della soluzione libertaria, rendendo concreta l’utopia. Tutto ciò fu possibile perché le forze realmente rivoluzionarie dell’anarchismo sociale erano organizzate potentemente nella Federación Anarquista Ibérica, ed erano in profonda sintonia con il proletariato, organizzato in massima parte nella Confederación Nacional del Trabajo, espressione diretta di un mondo concretamente alternativo a quello capitalistico. Il rapporto tra FAI e CNT si basava sul dualismo organizzativo tra organizzazione specifica e organizzazione di massa che, da Bakunin a Malatesta, è uno dei tratti caratteristici dell’anarchismo sociale.
Viviamo tempi diversi, ma ancora oggi gli anarchici e le anarchiche sono presenti nelle lotte, a fianco degli sfruttati, di chi patisce il ricatto, la miseria, la repressione. La nostra prospettiva è intatta. Sta a noi comunicarla con efficacia, rapportarci alle lotte, imprimere radicalità alle rivendicazioni, alimentare le speranze di un reale e profondo cambiamento. Abbiamo avuto la rivoluzione in pugno, abbiamo visto realizzarsi un ideale. Se è successo vuol dire che è possibile. Se è possibile vuol dire che bisogna creare le condizioni perché ciò che è possibile diventi realtà. Con la solidarietà, con il lavoro di massa, con il rafforzamento dei nostri strumenti organizzativi. Per rompere le tenebre dello sfruttamento, dell’oppressione, della guerra. Perché ci sia una lunga estate dell’anarchia.
Buona estate.

La Redazione

 

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