La recinzione digitale dei beni comuni

Group of Robots and personal computer vector illustration

Ieri (il 14 dicembre 2017 n.d.t.) la FCC (La Federal Communication Commission – authority statunitense per le telecomunicazioni ) ha votato l’abolizione della Net Neutrality.[1] Senza questa protezione, le Corporation private possono gestire e modellare le informazioni disponibili alle persone a secondo dei loro propri interessi. Immagina un futuro dove i contenuti ampiamente disponibili su internet siano paragonabili a quello che vedi sul network televisivo degli anni ’80. Oggi, il flusso di informazioni internet è pressoché identico ai nostri processi di pensiero collettivo: determinano ciò di cui discutere, ciò che possiamo immaginare. Ma il problema principale è che internet è sempre stata controllata da governi e Corporation.

Si è detto molto sul settore privato che grazie allo sviluppo militare ha prodotto una struttura relativamente orizzontale che il controllo delle imprese ha reso progressivamente meno partecipativa ed egualitaria. Sfortunatamente, non esiste un’alternativa anarchica, non c’è un’internet popolare alternativo; quello che c’è è l’unico esistente. Gli Stati socialisti hanno approfittato di questa opportunità per promuovere la nazionalizzazione di internet, motivandola come un’occasione per impostare la visione di un futuro migliore. Ma se è vero che non vogliamo il controllo della classe capitalista sulle nostre comunicazioni, è altrettanto vero che il controllo statale di internet non risolve di certo il problema: è, dopotutto, proprio lo stato che ha consentito alle Corporation di muoversi nella direzione del controllo delle informazioni in internet, mentre i modelli esistenti di controllo statale (pensiamo alla Cina ad esempio) sono effettivamente oppressivi.

Dovremmo mettere in piedi dei passaggi pratici per difendere i nostri diritti nel contesto attuale, ma una cornice di diritti che vede lo stato come garante ed arbitro delle istanze sociali non assicurerà mai la nostra libertà. Se vogliamo una reale libertà verso un futuro migliore, dobbiamo pensare in grande.

Un approccio anarchico deve cominciare col rifiutare la falsa dicotomia fra Corporation e potere statale. Per cui dobbiamo avere il coraggio di sognare forme di strutture decentralizzate che sono resilienti ad un controllo dall’alto al basso. Internet nella sua forma attuale è infatti indispensabile per interagire nel sociale; ciò non vuol dire che dobbiamo dare per scontata l’attuale forma che assume internet (o la società in generale) come il migliore e l’unico modello possibile. Sono state le nostre risorse, estratte da tutti noi sotto forma di lavoro, tasse e innovazione, che hanno contribuito innanzitutto alla creazione di entrambe. Pensiamo a cosa potremmo infine creare se i nostri sforzi non fossero modellati dalle forzature imposte dallo Stato e dagli imperativi del mercato?

Il nostro obiettivo a lungo termine dovrebbe essere quello di rimodellare le strutture che abbiamo contribuito a costruire, ma trasformandole in linea coi nostri interessi – sicché possiamo allo stesso tempo sperimentare nostre strutture parallele. Persino i riformisti ammettono che questo è l’unico modo che in pratica può metterci al livello di coloro che attualmente controllano i mezzi coi quali comunichiamo.

La tecnologia non è mai neutra. É sempre politica: esprime e rinforza sempre le dinamiche di potere e le aspirazioni che ne hanno dato vita. Se ingegneri e programmatori non partono da una esplicita impostazione volta a creare relazioni egualitarie, il loro lavoro sarà sempre utilizzato per la concentrazione di potere e per opprimere le persone.

Per saperne di più sulle limitazioni che il capitalismo ha apportato al digitale, leggi “deserting the digital utopia”.[2] Per altri dettagli sulla fine della net neutrality e sulle alternative radicali al controllo da parte delle corporations , si rimanda al testo di William Budington, intervistato sul sito “The final straw”.[3]

La Net Neutrality e la Frenetica Ingordigia

L’ultimo argine che si frapponeva fra i fornitori di banda larga e la loro frenetica fame di profitti senza precedenti è crollato. Giovedì mattina (Giovedì’ 14 Dicembre 2017), la FCC, guidata dal repubblicano designato da Trump, Ajit Pai, ha votato con un tre a due a favore per l’abolizione del regolamento che rafforza le tutele degli utenti che usufruiscono del servizio internet, tutela comunemente conosciuta come Net Neutrality. L’abrogazione consentirà ai fornitori di servizi internet (ISP) di raggruppare le piattaforme internet allo stesso modo dei collegamenti tv via cavo, permettendo l’accesso a determinati siti internet solo dietro pagamento. Inoltre, consente agli ISP di creare livelli differenziati di accesso a Internet, costringendo siti Web e fornitori di contenuti che hanno goduto negli ultimi anni del beneficio della parità di condizioni a pagare di più per poi competere con le stesse proprietà delle compagnie che gestiscono le infrastrutture via cavo

Ad esempio, vuoi acquistare una banda larga dalla tua compagnia di telecomunicazioni preferita, come AT&T, Verizon o Comcast? E che ne dici di Telco Lite, con accesso a wikipedia? costerà 59,99 dollari al mese. Vuoi per caso Telco Super, con pacchetto youtube compreso? 79,99 dollari. Addirittura vorresti Netflix, concorrente del servizio Hulu di Comcast? Certo! Telco Ultra te lo fornirà, per la modica cifra di 99,99 dollari.

Sia chiaro: quest’abolizione va solo a beneficio degli ISP. Permetterà ad essi di utilizzare una posizione di privilegio in qualità di proprietari dell’infrastruttura fisica per l’accesso domestico alla rete e spremere profitti da entrambi i lati della filiera di controllo, per spolpare allo stesso modo sia i creatori di contenuti sia gli utenti abituali. Tutti gli altri, circa il 74% degli americani che preferiscono la neutralità della rete, o la stragrande maggioranza delle persone che hanno postato commenti alla FCC contrari all’abrogazione della net neutrality, nella fase di discussione pubblica, saranno danneggiati.

Nel 2015, sotto l’allora commissario della FCC Tom Wheeler, la fornitura di accesso a Internet è stata riclassificata ai sensi del titolo II della legge sulle comunicazioni. Ciò voleva dire che gli ISP erano regolamentati alla stregua di servizio di pubblica utilità e che il trattamento preferenziale non poteva essere fornito ad alcuni siti Web rispetto ad altri. Questo è solitamente definito come uniformità nella corsia di accesso: quando apri il tuo browser, visualizzerai gli stessi contenuti internet di tutti gli utenti internet. Il tuo ISP può addebitarti il costo di una maggiore velocità di accesso generale, ma non può velocizzare l’accesso solo per determinate parti del web. Persino con questi regolamenti vigenti comunque, gli Isp sono stati colti in ripetute e continue violazioni delle norme. Proprio nello scorso luglio, Verizon è stata beccata in operazioni di “strozzamento” (leggi rallentamento) dei video di Netflix, in violazione ai regolamenti della FCC. Ma non c’è di che preoccuparsi, il presidente Pai afferma: Non c’è bisogno della net neutrality, poiché gli ISP si auto-regolamentano. Se se…. Vabbè.

Schifosi trucchetti poi abbondavano in vista del voto di Giovedì. Nella fase di discussione pubblica prima menzionata, milioni di commenti fasulli contro la net neutrality sono stati inviati al sito web della FCC. Venivano utilizzate varianti delle stesse frasi, leggermente modificate ma con lo stesso significato utilizzando semplicemente vocaboli diversi, per dare l’apparenza di commenti uniformi postati nel sito. Particolarmente inquietante è il fatto che i commenti sono stati inviati con nomi che risultavano spesso di persone decedute, o anche di persone viventi che però non hanno mai inviato o sottoposto alcun commento. Un preoccupante modo di fare che ha indotto il Procuratore Generale di New York ad aprire un’indagine sul furto di identità dei newyorkesi i cui nomi sono stati utilizzati in commenti falsi, inducendolo a pubblicare una lettera aperta alla FCC dopo non aver ricevuto alcuna risposta alle ripetute denunce.

Ciò che per gli anarchici è importante sottolineare è che la maggior parte del dibattito sulla Net neutrality sembra sia un fatto riguardante le varie compagnie fornitrici che competono fra di loro nell’accaparrarsi i maggiori profitti mettendosi l’una contro l’altra. Perché dovremmo preoccuparci se un determinato ISP o un servizio streaming vince? Che si scannino fra di loro, non ci riguarda. La realtà però è molto più complessa. Finché i principali fornitori di banda larga gestiscono efficacemente ciò che equivale al controllo oligopolista delle informazioni, dispongono altresì della possibilità diretta e immediata di filtrare, accelerare e vietare contenuti definitivi che ritengono inaccettabili o non redditizi. E’ vero, ciò riguarda ad esempio netflix o youtube. Riguarda però anche l’accesso ai contenuti anarchici o radicali come Crimethinc o IGD. Oltre a modellare il traffico, l’abrogazione consente al tuo provider di bloccare completamente il contenuto del sito. Questo espone la nostra capacità di creare soggettività radicali ad una minaccia ancora più grande di prima.

Alternative Radicali

Il controllo regolamentato da parte delle agenzie federali sostenuto dalla forza statale non è certo l’ideale da perseguire, ma (come spesso accade) lo stato si è assunto il ruolo salvatore. In quel ruolo si poneva come elemento di freno allo sfruttamento privato del panorama informativo. Ma le cose potevano andare in maniera diversa? Da anarchici possiamo contribuire a modellare un panorama informativo in modo più decentralizzato ed autonomo? Lo possiamo ancora fare? Invece delle Corporation spalleggiate dalla forza statale, quale potrebbe essere l’ alternativa anti-aziendalista rispetto all’usufrutto di internet?

Ci sono diverse alternative radicali basilari che sono in grado sfidare il controllo egemonico delle aziende private su internet. Esempi stimolanti basati su un approccio comunitario di base, stanno prendendo forma nelle comunità hacker da Oakland a New York, sotto forma di reti a collegate a maglia. L’idea è semplice: invece di far riferimento alle infrastrutture fisiche di riferimento esistenti costruite dalle maggiori compagnie di telecomunicazioni, possiamo costruire nostre specifiche infrastrutture. Possiamo impostare le nostre connessioni wi-fi domestiche e metterle in collegamento fra loro, per consentire un’accesso reciproco. Questo tipo di comunicazione orizzontale si pone in netto contrasto all’utilizzo solito di questi apparecchi, che è fondamentalmente quello di facilitare un accesso di tipo verticale, diretto dagli ISP. Così facendo, possiamo costruire una rete creata e controllata direttamente da noi. Pacchetti pirata che viaggiano nell’etere.

Il beneficio che ne verrà per noi è palese ed è fondamentalmente una sfida strutturale all’attuale controllo dei flussi da parte delle aziende, per cui la nostra rappresenta una duplice sfida, sia a breve sia a lungo termine. In primo luogo, dobbiamo affrontare e fermare nell’immediato, la minaccia rappresentata dall’abrogazione della protezione della net neutrality, che minaccia appunto di mettere a tacere la nostre voci. In Secondo luogo, dobbiamo costruire una struttura alternativa all’internet attuale, un altro network, nel quale le nostre voci non posso essere messe a tacere da un semplice cambiamento normativo poiché questo sarà controllato solo dalle comunità che l’hanno loro stesse concepito.

Un piccolo esempio sono le reti a maglia che già esistono attualmente, certo alle prime armi, ma esempi preziosi che prefigurano il tipo di potere che desideriamo vedere.

Crimethinc

Traduzione a cura di Flavio Figliuolo

NOTE

[1] La neutralità della rete prevede che tutto il traffico internet sia trattato allo stesso modo, senza preferenze tra chi fornisce le connessioni online. In questo modo nessuno può favorire contenuti a discapito di altri.

[2] https://crimethinc.com/2013/10/04/feature-deserting-the-digital-utopia

[3] https://thefinalstrawradio.noblogs.org/post/2017/11/29/error451-4-net-neutrality/

Per approfondire il tema specifico e più in generale potete leggere altri interventi pubblicati in precedenza nella rubrica
“l’Altra Internet” di umanità Nova:
Solo una questione di soldi
http://www.umanitanova.org/2017/12/03/solo-una-questione-di-soldi/
Fine della net neutrality  http://www.umanitanova.org/2017/12/29/fine-della-net-neutrality/
Ranocchie Rosse http://www.umanitanova.org/2017/10/22/ranocchie-rosse/
La libertà, del mercato http://www.umanitanova.org/2017/04/16/liberta-mercato/
Grande la confusione
http://www.umanitanova.org/2017/01/15/grande-la-confusione/

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