Guerra alla guerra! Verso le mobilitazioni internazionaliste contro la guerra indette dalla CIT

Siamo di fronte ad uno scenario di guerre in continua espansione, dall’Ucraina al genocidio palestinese, all’Iran e in tanti luoghi nel mondo. Guerre che stanno provocando migliaia e migliaia di morti, distruzione di intere città e interi territori, producendo una economia di guerra che è causa principale del peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita delle classi lavoratrici e della parte più povera della popolazione.
Ormai tutti i governi parlano di prospettive di guerra, di aumento delle spese militari, di reintrodurre il servizio di leva militare per fornire carne da macello per i nuovi conflitti, di trasformazione di aziende civili in produzioni di armi per incentivare il commercio di una merce sempre più richiesta e che sta realizzando enormi profitti.
Tutto ciò ci sta portando verso il baratro di una terza guerra mondiale che potrebbe essere l’ultimo atto di autodistruzione dell’intera umanità, per le potenti armi distruttive in mano ai vari governi, se non riusciremo a fermare questa corsa suicida.

È in considerazione di tale quadro disastroso che all’interno della CIT (Confederazione Internazionale del Lavoro), su sollecitazione di USI, le varie organizzazioni anarcosindacaliste aderenti hanno deciso una mobilitazione contro la guerra, con uno sciopero generale internazionale nella giornata del 30 ottobre e con manifestazioni nella giornata del 31 ottobre. Come USI CIT ci siamo mossi già da giugno convocando per due volte le varie sigle del sindacalismo di base per allargare la partecipazione allo sciopero contro la guerra proposto dalla CIT. Abbiamo fatto presente che USI ha aderito a tutti gli scioperi unitari contro la guerra e che i contenuti dello sciopero proposto erano ampiamente condivisi dalle varie componenti in quanto obbiettivi di scioperi precedenti. Inoltre si trattava di uno sciopero internazionale per cui era stato indispensabile stabilire già una data concordata con le varie componenti sindacali dei vari paesi che compongono la CIT. Al primo incontro hanno partecipato Sgb e Sgc, mentre interesse è stato dimostrato dalla rappresentanza del SiCobas, nella loro prospettiva di uno sciopero generale contro l’introduzione della 146 nella logistica in quei settori dove c’era la presenza, anche parziale, di materiali deperibili.
A questo punto USI CIT aveva la necessità di proclamare lo sciopero per il 30 ottobre per occupare quella giornata prima che le norme restrittive sulla regolamentazione degli scioperi non la rendessero più praticabile. La piattaforma dello sciopero è la seguente: contro tutte le guerre, taglio delle spese militari, ritiro delle missioni militari all’estero, aumento dei salari, più spese per sanità, scuola, edilizia pubblica, stop militari nelle scuole, stop sfratti e affitti calmierati, no al petrolio causa di inquinamento e di guerre ma sviluppo delle energie alternative e pulite, stop genocidio del popolo palestinese. Una proclamazione di cui diversi organi d’informazione hanno dato notizia e lo stesso canale 1 della RAI ne ha dato l’annuncio.

Il 25 settembre è stato promosso da Cub, Sgb, AdL Varese un incontro del sindacalismo di base con la proposta di uno sciopero generale. Nella stessa giornata in cui si svolgeva il Congresso della CIT a Massenzatico. In quell’incontro la nostra proposta è stata quella di convogliare unitariamente nello sciopero generale del 30 ottobre, ma si è preferito convergere nella prima data utile per lo sciopero che, per la regolamentazione in materia, li ha portati a proclamarlo il 4 dicembre, contro la finanziaria.
Nel frattempo Usb, nell’ambito del coordinamento dei sindacati internazionali di cui fa parte, comunicava la decisione del blocco dei porti a livello internazionale, contro la guerra e il transito delle armi, nella stessa giornata del 30 ottobre, con l’adesione del sindacato ORSA di Gioia Tauro. In un secondo momento, il 6 ottobre, anche Usb proclamava lo sciopero generale nella giornata del 30 ottobre, con l’adesione del Cobas Poste Usb. Successivamente anche il Cobas Scuola Sardegna proclamava lo sciopero nella giornata del 30 ottobre. Nel momento in cui si scrive inoltre è arrivata la comunicazione che la CUB Sanità italiana ha aderito a livello nazionale con il settore pubblico e privato allo sciopero generale USI del 30 ottobre. Nel Convegno della FAI, tenutosi nei giorni 10 e 11 ottobre, nel dibattito sulla tematica della lotta antimilitarista si è parlato anche della mobilitazione internazionale della CIT contro la guerra, riportando nella mozione conclusiva il sostegno a tale scadenza, alle mobilitazioni del 4 novembre, contro il reclutamento nelle scuole e alla reintroduzione della leva militare.

In questa fase si sta procedendo come USI CIT a prepararsi per le mobilitazioni del 30 e 31 ottobre contro la guerra. Attualmente si sono resi attivi l’USI di Trieste per una mobilitazione locale, e a Parma per un presidio e un corteo regionale nella giornata del 30 ottobre, con invito a confluire alle sezioni che non promuovono iniziative locali. Ci risulta anche che il gruppo FAI di Jesi parteciperà il 30 ottobre alla manifestazione al porto di Ancona, mentre nella vicina Svizzera compagni libertari si stanno attivando per iniziative nella stessa giornata. Man mano che si avvicina la scadenza internazionalista promossa dalla CIT contro la guerra crescono le iniziative locali e nei paesi dove sono presenti le sezioni dell’associazione. Nella giornata del 30 ottobre è stato predisposto un filmato che verrà fatto girare in contemporanea con le dichiarazioni nella propria lingua dei vari sindacati aderenti alla CIT.
È molto importante inoltre in questo momento seguire l’evoluzione delle lotte radicali che stanno avvenendo in Spagna per il diritto alla casa e in Francia per il diritto alla scuola. Un movimento che sta crescendo anche in Italia e potrebbe cambiare il quadro della situazione, rendendo particolarmente importanti e partecipate le scadenze dello sciopero del 30 e le manifestazioni del 31 ottobre.

Enrico Moroni

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