Carrara, contratto del marmo Sciopero!

Lo sciopero è stata la risposta degli operai del marmo all’indifferenza degli industriali d innanzi alle richieste presentate dai sindacati per il rinnovo del contratto integrativo del settore. L’arroganza padronale da queste parti (ma pensò da tutte le parti) è spropositata e inversamente proporzionale al tasso di disoccupazione nel quale versa la provincia più a nord della Toscana; sicuramente ciò è una concausa naturale, più gente disperata e ricattabile da una parte, una manciata straricchi capaci di fare il bello, il brutto e il cattivo
tempo sulle scelte di un intera comunità dall’altra.
Più i deboli si sentono deboli e più si rendono bersagli alla mercé dei forti aumentando ancor di più il divario di prospettiva di vittoria in questa eterna disfida. le scelte politiche, i politici stessi sono stati da decenni nel comprensorio apuano ad uso e consumo dei baroni del marmo garantendogli come se non bastasse ulteriori garanzie per i propri interessi e i propri comodi. Nella economia italiana in piena debacle il valore del pregiato marmo apuano è costantemente in aumento, il fatturato si aggira intorno ad un 18% in più anche
nell’ultimo anno. A fronte di ciò i sindacati hanno ritenuto opportuno proporre la ridistribuzione, almeno in minima parte di questo considerevole aumento dei guadagni anche con chi è partecipe in prima persona lavorando.
L’avidità della classe lavoratrice non ha misura! Lavorano e vogliono anche essere pagati! Tra le altre cose la richiesta ritenuta impensabile da parte degli industriali è un ritocco, se pur cospicuo, al premio presenza giornaliero che dai 4.5€ dovrebbe alzarsi a 11€ ( leggi 10€) quindi una somma percepita solo se il lavoratore è presente al lavoro garantendo produzione e guadagno all’imprenditore. Gli industriali locali sono però disposti a mettere sul piatto 0.50€ di aumento cosi fa cifra tonda e si arriva 5€.
Di conseguenza nelle giornate di giovedì e venerdì il 90% degli operai del monte e del piano del settore marmo hanno scioperato promuovendo sit-in di protesta davanti all’associazione degli industriali, blocchi stradali lungo le vie di accesso dei bacini marmiferi e davantil’entrata di alcune principali aziende del marmo. Gli scioperi non sono stati programmati con anticipo, ma promossi con volantinaggi fatti all’alba del giovedì
e venerdì, con la volontà di continuare ad oltranza fino all’ottenimento delle richieste sindacali queste giornate sono state utili per confrontarsi tra lavoratori, consapevoli che solo la lotta paga.
Si è ragionato sulle problematiche e le difficoltà che già avvengono e potrebbero presentarsi nelle future giornate di sciopero, convinti che necessità primaria sia rialzare la testa uniti e decisicontro l’arroganza padronale.
redC

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