Abitare la speculazione. Carrara – l’affare Politeama

L’ultima edizione del Festival Con.vivere (festival che si svolge ogni anno a Carrara con tematiche differenti) svoltosi all’inizio di settembre ha avuto come tema l’abitare e non sono mancati gli interventi di illustri relatori che hanno sviscerato l’argomento in maniera trasversale.

Il gruppo Germinal durante lo svolgimento di questo evento ha colto l’occasione per ricordare alla città una storia in cui il fil rouge è ancora una volta il denaro.

Abbiamo organizzato nell’odierna sede provvisoria di Piazza Duomo una mostra espositiva e informativa con foto, scritti di denuncia e manifesti con slogan di protesta contro la speculazione edilizia perpetrata ai danni del palazzo Politeama, all’interno del quale il gruppo Germinal aveva la propria sede.

Nella storia del Politeama il denaro è stato il vero protagonista fin dalla sua costruzione, e, come nel più classico dei copioni, se poi a guadagnare sono pochi e a pagare sono i cittadini, allora si possono annullare accordi ufficiali, spiegare ali laterali abusive non previste e sovraccaricare la struttura di un edificio di duemilasettecento metri quadrati destinato al pubblico spettacolo per realizzare abitazioni private. Dal 1989 si susseguiranno con effetto domino una serie di cedimenti, di interventi parziali e infelici, di periodi d’ incuria, per arrivare al 2008, data della chiusura definitiva dell’intero edificio.

Crolli, paura, processi, rinvii e lunghi silenzi. Cosa manca alla fine della storia e cosa resta? Manca uno spazio sociale che i cittadini possano abitare, manca dignità alla città che si ritrova con un mausoleo marcescente nella piazza d’ingresso, manca la sede storica che il C.N.L. assegnò agli anarchici a riconoscimento della loro partecipazione attiva e fondamentale alla lotta di Liberazione, manca un luogo adeguato al prezioso Archivio. Del resto, si sa, le nostre attività non sono a scopo di lucro, quindi di nessuno interesse. Rispetto a tutto ciò che manca, che cosa resta? Il “Caprice” (ditta che ha commesso l’abuso edilizio) di pochi costato carissimo a tutti.

In una città sempre più distretto minerario, la questione abitativa non è un emergenza episodica, né una sfortunata anomalia di mercato, ma uno dei pilastri su cui si regge la diseguaglianza.

Come anarchici, anche noi colpiti da queste speculazioni, continuiamo a denunciare la schifezza avvenuta attorno al Politeama, rimarcando, nella piccola sede di piazza Duomo, l’importanza e la volontà di vivere la città. Non quartieri dormitorio, non piazze e strade abbandonate, ma un rifugio che abbraccia e si apre alla gente promuovendo relazioni sociali e pratiche di resistenza.

Gruppo Germinal FAI Carrara

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