Primavera antimilitarista

Domenica 11 gennaio si è svolta l’Assemblea Antimilitarista. La partecipazione, sia in presenza che on line è stata buona e il dibattito interessante ed approfondito, nonostante le difficoltà tecniche.

All’inizio dell’assemblea sono stati definiti i temi da discutere, che rispecchiano i punti proposti nella convocazione.

Inceppare e contrastare il militarismo: forme e prospettive di lotta è stato il primo tema affrontato. A questo proposito il Coordinamento Antimilitarista Livornese ha proposto una campagna di informazione e lotta (volantinaggi nelle stazioni e qualunque altra azione atta allo scopo) contro i potenziamenti delle linee ferroviarie a scopi militari (trasporto di armi, munizioni e personale), dopo che negli scorsi mesi ci sono state nella loro zona diverse iniziative insieme anche ai “ferrovieri contro la guerra”. Dopo ampia discussione, nella quale si è anche esaminata la possibilità di una campagna contro la logistica militare in senso lato, si è deciso di accogliere la proposta e iniziare con le ferrovie. I motivi sono diversi, ma soprattutto pesa il fatto che la rete ferroviaria copre tutto il territorio italiano (a differenza di porti e aeroporti che sono solo in zone specifiche), che le spese per potenziare la rete ferroviaria per i militari impattano direttamente sulla vita di tutt*, perché sono sottratte al trasporto di student*, pendolari, ecc, che armi e munizioni mettono in pericolo stazioni di partenza, di arrivo, e tutte le zone che attraversano. Il Coordinamento livornese, già attivo sull’argomento, fornirà i materiali. Il periodo per le iniziative è stato individuato nella settimana dal 23 al 29 marzo.

Sul tema delle proposte in merito al ripristino della leva militare si è constatato che ci sono diverse proposte di legge in merito, e che il ministro Crosetto probabilmente presenterà una nuova proposta che le sostituirà. Dalla discussione è emerso che l’Italia probabilmente adotterà una soluzione “alla tedesca”, cioè un potenziamento del reclutamento (in Germania è obbligatoria solo la visita militare ma non il servizio per ora), senza però ripristinare la leva vera e propria.

Alcune realtà come Livorno e Firenze stanno già facendo incontri su questo tema puntando a contrastare la propaganda del governo, tesa a favorire il reclutamento nelle scuole e a generare la sensazione della “normalità” della guerra e della scelta militare per il proprio futuro. Per ulteriori azioni contro “leva” o reclutamento potenziato che dir si voglia, bisognerà aspettare che il governo proponga le sue misure.

A proposito dell’anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, dalla discussione sono emersi tre punti su cui focalizzarci: il sostegno ai disertori, gli aspetti finanziari (non solo  il “warfare”, ma anche il futuro sfruttamento occidentale delle risorse ucraine e i problemi legati al sostegno da parte dell’Unione Europea alla continuazione del massacro) e, collegato al punto precedente, il potenziamento del reclutamento. Un punto realmente qualificante può essere il primo, il sostegno ai disertori, allacciandolo anche alla diserzione dalla propaganda e dal reclutamento che possiamo incoraggiare in Italia, quindi al tema della leva. La campagna sarà realizzata dalle realtà locali “nell’anniversario”, inteso non come data precisa ma anche nei giorni appena precedenti o successivi. L’Assemblea Antimilitarista di Torino preparerà un appello da far girare.

Compagn* del luogo, infine, ci hanno parlato della mobilitazione contro la base di addestramento degli F35 nell’aeroporto di Trapani Birgi: la loro lotta per impedirne la costruzione va avanti.

La prossima Assemblea Antimilitarista si terrà nel secondo fine settimana di maggio.

Tiziano Antonelli

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