La guerra in Sudan entra nel suo terzo anno

Pubblichiamo questo breve testo del Gruppo anarchico in Sudan pubblicato sul n.6 del bollettino bilingue Espoir/Al-Amal del Gruppo anarchico in Sudan, pubblicato con la CNT-AIT di Tolosa e con il sostegno di compagni anarchici tunisini. Una forte testimonianza da un contesto in cui la guerra è condotta dal governo centrale e da forze militari che si contendono il potere e cercano di cancellare ogni speranza rivoluzionaria.

La guerra in Sudan è giunta al terzo anno, senza una fine in vista. Questa guerra, pianificata fin dal 2019, come hanno ammesso gli stessi generali, era stata programmata all’epoca ma è stata rinviata a causa di preparativi incompleti. Che orrore! Questo Stato, che ha sempre pianificato guerre interne, represso le libertà con ogni mezzo e praticato una brutalità implacabile, questo regime che effettua arresti sistematici, organizza torture in luoghi pubblici e perpetra esecuzioni extragiudiziali, è ora completamente esposto alle masse rivoluzionarie. Le Forze di Supporto Rapido non sono una forza separata da questo regime; al contrario, ne sono il prodotto, un’estensione della sua brutalità e ferocia. Tutti i crimini commessi, dalla pulizia etnica al genocidio, sono la diretta conseguenza delle politiche attuate sotto la protezione di questo regime. Oggi, dopo la distruzione di Khartoum, Wad Madani, El Fasher, El Geneina, Zalingei, En Nahud, Dinder e Omdurman, e di fronte al perdurante assedio di Dilling, El Obeid, Kadugli e altre aree, milioni di sudanesi sono stati sfollati e i servizi sanitari e scolastici sono completamente collassati. Sono bastati tre anni per lacerare il tessuto sociale, esacerbare la retorica razzista e alimentare pericolosamente le tensioni tribali. Per tre anni, la popolazione è stata sconvolta dalla brutalità di questo regime e dalle conseguenze delle sue politiche, al punto che nessuno può negare che si tratti di uno dei peggiori regimi che il mondo abbia mai conosciuto. Otto anni dopo la rivoluzione che ha rivendicato la realizzazione delle aspirazioni del popolo, i rivoluzionari e i loro compagni restano fedeli al loro progetto rivoluzionario di sradicare i regimi autoritari. Avendo perso compagni, rivoluzionari, amici, fratelli e figli in questo difficile e complesso cammino, affermiamo che continueremo su questa strada fino a raggiungere il nostro obiettivo e realizzare le nostre nobili aspirazioni di libertà.

Viva la rivoluzione! Abbasso il regime!

Gruppo anarchico in Sudan

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