Dalla privatizzazione all’economia di guerra. Coordinamento Toscano Salute Ambiente Sanità

Sabato 14 febbraio a Firenze si è svolto il convegno “Dalla privatizzazione all’economia di guerra: in un mondo malato non si può essere sani” organizzato dal Coordinamento Regionale Toscano Salute Ambiente Sanità. Il convegno è stato un passaggio importante nel percorso di collegamento di lotte e condivisione di iniziative intrapreso dalle numerose realtà aderenti. Un momento di controinformazione nella prospettiva di allargamento dei contatti e di una grande mobilitazione regionale.

Il Coordinamento, costituto nell’ottobre del 2023, rappresenta una rete di comitati, associazioni, lavorator, cittadin che di fronte al progressivo smantellamento della sanità pubblica a favore del privato, alla riduzione e precarizzazione del personale, a stipendi differenziati tra gli operatori pubblici e in appalto, al peggioramento delle condizioni di lavoro e di accessibilità alle cure per chi ne ha bisogno, ha deciso di organizzarsi, denunciare e opporsi a questa deriva. Una deriva causata dalle stesse politiche capitaliste e predatorie responsabili della catastrofe climatica, dell’inquinamento, del dissesto dei territori, dell’aumento delle diseguaglianze, dell’impoverimento crescente, della precarietà lavorativa diffusa, della corsa al riarmo. Le risorse vengono sottratte alla spesa sociale e destinate al riarmo, alla militarizzazione dei territori, delle infrastrutture, prima di arrivare alla sanità pubblica.

Al convegno numerose sono state le realtà presenti e le persone interessate.

Nella mattinata interventi approfonditi hanno disegnato la condizione attuale del SSN (Servizio Sanitario Nazionale) e quella distopica che ci aspetta in un futuro molto prossimo, se non saremo riusciti a costruire una grande opposizione di massa allo smantellamento della sanità. Il ruolo assunto dalla digitalizzazione nel sistema SSN, le ricadute negative per operatori e utenti, la telemedicina, i gravi rischi della virtualizzazione delle cure sono stati tra i temi affrontati dai comitati intervenuti nella prima parte del convegno. Si è parlato di ospedali virtuali, privi di posti letto, con ambulatori dove i professionisti operano da remoto attraverso un monitor, come nella sede pilota prevista a Viareggio. Telemedicina, televisita, teleconsulto: anche la guardia medica, verrà sostituita da centrali operative. Si è parlato della costruzione di nuovi ospedali portatori di nuove devastazioni dei territori, come a Livorno, dove un ospedale funzionante verrà sostituito da uno di nuova progettazione ed edificazione, con grande impatto ambientale. Sono state illustrate riduzioni o chiusure di presidi sanitari nelle periferie, come nel caso del Mugello, dove, come in altri luoghi, le battaglie contro la riduzione dei servizi sanitari si sono intrecciate con quelle ambientali.

Sul versante sindacale si è parlato del blocco delle assunzioni da graduatorie ancora aperte, (mancano circa 70.000 infermieri e 6.000 medici), del contrasto alla privatizzazione e delle battaglie per la parità salariale tra operatori del SSN e quelli dipendenti dalle ditte in appalto. Altri interventi hanno affrontato la questione della burocratizzazione e della sorveglianza crescente, esercitata sugli operatori attraverso le piattaforme operative. Sono state inoltre messe in evidenza le richieste di quanti vivono la disabilità e l’insufficienza offensiva del compenso previsto per la figura del caregiver. Si è parlato dell’approccio alla malattia mentale, laddove nel SSN viene privilegiata la chimica all’ascolto, con un raddoppio, in 8 anni, delle prescrizioni ai giovanissimi.

Corsa al riarmo e militarizzazione di territori e infrastrutture ferroviarie sono state oggetto di interventi che portano l’eventualità di un conflitto in Europa nell’orizzonte del possibile. Dopo Francia e Germania, anche in Italia il SSN è chiamato ad attrezzarsi per la gestione di emergenze sanitarie su vasta scala, in vista di ipotetici scenari di guerra generalizzata in Europa, anche di fronte ad eventualità di tipo CRBN (eventi chimici, radiologici, biologici e nucleari).

Quello che è stato delineato è il quadro di una situazione gravissima ed in continuo peggioramento, che travolgerà le nostre vite in assenza di un’opposizione cosciente e di massa.

Il convegno si è dato l’obiettivo di costruire questa opposizione, rafforzare e allargare i contatti con realtà di base attive sui territori, trasformare la conoscenza acquisita in campagne mirate ad azioni di lotta, dandosi come prossima tappa un’assemblea generale in vista di una manifestazione regionale. A questo scopo è importante costruire collegamenti e un percorso comune in ambiti di movimento di diversa provenienza e ispirazione, spesso settoriali, dall’antimilitarismo alle lotte legate all’ambiente o alla casa.

Il percorso del Coordinamento Regionale Salute Ambiente Sanità ha elementi che lo rendono interessante, soprattutto per l’impegno di andare a intrecciare una rete tra realtà e lotte attive in ambiti diversi, ma tutte costruite dal basso. Un percorso portato avanti con spirito unitario e di classe, con senso di urgenza per riuscire ad incidere e fermare la catastrofe. Un’esperienza da seguire con interesse.

Nadia Livorno

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