Speranza, rivoluzione e libertà

Pubblichiamo volentieri il contributo di un giovane studente

La speranza di un mondo migliore, questo è quello che guida lo spirito anarchico. Non l’Italia, ma il mondo intero ha bisogno di una rivoluzione. Il mondo necessita di un cambiamento radicale della sua corrotta struttura borghese; il capitalismo corrode ogni risorsa umana con la quale viene a contatto e rende inevitabile la sua fine. La rivoluzione avverrà e, quando ci sarà, nessun padrone potrà scampare dalla rabbia di chi ha dovuto subire i soprusi dei potenti, non si pensi che il cambiamento sia minimo, sennò non sarà rivoluzione.

L’anarchia è l’unica via per l’emancipazione, l’unica idea vera per garantire la libertà di ogni essere umano. Chi non desidera essere libero? Libero dal pugno opprimente di uno stato borghese? Libero dalla società consumistica? Libero dal mercato? Libero da ogni forma di potere. Non accetto di essere limitato da confini e barriere, non accetto di essere schiavo dello stato borghese e non accetto che mi si dica che sognare la libertà sia utopico, in quanto ritengo che sia molto più utopico sognare uno “Stato meno corrotto e più giusto”. Non voglio che la società sia “meno corrotta” o “più giusta” io voglio che sia giusta e basta. E sono stanco che mi si dica che sono un sognatore, no non lo sono, siete voi schiavi del sistema liberale che credete di poter riformare, un sistema creato per distruggervi; siete voi gli stolti che credete che possa esistere un capitalismo buono, voi siete il male della società e la rivoluzione vi spazzerà via, poiché non siete altro che inetti senza idee né ideali, guidati solamente dal profitto. È una mediocre banalità cercare di trovare soluzioni “più fattibili” per i problemi dello Stato, è come cercare di capire perché un assassino seriale ammazza le proprie vittime; siamo noi le vittime dello Stato, che non si cura dei nostri interessi e li vende al primo acquirente. Non esistono altre possibilità se non la rivoluzione anarchica; l’anarchia è il mezzo per il quale non dovremmo più chiedere il permesso al grasso maiale di turno e con il quale potremmo ricominciare a chiamarci fratelli.

Il capitalismo cadrà e con lui tutti i suoi sciocchi seguaci, i popoli si stanno togliendo il velo che i padroni gli avevano imposto e stanno ammirando con occhi pieni di rabbia i disastri del potere. Il capitalismo cadrà e quando cadrà l’anarchia sarà il modello a cui la nuova società tenderà, spezzeremo le catene imposte dallo stato e riusciremo finalmente ad essere liberi.

Leo Loza Araya

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