Il sonno della ragione genera morti

Molti anni fa ero nella casa di vari amici e la televisione trasmise le prime immagini a colori di Marte riprese da una sonda che era atterrata – credo fosse Pathfinder[1] – ed una compagna disse al volo: “Accidenti, allora l’acqua c’era davvero”. Noi tutti vedevamo solo una distesa desertica piena di sassi ma lei era una geologa e ci spiegò perché e percome le forme che vedevamo quasi sicuramente erano il segno della loro precedente immersione in acqua allo stato fluido corrente: insomma, il suo sapere le permetteva di vedere cose che noi non vedevamo o, meglio, vedevamo ma non capivamo in mancanza del suo specifico sapere.

All’epoca avevo già una formazione in logica formale che poi nel tempo ho approfondito e allargato in vari campi affini, tra cui la logica induttiva – in altre parole il calcolo delle probabilità e la sua applicazione nella statistica inferenziale. In questi giorni, con lo scoppiare del caso Astrazeneca, ho ripensato spesso a quella sera: mi rendevo conto che comprendevo al volo cose che a molti altri erano assolutamente opache ma, a differenza di noi presenti quella sera, molte delle persone con cui interloquivo non avevano alcun interesse a mutare la loro opinione e ritenevano che la loro credenza, in un campo a loro perfettamente sconosciuto, fosse quella giusta. Nemmeno il fatto che pressoché tutti gli esperti delle motivazioni in base alle quali si assegna un fattore causa/effetto in coppie di eventi simili a quelli di cui si stava parlando – epidemiologi, virologi, immunologi, matematici, logici, statistici – dicessero le stesse cose[2] li smuoveva di un millimetro, anche se si trattava di faccende che potevano essere spiegate facilmente a chiunque.

In effetti, la bufala sul rapporto causale tra vaccinazioni e morti era evidente a chiunque maneggiasse un minimo il concetto di significatività statistica: i numeri percentuali chiamati in causa erano ridicoli e, alla fine, sono risultati persino al di sotto di quelli presenti nella popolazione non vaccinata.[3] Se proprio si volesse dare un significato a numeri comunque sotto la significatività statistica, si dovrebbe giungere alla conclusione paradossale – per chi in questi giorni è stato terrorizzato dal can can mediatico – che il vaccino protegge dalla trombosi! Ovviamente non si può dire nemmeno questo, anzi non ve n’è nessuna prova; è interessante però che chi ha sostenuto che bastavano numeri così piccoli per motivare il rapporto causale vaccino/malattie trombotiche ora non si metta a fare il discorso contrario.

Anche i casi su cui si continua a indagare in alcune nazioni sono di pochissimo al di sopra della significatività statistica e sembrano, soprattutto se spalmati sui numeri dell’intero pianeta, una fluttuazione statistica locale e momentanea. Anche se però si trovasse una qualche correlazione causale tra vaccini e queste ultraspecifiche cause di morte, staremmo parlando di pochissimi eventi su un milione: molti farmaci di uso corrente presentano numeri molto più alti ma – giustamente – è conoscenza comune che il rapporto rischi/benefici resta a favore di questi ultimi.[4] Altrettanto comune è la conoscenza che si può anche morire per un’operazione chirurgica ma che, allo stesso tempo, specie nelle operazioni cardiache, tumorali, ecc vi è un favorevolissimo rapporto rischio/benefici.

Sfavorevolissimo, invece, dati i bassissimi numeri in gioco, era il rapporto rischio/benefici tra interruzione delle vaccinazioni durante la ricerca dell’improbabilissimo rapporto causale e la mortalità sicura che ne sarebbe derivata, a causa del ritardo della copertura vaccinale e dell’aumento del numero di chi, spaventato dalla cagnara mediatica, avrebbe rinunciato a vaccinarsi. Non si tratta poi solo di mortalità: anche chi si salverà la pelle dopo un’infezione che avrebbe potuto evitarsi avrà conseguenze a lungo termine sulla sua salute fisica, per non parlare di quella psichica nel caso ad esempio di chi, rifiutatosi perché impaurito dal can can mediatico, contagerà i suoi affetti più cari portandoli, in alcuni casi, addirittura alla morte. Chiudo qui quest’aspetto del mio discorso; per chi volesse approfondire la questione rimando alla nota seguente.[5] Ora, invece, farò alcune considerazioni politiche.

Innanzitutto, la questione Astrazeneca è l’ennesima riprova che le bufale non girano solo sulla Rete e sono veicolate da persone ignoranti e/o ritenute di poco conto, inaffidabili, ecc. ma vengono veicolate tranquillamente anche dai grandi media e da personaggi ritenuti “autorevoli” che, tra l’altro, spesso sbraitano contro le fake news altrui, magari invocando quel fact checking – “Verifica dei Fatti”[6] – che poi dimenticano allegramente quando la cosa è per loro conveniente. In questo caso la convenienza immediata era evidente: la bufala faceva molta più audience – dunque un maggior profitto – della comunicazione della realtà delle cose. Il fatto che parlare in questo modo di un minimo numero di morti del tutto improbabilmente causati dal vaccino Astrazeneca avrebbe creato sofferenze e morti reali e sicure molto più numerose era una questione del tutto secondaria e, in questo, sono stati molto più colpevoli del singolo che in Rete è stato vittima della psicosi creata da loro.

Ovviamente lo stesso discorso va fatto anche per il ceto politico che ha preso la decisione di bloccare la vaccinazione durante controlli che quasi sicuramente avrebbero dato risultati nulli, nonostante il fatto che anche se ci fossero stati improbabilissimi risultati positivi avremmo avuto comunque molti ma molti più morti reali. Qui la convenienza è stata di ordine politico: mostrare alla popolazione spaventata che stavano facendo qualcosa per il problema – peccato che così condannavano alla sofferenza e alla morte molti che si sarebbero potuti salvare senza il loro “aiuto”. Forse, però, non si tratta solo di questo.

Relativamente alla questione mi è venuta in mente una barzelletta che ho sentito raccontare in televisione dal mitico Gigi Proietti.[7] Un contadino si trova in mezzo a due mucche, una bianca e una nera, rivolgendo tutte le sue attenzioni a quella bianca senza degnare di uno sguardo quella nera. Si avvicina un villeggiante e gli chiede quanto latte producano le mucche e lui risponde: “Quella bianca è eccezionale, anche 25 litri al giorno”, al che il villeggiante di rimando: “E quella nera invece?” e il contadino risponde: “Pure”. “E quanti vitelli fanno all’anno?” “La bianca è eccezionale, anche due alla volta” “E quella nera?” “Pure”, “E quanto pesano?” “La bianca è eccezionale, quasi 400 chili” “E quella nera?” “Pure”. Alla fine il villeggiante, giustamente, gli chiede perché parli sempre della mucca bianca e il contadino di rimando: “Perché è mia”. Il villeggiante allora: “Ah, ho capito, e l’altra?” “Pure”.

Oggi Gigi Proietti potrebbe mettere i vaccini al posto delle mucche. Infatti, in base alla caciara mediatica la maggior parte della gente ha supposto che il fittizio problema riguardasse esclusivamente Astrazeneca mentre la realtà, ovvia in base ai dati della mortalità corrente, è che riguarda tutti i vaccini, nessuno escluso: qualcuno, ad esempio Pfizer, mostra dati addirittura superiori ad Astrazeneca,[8] anche se sempre insignificanti. Ciononostante il can can mediatico, i blocchi vaccinali e la richiesta di controlli erano tutti su Astrazeneca.

Qui non possiamo dimostrare nulla ma conformarci al sano principio del “pensar male è brutto ma ci azzecchi quasi sempre” e qui il brutto da pensare è davvero tale. In effetti Astrazeneca ha una caratteristica che la distingue dalle altre multinazionali del farmaco i cui vaccini sono stati o stanno per essere autorizzati a breve in Unione Europea: è l’unica a vendere il suo vaccino a prezzo pressoché di costo, dove quello degli altri è notevolmente superiore.[9]

Astrazeneca potrebbe allora essere stata vittima del fatto che, dal punto di vista delle altre compagnie, rischiava di fare “concorrenza sleale”, soprattutto quando, poco prima dell’inizio del can can mediatico, si è dichiarata disponibile a cedere le licenze di produzione.[10] In pratica potrebbe essere stata vittima di un caso relativamente simile a quello del famoso “complotto della lampadina” – uno dei casi di complotto industriale effettivamente provati senza ombra di dubbio[11] – dove le principali compagnie produttrici si accordarono per accorciare la durata di vita delle loro lampadine per poterne vendere un maggior numero, infliggendo anche multe a chi aveva anche solo parzialmente violato l’accordo.[12]

Ora pensiamo male fino in fondo e passiamo ai ritardi nella produzione vaccinale: in effetti, il vero interesse delle multinazionali del farmaco è proprio ritardare l’applicazione della copertura vaccinale. In genere non preferiscono lavorare sui vaccini, cosa che fanno invece di solito le istituzioni di ricerca pubbliche, ma sulle cure: in altri termini il loro interesse non è sradicare la malattia ma cronicizzarla in modo da guadagnarci molto di più e in maniera continuativa.[13] In questo caso una rapida e completa produzione dei vaccini con una altrettanto rapida e completa copertura vaccinale avrebbe rischiato di distruggere il virus prima che potesse lasciare focolai significativi e/o sviluppare in pieno delle varianti, rendendo inutili o comunque limitate nel tempo e nelle quantità le vendite di ulteriori lotti.

Questo spiegherebbe l’improvviso e impressionante calo delle vendite promesse: potrebbe trattarsi cioè non di una sorta di overbooking – sovraprenotazione di un prodotto rispetto alle effettive capacità produttive di un’azienda – bensì di una scelta deliberata: si tratta di un’ipotesi che dovremo indagare con attenzione in futuro, ipotesi purtroppo non impossibile nonostante la ferocia che la caratterizzerebbe ma che, anzi, sarebbe perfettamente coerente con la logica del capitale.

Enrico Voccia

NOTE

[1] https://scienze.fanpage.it/da-pathfinder-a-curiosity-com-e-cambiata-l-esplorazione-di-marte/ .

[2] In rete sta girando la seguente battuta: “Astrazeneca: il vaccino per epidemiologi, virologi, immunologi, matematici, logici, statistici”.

[3] https://www.ilsole24ore.com/art/astrazeneca-gran-bretagna-trombosi-e-coauguli-meno-frequenti-i-vaccinati-rispetto-chi-non-ha-ricevuto-dose-AD7U6SQB .

[4] https://www.today.it/rassegna/pericoli-tachipirina-paracetamolo_1.html .

[5] Suggerisco innanzitutto per un primo approccio i video di Giacomo Moro Mauretto, un giovane biologo e divulgatore scientifico sul suo canale youtube Entropy for Life “Questione Astrazeneca: Un Discorso Razionale” (https://www.youtube.com/watch?v=iD3oTeKfGKc&t=6s), “AIFA Blocca AstraZeneca: due Parole ‘Tranquille’” (https://www.youtube.com/watch?v=2K5zXEThke4) e “DUE PAROLE CONCLUSIVE (Questo Video Forse si Autodistruggerà)” (https://www.youtube.com/watch?v=J6ri7JGHJxI). Per un approccio un po’ più evoluto si veda https://it.wikipedia.org/wiki/Significatività ed i relativi link, dove si segnalano anche i limiti del concetto che, però, in questo caso, dati i numeri bassissimi, sono da considerare molto relativamente.

[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Verifica_dei_fatti .

[7] https://www.youtube.com/watch?v=glJXTWl9FB4 .

[8] Il che comunque non significa niente, dato che tale vaccino viene somministrato per lo più a persone anziane e, quindi, con un tasso di mortalità superiore.

[9] https://www.financialounge.com/news/2020/11/24/quanto-costeranno-tre-vaccini-anti-covid/

[10]https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/astrazenca-disponibile-a-vedere-licenza-produzione-26354c7e-e050-46c7-aaad-ee51f6edcde9.html.

[11] https://it.wikipedia.org/wiki/Cartello_Phoebus .

[12] Vedi DANNORIRITZER, Cosima, “L’Inganno della Lampadina L’Obsolescenza Programmata”, History Channel, https://www.youtube.com/watch?v=cdmY_yUj8vo : da 08:18 a 10:33 sono visibili i documenti originali con le multe somministrate.

[13] https://valori.it/vaccino-agnoletto-modello-big-pharma-non-funziona-dossier-covid/ .