91 fermati per un mazzo di fiori. Prove di dittatura a Roma

Nella giornata di domenica, mentre stiamo per chiudere il giornale, arriva da Roma una notizia gravissima. La polizia ha fermato 91 persone che intendevano commemorare Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Avevano appena apposto dei fiori su un palo vicino al luogo in cui i due sono morti dieci giorni fa. Circondate da un imponente schieramento di polizia sono state caricate su pullman e portate in questura.

È stato applicato il fermo preventivo, misura prevista dal recente decreto sicurezza per chi è sospettato di pericolosità durante manifestazioni pubbliche, la cui applicazione dovrebbe comunque essere basata su indizi concreti (armi, precedenti specifici). Nei giorni precedenti, il questore di Roma aveva vietato la commemorazione perché “in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica, attesa la inclinazione ideologica dell’anarchismo contro l’ordine costituito” come si legge nel comunicato ufficiale.

La presidente del consiglio si è attribuita la responsabilità dell’operazione e parlando dell’ultimo decreto sicurezza afferma che “Non serve a limitare la libertà di manifestare, come sosteneva certa sinistra. Serve, al contrario, a garantire che le manifestazioni si svolgano in modo pacifico.”

I fatti stessi dimostrano le menzogne usate dalle autorità.

Per garantire la libertà di manifestare si fermano persone che portano pacificamente fiori per una commemorazione. La questura afferma che per difendere i valori della convivenza civile e democratica deve essere impedita qualsiasi manifestazione dell’anarchismo.

Di cosa ha paura il questore? Perché non vuole che i manifestanti si avvicinino al luogo dove sono tragicamente scomparsi Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano?

Le menzogne delle autorità affermano una grande verità: i governi degli stati cosiddetti democratici stanno tentando di instaurare regimi totalitari in cui non solo vengono limitate le libertà di manifestare il proprio pensiero, ma viene addirittura represso il pensiero non uniformato ai valori affermati dal governo. Il governo risponde con la repressione e l’autoritarismo al proprio fallimento. Nel 1922, i nonni di tanti che oggi siedono nei banchi della maggioranza misero fuori legge le opposizioni, a partire dal movimento anarchico.

Bisogna non arretrare di un passo per difendere la libertà, nostra e di tutt3.

La Redazione

Related posts