Siamo sempre il 99%, ma uno ci manca

Il 2 settembre 2020 David Graeber è morto all’improvviso, a soli 59 anni, in un’ospedale di Venezia, per cause, al momento in cui scriviamo (6 settembre 2020), non ancora del tutto note – probabilmente una grave complicanza di una patologia pregressa.

Anarchico, membro del International Workers of the World, David è stato tra i più noti protagonisti dei movimenti di massa nordamericani, dal movimento cosiddetto “No Global” ad Occupy Wall Street: suo era lo slogan “Noi siamo il 99%”[1] che ha caratterizzato quello che, a detta di Noam Chomsky, era stato il più numeroso e radicato movimento popolare che aveva incontrato nella sua vita. Anche se, licenziato dall’Università di Yale a causa delle sue opinioni politiche, si era dovuto trasferir oltreoceano per proseguire la sua attività di scienziato sociale, la sua influenza sui movimenti di opposizione nordamericani di questi giorni è evidente a chiunque abbia letto il “Rivoluzione. Istruzioni per l’Uso”:[2] il testo, una descrizione antropologica del cosiddetto movimento “No Global” a partire dagli appunti di “osservatore partecipante” presi durante la sua esperienza militante all’interno, mostra come tra gli obiettivi principali del movimento anarchico nordamericano ci fosse il superamento delle divisioni “razziali” che indebolivano nel paese a stelle e strisce la portata dell’opposizione di classe alle forme della gerarchia politica ed economica. Negli ultimi anni, inoltre, si era contraddistinto per l’appoggio alla causa del Confederalismo Democratico del Rojava.

Militante anarchico ma anche scienziato sociale di enorme portata: David era a giudizio di moltissimi il più grande antropologo sociale vivente. Scrittore sociale estremamente prolifico, tra i suoi testi tradotti in italiano abbiamo, oltre al citato Rivoluzione: Istruzioni per l’Uso, il fondamentale Debito. I Primi 5000 anni[3] e La Rivoluzione che Viene. Come Ripartire Dopo la Fine del Capitalismo,[4] Critica della Democrazia Occidentale. Nuovi Movimenti, Crisi dello Stato, Democrazia Diretta,[5] Frammenti di Antropologia Anarchica,[6] Oltre il Potere e la Burocrazia. L’Immaginazione Contro la Violenza, L’Ignoranza e la Stupidità,[7] Progetto Democrazia. Un’Idea, una Crisi, un Movimento[8] ed il recente Bullshit Jobs.[9]

Proprio con Debito. I Primi Cinquemila Anni avevamo iniziato su questo settimanale la rubrica “Testi per Capire il Presente”: nell’articolo Enrico Voccia diceva come esso era “il riuscitissimo tentativo di una analisi scientifica dei processi economici, da un lato per comprenderli nella loro effettiva realtà, dall’altro per elaborare una strategia militante per opporsi al dominio dell’uomo sull’uomo. Da questo punto di vista può essere paragonato al Capitale di Karl Marx ma con un’ottica molto diversa, non solo per la visione anarchica ed antiautoritaria che pervade Debito ma per la critica radicale che viene portata all’Economia Politica in quanto tale come strumento molto limitato di interpretazione dei fenomeni economici”[10] e ad esso rimandiamo per una lettura analitica del testo chiave della riflessione graeberiana.

La ricerca antropologica di David non era però certo nata con Debito e tanto meno si era fermata ad esso, come si può notare dalla bibliografia che abbiamo inserito nelle note e che si riferisce, tra l’altro, solo alla sua produzione tradotta in lingua italiana cui fa parte, nel nostro piccolo, la traduzione del suo breve saggio “Sulle Macchine Volanti e la Caduta Tendenziale del Saggio di Profitto”,[11] pubblicato come Quaderno di Umanità Nova.[12] Come si può notare dai testi che abbiamo messo in bibliografia, l’analisi delle dinamiche economiche viste dal punto di vista antropologico, dei movimenti di opposizione e della burocrazia ha costituito sempre il centro della sua attenzione di studioso e sicuramente analizzeremo nella rubrica “Testi per Capire il Presente” altre sue opere. Da un punto di vista forse un po’ più strettamente militante ricordiamo, infine, negli ultimi tempi il suo interesse verso l’esperienza del Confederalismo Democratico in Rojava.[12] Insomma, noi siamo sempre il 99% ma uno ci mancherà. Ciao David, che la terra ti sia lieve.

Flavio Figliuolo ed Enrico Voccia

NOTE

[1] Lui stesso ha confermato la paternità (multipla) dello stesso in questi termini: “Io ho suggerito di chiamarci ‘Il 99%’. Poi due indignados spagnoli ed un anarchico greco hanno aggiunto quel ‘noi’ ed in seguito un veterano aggiunse il ‘siamo’. Includerei i loro nomi ma, considerato il modo in cui l’intelligence ha trattato i manifestanti di Occupy Wall Street, meglio non farlo”. Citato in VIOLA, Stefanello, “Morto a 59 David Graeber, l’antropologo anarchico statunitense che ispirò Occupy Wall Street”, Repubblica, 4 settembre 2020.

[2] GRAEBER, David, Rivoluzione: Istruzioni per l’Uso, Milano, RCS libri, 2012.

[3] GRAEBER, David, Debito. I Primi 5000 anni, Milano, Il Saggiatore, 2012.

[4] GRAEBER, David, La Rivoluzione che Viene. Come Ripartire Dopo la Fine del Capitalismo, S. Cesario di Leccem Manni, 2012.

[5] GRAEBER, David, Critica della Democrazia Occidentale. Nuovi Movimenti, Crisi dello Stato, Democrazia Diretta , Milano, Elèuthera, 2012.

[6] GRAEBER, David, Frammenti di Antropologia Anarchica, Milano, Elèuthera, 2011.

[7] GRAEBER, David, Oltre il Potere e la Burocrazia. L’Immaginazione Contro la Violenza, L’Ignoranza e la Stupidità, Milano, Elèuthera, 2013.

[8] GRAEBER, David, Progetto Democrazia. Un’Idea, una Crisi, un Movimento, Milano, Il Saggiatore, 2014.

[9] GRAEBER, David, Bullshit Jobs, Milano, Garzanti, 208.

[10] VOCCIA, Enrico, “Testi per Capire il Presente. David Graeber – Debito”, in Umanità Nova, anno 100, n° 23, pp. 6-8.

[11] GRAEBER, David, “Sulle Macchine Volanti e la Caduta Tendenziale del Saggio di Profitto”, traduzione di Enrico Voccia, liberamente scaricabile all’indirizzo:

https://mega.nz/#F!LJJR2C6R!xwPzJqo3FCXd2VnzxE-uJA

[12] Vedi ad esempio il suo intervento in SANTI, Norma e VACCARO, Salvo (a cura di), La Sfida Anarchica in Rojava, Pisa, BFS, 2019.

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