Manifestazioni e proteste continuano in Iran

Pubblichiamo la traduzione di due contributi scritti da un compagno curdo membro del KAF-Kurdish Anarchist Front aderente all’IFA.

Le proteste in Iran dopo 5 giorni si sono diffuse a circa 30 città. Intanto la Gendarmeria e i Guardiani della Rivoluzione hanno risposto con brutalità e continuano a reprimere i manifestanti uccidendoli, arrestandoli e rapendoli. Non ci sono dati certi, e nessuno sa quante persone siano state uccise o ferite, arrestate o rapite. Ciò che è certo, comunque, è che le persone sono andate oltre alle semplici manifestazioni e proteste, e che il movimento è diventato una rivolta.

Allo stesso modo, le consuete rivendicazioni relative all’aumento del costo dei beni di prima necessità si sono trasformate in rivendicazioni politiche, che trovano eco in slogan quali «Abbasso il regime», «Fuori, fuori, dittatori», «Donne, vita, libertà» e molti altri. Nel frattempo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian dichiara che sta cercando di dialogare pacificamente con i manifestanti, afferma di «ascoltare le loro richieste, risolvere i loro problemi e voler incontrare i loro rappresentanti per parlare con loro». Tuttavia, come ha affermato Farhad (nome fittizio), uno studente universitario, «Solo uno sciocco potrebbe credergli. Se vogliono ascoltarci, perché ci uccidono per strada? Perché non rilasciano i prigionieri? Perché non cambiano la vita delle persone?».

Tra alcuni iraniani e iracheni circolano numerose letture e analisi sulla situazione attuale, molte delle quali sono pessimistiche e suggeriscono addirittura che l’esito potrebbe essere peggiore. Queste opinioni sono spesso giustificate da esempi degli anni precedenti, come Iraq, Egitto, Libia e Siria. Inoltre, alcuni esponenti della sinistra e marxisti sostengono che sostituire un regime con un altro non migliorerà la vita dei lavoratori. Naturalmente, proprio come le rivolte sono imprevedibili, anche i loro esiti non seguiranno necessariamente i nostri piani, desideri o obiettivi. Ciò che è chiaro è che il corso della storia non può essere fermato da nessuno e che il cambiamento spesso avviene al di là della nostra volontà. Se la rivolta iraniana avrà successo, credo che ci saranno grandi cambiamenti non solo in Iran, ma in tutta la regione.

Primo, ripristinerà la volontà e la fiducia delle persone in se stesse. Quando saranno in grado di cambiare un regime che è al potere da 47 anni e che ha controllato tutti gli aspetti della vita, saranno in grado di cambiare più facilmente i futuri governanti. Il popolo iraniano acquisirà un’esperienza preziosa che potrà servire da esempio per il mondo intero, in particolare per la regione.

Secondo, i cambiamenti in Iran getteranno le basi per un cambiamento in Iraq, poiché in Iraq è opinione diffusa che l’Iran domini e controlli molti aspetti del Paese e abbia dirottato ingenti somme di denaro iracheno verso l’Iran e le forze filo-iraniane.

Terzo, la minaccia di attacchi israeliani e statunitensi contro l’Iran scomparirebbe, anche se solo temporaneamente. Ciò non solo eviterebbe vittime, ma ripristinerebbe anche un certo grado di sicurezza nella regione per un certo periodo di tempo.

Quarto, le principali potenze sciite e sunnite che si fronteggiano si armeranno meglio, dando impulso alle aziende produttrici di armi e munizioni nei paesi sviluppati. Ciò incoraggia anche la formazione di gruppi armati in altri paesi per combattere tra loro ed essere utilizzati come proxy contro Israele e gli Stati Uniti. Con un cambio di regime in Iran, queste tensioni si attenuerebbero in una certa misura, anche se solo temporaneamente.

Quinto, i partiti politici dipendenti dalle autorità iraniane perderebbero il loro sostegno logistico, ideologico, militare e finanziario, indebolendosi.

Sesto, si verificherebbe un indebolimento dei partiti nazionalisti e di altri partiti autoritari in Iran, il che rappresenterebbe uno sviluppo molto positivo.

Settimo, l’esperienza quarantasettennale degli iraniani con questo regime rende meno probabile che un altro regime religioso prenda il suo posto, portando a miglioramenti significativi nella situazione delle donne in Iran. Ottavo, è chiaro che le manifestazioni e le rivolte sono sempre motivate da necessità fondamentali, dall’aumento dei prezzi e dalla mancanza di libertà, non da obiettivi lontani come quelli immaginati dai marxisti e dalla sinistra che mirano a instaurare un governo dei lavoratori o una dittatura del proletariato. Dobbiamo capire che le persone danno la priorità all’accesso sicuro al cibo e ai beni di prima necessità rispetto agli slogan altisonanti dei partiti e delle organizzazioni autoritarie. Le persone che soffrono la fame, non hanno assistenza sanitaria o non possono mandare i propri figli a scuola non possono aspettare un governo operaio o proletario migliore; hanno bisogno di soluzioni immediate.

Indubbiamente, i punti sopra citati sono i principali aspetti positivi di un cambiamento nel regime dei mullah in Iran. Ci sono molti altri vantaggi che non è necessario discutere in questa sede. Allo stesso tempo, la rivolta potrebbe essere messa a tacere o repressa, sia attraverso il controllo dei partiti politici, cosa improbabile, sia attraverso negoziati delle autorità con alcuni manifestanti scelti come inviati, piuttosto che attraverso l’elezione di delegati tramite assemblee di massa e democrazia diretta. Un altro pericolo significativo è il coinvolgimento dei leader statunitensi, europei, russi e israeliani, che hanno fortemente influenzato la copertura mediatica e hanno apertamente sostenuto i manifestanti. A mio parere, e secondo molti altri, il successo di questa rivolta sarebbe molto positivo. Il popolo iraniano è altamente cn gerarchiche nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle strade e nei quartieri, praticando la democrazia diretta. Insieme, possono attuare queste decisioni, lavorare collettivamente e creare cooperative per gestire e migliorare le proprie vite. Questo è necessario, e la vita dimostra che comunità socialiste o anarchiche, piccole o grandi che siano, possono essere create e servire da esempio per altri luoghi e regioni. Speriamo che le persone che guidano la rivolta in Iran stiano compiendo questi passi.onsapevole ed esperto: proprio come i lavoratori e i cittadini si sono organizzati durante la cosiddetta rivoluzione del 1978-1979, ora possono agire con ancora maggiore esperienza, sia in Iran che a livello globale. Possono prendere decisioni importanti autonomamente attraverso assemblee non gerarchiche nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle strade e nei quartieri, praticando la democrazia diretta. Insieme, possono attuare queste decisioni, lavorare collettivamente e creare cooperative per gestire e migliorare le proprie vite. Questo è necessario, e la vita dimostra che comunità socialiste o anarchiche, piccole o grandi che siano, possono essere create e servire da esempio per altri luoghi e regioni. Speriamo che le persone che guidano la rivolta in Iran stiano compiendo questi passi.

Ottavo, è chiaro che le manifestazioni e le rivolte sono sempre motivate da necessità fondamentali, dall’aumento dei prezzi e dalla mancanza di libertà, non da obiettivi lontani come quelli immaginati dai marxisti e dalla sinistra che mirano a instaurare un governo dei lavoratori o una dittatura del proletariato. Dobbiamo capire che le persone danno la priorità all’accesso sicuro al cibo e ai beni di prima necessità rispetto agli slogan altisonanti dei partiti e delle organizzazioni autoritarie. Le persone che soffrono la fame, non hanno assistenza sanitaria o non possono mandare i propri figli a scuola non possono aspettare un governo operaio o proletario migliore; hanno bisogno di soluzioni immediate.

Indubbiamente, i punti sopra citati sono i principali aspetti positivi di un cambiamento nel regime dei mullah in Iran. Ci sono molti altri vantaggi che non è necessario discutere in questa sede. Allo stesso tempo, la rivolta potrebbe essere messa a tacere o repressa, sia attraverso il controllo dei partiti politici, cosa improbabile, sia attraverso negoziati delle autorità con alcuni manifestanti scelti come inviati, piuttosto che attraverso l’elezione di delegati tramite assemblee di massa e democrazia diretta. Un altro pericolo significativo è il coinvolgimento dei leader statunitensi, europei, russi e israeliani, che hanno fortemente influenzato la copertura mediatica e hanno apertamente sostenuto i manifestanti. A mio parere, e secondo molti altri, il successo di questa rivolta sarebbe molto positivo. Il popolo iraniano è altamente cn gerarchiche nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle strade e nei quartieri, praticando la democrazia diretta. Insieme, possono attuare queste decisioni, lavorare collettivamente e creare cooperative per gestire e migliorare le proprie vite. Questo è necessario, e la vita dimostra che comunità socialiste o anarchiche, piccole o grandi che siano, possono essere create e servire da esempio per altri luoghi e regioni. Speriamo che le persone che guidano la rivolta in Iran stiano compiendo questi passi.onsapevole ed esperto: proprio come i lavoratori e i cittadini si sono organizzati durante la cosiddetta rivoluzione del 1978-1979, ora possono agire con ancora maggiore esperienza, sia in Iran che a livello globale. Possono prendere decisioni importanti autonomamente attraverso assemblee non gerarchiche nei luoghi di lavoro, nelle università, nelle strade e nei quartieri, praticando la democrazia diretta. Insieme, possono attuare queste decisioni, lavorare collettivamente e creare cooperative per gestire e migliorare le proprie vite. Questo è necessario, e la vita dimostra che comunità socialiste o anarchiche, piccole o grandi che siano, possono essere create e servire da esempio per altri luoghi e regioni. Speriamo che le persone che guidano la rivolta in Iran stiano compiendo questi passi.

Zaher Baher

01/01/2026

——————————————————-

La situazione in Iran, come in molti paesi, è deteriorata in quasi ogni aspetto della vita. L’alta inflazione, il crescente valore del dollaro, della sterlina e dell’euro, il collasso della moneta nazionale, l’impennata del costo della vita, la mancanza delle libertà fondamentali ha creato condizioni insopportabili. Repressione, arresti, rapimenti, e violenza contro tutti coloro che prendono posizione contro il regime sono diventati routine.

Queste condizioni hanno portato a manifestazioni e proteste che sono iniziate tre notti fa a Teheran [27/12/25] e da allora si sono diffuse in molti quartieri, e in città come Karaj, Qeshm Island, Hamadan, Kerman, Alborz, e altre. Negozi e mercati sono chiusi in solidarietà con i manifestanti e per unirsi al movimento.

La società iraniana ha caratteristiche specifiche che danno forma a queste rivolte. Un’ampia porzione della popolazione è giovane e in larga parte disoccupata . Il paese è stato governato per più di quattro decadi da un regime clericale dittatoriale. Allo stesso tempo, c’è una classe lavoratrice cosciente e con esperienza di lotta in molti settori, in particolare nell’industria del petrolio e del gas. Decadi di repressione e di fallimento delle organizzazioni politiche ha lasciato la popolazione profondamente disillusa ma anche ricca di esperienza.

Ciò che sta accadendo oggi è la continuazione di rivolte precedenti, incluse le proteste studentesche del 1999 e 2003, il Movimento Verde del 2009-2010, le proteste generalizzate e gli scioperi del 2018-2019, le proteste per l’aumento del costo dei carburanti del 2019-2020, e il Movimento Donna, Vita, Libertà del 2022-2023.

Le attuali manifestazioni, che sono iniziate il 27 Dicembre hanno uno sviluppo ed un esito ancora incerti. Stanno incontrando una estrema repressione, inclusi l’uso di proiettili letali sparati ad altezza uomo, arresti, uccisioni e rapimenti.

Dopo tutte queste esperienze dolorose ma di valore, c’è la speranza che le persone si autorganizzeranno nei quartieri, nelle strade, nelle scuole, e sui luoghi di lavoro attraverso gruppi non gerarchici e orizzontali. Formando assemblee di quartiere e assemblee di livello cittadino, le persone possono prendere decisioni collettive e praticare l’azione diretta attraverso una genuina democrazia diretta.

Zaher
30/12/2025

Related posts