Camillo Berneri su Sacco e Vanzetti

Un articolo sul <<Germinal>> di Chicago 15 settembre 1927

Introduzione al testo

Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti erano due militanti anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti d’America all’inizio del ‘900.

Sacco di professione faceva l’operaio in una fabbrica di scarpe. Vanzetti, invece, dopo aver a lungo girovagato negli Stati Uniti d’America facendo molti lavori diversi, divenne pescivendolo.

I due furono arrestati a Boston con l’accusa di rapina e omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio «Slater and Morrill» di South Braintree.

La falsità delle accuse e la totale innocenza dei due accusati venne presto a galla. Clamorosa, a questo proposito, fu la confessione del detenuto portoghese Celestino Madeiros, che scagionava i due e che invece non spostò l’opinione dei giudici. Nonostante la mobilitazione di massa a loro favore in tutto il mondo; nonostante gli appelli di intellettuali di grande levatura come ad esempio Bernard Shaw, Einstein, Russell, Dewey e altri; dopo un lungo calvario giudiziario durato 7 anni, Sacco e Vanzetti furono uccisi tramite sedia elettrica il 27 agosto 1927.

Il sacrificio dei due anarchici italiani divenne un simbolo dell’ingiustizia, della ferocia e dell’arroganza del sistema giudiziario statunitense, ma più in generale della società americana.

Sacco e Vanzetti erano stati barbaramente assassinati perchè anarchici, sovversivi, ma anche perchè immigrati italiani, definiti dagos cioè reietti, emarginati.

Sulla vicenda di Sacco e Vanzetti, a pochi giorni dall’esecuzione avvenuta, Camillo Berneri scrive sulle pagine del giornale anarchico italo-americano Germinal.

E’ un accorato grido di protesta politica ed umana quello che recita Berneri nel suo articolo, ma contemporaneamente in esso la vicenda di Sacco e Vanzetti viene inquadrata nel contesto internazionale che si va profilando in quella seconda parte degli anni ’20. Un contesto in cui “La guerra ha sviluppato i germi della reazione politica e dell’oppressione sociale in quasi tutte le nazioni di Europa, ed ha asservito l’Europa al capitalismo americano“.

L’esecuzione dei due anarchici italiani è dunque letta in questo quadro, come un segnale di dominio che il capitalismo americano da al vecchio capitalismo europeo nel momento in cui l’egemonia economico-finaziaria del mondo sta passando decisamente nelle mani di Wall Street.

Claudio Strambi

La Tragedia mondiale

L’episodio che si è concluso con l’esecuzione di due eroi innocenti è mostruoso quanto terribile.

Un tempo, quando la corda impiccatrice si spezzava era la grazia. Quei tempi si chiamano barbari, oggi. Oggi in cui è possibile un’esecuzione capitale dopo un ripetuto aprirsi e richiudersi di parentesi speranzose, che ha aggiunto ingiustizia ad ingiustizia, ferocia a ferocia; fino a raggiungere il fantastico.

L’atroce attesa, l’evidente innocenza, la agitazione mondiale avevano fatto sperare che la mostruosità giudiziaria del Massachusetts avesse per epilogo la liberazione. Invece è stata la morte.

E la morte di Sacco e Vanzetti è una sventura che colpisce la civiltà intera non solo come cordoglio universale, ma anche, ma soprattutto come segno dei tempi.

Non è il solo Massachusetts retrogrado e plutocratico che sfida l’Europa. Sono gli Stati Uniti: la sua borghesia, il suo governo, Wall Street.

I sei anni, le sei eternità di supplizio, la angoscia dei genitori e dei parenti, la barbarie dei giudici e del governatore, la cinica venalità, la durezza inumana, l’insidia criminale sono gli elementi immediati e particolari del dramma, ma il dramma ha, nelle sue origini e nelle sue ripercussioni, una estensione infinitamente più vasta delle corti di giustizia, della cella, della cappella funebre, della stanza di morte. Il dramma ha assurto importanza mondiale con la ripulsa della domanda di grazia. L’implacabilità di Fuller non è insolita durezza, ferocia fine a sé stessa. Fuller è boia per il suo ceto, per la sua classe, per la sua patria, forse. E la testardaggine dei giudici non è spiegabile per tutti con la corruzione o l’errore. E’ il mito dell’infallibilità della giustizia che alcuni di essi hanno difeso. L’inquisizione continua!

Se i giudici non hanno dovuto cedere, se Fuller ha potuto essere implacabile, si è perché accanto, attorno afd essi è sorto tutto il conservatorismo xenofobo. Ieri bastava una corda, un fanale e una ciurma di boia improvvisati. Oggi ci vuole la sedia elettrica per essere all’altezza dei tempi. Così il linciaggio, improvvisa, rapida, isolata tragedia è superato. Si aggiungono il tormento del processo, del carcere, della vigilia funebre. Ma non è questa la maggiore terribilità, ripeto. La vera tragedia è nel fatto che due innocenti possano essere giustiziati quando tutto il mondo CIVILE protesta epr la loro innocenza ed ammira la loro purezza d’animo.

Con l’esecuzione di Sacco e Vanzetti l’inquisizione americana dice all’ Europa , al mondo: – non ti temo. Non credere di irretire e divagare i miei giudici con ricorsi assiomatici, con plebisciti numerosissimi, con comizi e con cortei grandiosi. E’ l’American Legion, è il Ku Klux Klan che conta, e non i vostri comitati. E’ il volere dei banchieri e degli industriali, dei commercianti che conta e non le chiacchiere dei letterati, dei filosofi, degli artisti, degli scienziati. Così non parla zio Sam in veste di governatore, di giudice, di giornalista. Ma questo è il significato della tragedia di Boston.

La guerra ha sviluppato i germi della reazione politica e dell’oppressione sociale in quasi tutte le nazioni di Europa, ed ha asservito l’Europa al capitalismo americano.

Oh, la prudenza della stampa ufficiale di Francia e d’Italia. Oh, la prudenza del Papa e di Mussolini.

Wall Street governa l’Europa. Sul piedistallo ginevrino della Società delle Nazioni si erge il vitello d’oro americano. A lui gli incensi della stampa gialla, a lui i più ostinati segni di reverenza e di simpatia dei governi dittatoriali.

Il governo ed il capitalismo degli Stati Uniti sono i banchieri della reazione europea. Ogni voce che si erga dal popolo è voce che si infrange sui gradini del tempio di Mammona. L’Europa intera non ha rimproveri, né ammonimenti, né consigli da dare. La parente indebitata è esclusa dai consigli di famiglia. Se strilla le si dice: paga! E v’è di peggio. I governi che ancora ondeggiano, come quello francese, fra la reazione ed il liberalismo sono spinti dal governo e dal capitalismo americano verso la prima.

L’esecuzione di Sacco e Vanzetti è un passo avanti della reazione. Le disperate proteste lampeggiano, mentre il cielo si abbassa. Guardando le nubi nere che si addensano sul mondo, occorre un esame della situazione che ci dia una chiara coscienza delle forze di resistenza, che ci persuada che è necessario un lucido, costante, tenacissimo volere. Se gli entusiasmi e gli sdegni di questi anni di passione scaturiscono da profonde attitudini dell’animo, e non da un’ebrietà sfrenata e passeggera, sapremo polarizzare e potenziare le nostre forze, organizzandole, impiegandole razionalmente con soste e riprese, con scatti e temporeggiamenti. Noi non diciamo come la conservatrice “Deutsche Zeitung” di Berlino che ” se i giudici avessero ceduto, la strada sarebbe divenuta il potere supremo”, ma crediamo che la morte dei dei nostri due eroici fratelli sia una sconfitta proletaria. Prepariamoci a difendere le ultime posizioni! La causa di Sacco e Vanzetti è la causa della libertà e della giustizia. Per la vecchia Europa, per la troppo giovane America, per l’umanità tutta, lottiamo con serena energia, con intelligente coraggio. Così vendicheremo i nostri martiri! Così ci renderemo compagni dei nostri eroi!

C. Berneri

Da <<Germinal>> (Chicago), anno II, n. 16, 15/9/1927