Centenario di Umanità Nova

Noi sappiamo, per lunga esperienza, il vivo spirito di sacrificio che anima i compagni quando si tratta della propaganda e non dubitiamo che essi risponderanno degnamente a questo nostro appello. (…) Contro la strapotenza della stampa borghese è tempo che un’altra voce – oltre quella socialista – si elevi quotidianamente a rintuzzare le menzogne ufficiali, a svelare le mistificazioni giornalistiche pagate da cricche dominanti, a mettere a nudo le verità che più fanno paura è più sono combattute e falsate. (…) chi aspira ad un maggior incremento della nostra propaganda e dei nostri mezzi di lotta e di difesa, risponda all’appello e coopero del suo meglio perché il progetto del QUOTIDIANO ANARCHICO sia presto una realtà compiuta.

Così recitava una circolare interna al movimento diffusa dopo il convegno di Firenze dell’aprile 1919, in cui, oltre alla costituzione dell’Unione Comunista Anarchica Italiana, fu fatta propria da tutto il movimento anarchico la proposta di Ettore Molinari, Nella Giacomelli ed Emilio Spinaci, delegat* di Milano, di fondare un giornale nazionale.

A novembre tutto era pronto: la stamperia e i quattro locali dell’amministrazione e della redazione, attendevano solo la carta ed Errico Malatesta, capo redattore. Il governo cercò in tutti i modi di ostacolare l’uscita del giornale, tra cui l’arresto dello stesso Malatesta, ma la minaccia e la messa in atto di scioperi generali fecero in modo che il 27 febbraio 1920 uscisse il primo numero di Umanità Nova, 4 pagine, edizione serale, per evitare agli operai della tipografia di lavorare di notte, 10 centesimi con una prima tiratura di 9000 copie fino ad arrivare ad oltre 50.000 nei mesi successivi.

Da allora, Umanità Nova, se pur in versione settimanale, non ha mai smesso di essere stampato e diffuso, dando voce all’anarchismo sociale, in modo completamente autofinanziato. Con la riapertura di settembre inizieranno anche i preparativi per il Centenario. Un concorso per grafici e disegnatori, opuscoli, nuovi gadget, iniziative pubbliche e convegni sono solo alcune delle idee già in cantiere. Ora come allora abbiamo bisogno del sostegno di tutti i compagni e le compagne. Solo attraverso le collaborazioni, le sottoscrizioni, gli abbonamenti e le iniziative benefit possiamo continuare questa avventura straordinaria.