1894-2024 Centotrent’anni dai moti della Lunigiana

La forza della lotta contro le ingiustizie sociali e l’iniquità del potere

Ricordiamo con orgoglio l’anniversario dei moti di Carrara, altresì conosciuti e passati alla storia come moti della Lunigiana, iniziati il 13 gennaio a seguito della notizia della repressione in atto ai danni della popolazione siciliana esasperata dal potere coercitivo delle classi dominanti e dalle indigenti condizioni economico sociali nella quale era costretta.
La rivolta nell’isola fu sedata dal governo Crispi con ferocia e violenza inaudita con l’intervento dell’esercito che rispose alle richieste di giustizia sociale con le pallottole.
In tutta la penisola italiana vi furono manifestazioni di solidarietà, a Carrara si proclamò uno sciopero in solidarietà al popolo siciliano; varie similitudini accomunavano il proletariato siculo e quello carrarese: al sud vi erano ricchissimi nobili latifondisti, all’ombra delle Apuane i cosiddetti baroni del marmo costituivano la classe dominante che godeva della ricchezza immensa derivante dal monte e dal suo marmo. Anche la comunanza tra le controparti, ovvero la condizione di sfruttamento, era innegabile per i lavoratori siciliani o carraresi.
Questo sciopero solidale nei confronti dei siciliani si trasformò in rivolta con scontri a fuoco,  sabotaggi, assalti e barricate. Negli scontri persero la vita 11 rivoltosi davanti alla caserma Dogali e altre due vittime vi furono ad Avenza.
Fu decretato lo stato d’ assedio, seguirono rastrellamenti e arresti, trecento persone, tra cui duecento anarchici, furono processate: le condanne andarono dal domicilio coatto a venti anni di reclusione per un totale di 454 condanne e ben 2500 anni di galera!
Galera per chi ha in cuor suo ideali di libertà, uguaglianza e giustizia sociale, per chi crede nella valenza e nella forza della lotta corale contro le ingiustizie e ha la capacità di combattere il potere sempre e ovunque con l’obiettivo di una nuova umanità nella quale prosperi solidarietà, aiuto reciproco, libertà e comunismo.
Centotrenta anni sono passati, ma la lotta tra sfruttati e sfruttatori è ancora in corso, e lo Stato reprime il dissenso.

Nell’anno in corso come anarchici renderemo omaggio ai moti del 1894 portando avanti iniziative che avranno come filo conduttore appunto la rivolta nel carrarese.

GRUPPO GERMINAL FAI

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