Vaccini, complotti, salute, soldi

ricerca1-300x181La decisione del governo di imporre la vaccinazione ai bambini con un decreto legge diventato operativo in questi giorni ha il sapore di un intervento a gamba tesa, che ben lungi dallo sconfiggere una delle tante versioni della teoria del complotto, contribuisce paradossalmente a rinforzarla.
Molti, anche tra coloro che non hanno una posizione antivax, hanno puntato il dito sulla ministra Lorenzin, considerata alleata delle Big Pharma nel business dei vaccini.
Come vedremo il core business di Big Pharma sono le malattie e non la prevenzione. Il vaccino contro l’epatite rende tre dollari, i medicinali per curare la malattia tra i 30 e i 40 dollari.
Resta il fatto che la formulazione del decreto è estremamente violenta. Se ogni imposizione di Stato è in se intollerabile, il ricatto sulla scuola e la minaccia di togliere i figli ai genitori inadempienti lo è più del consueto.
In questa vicenda si intrecciano più piani di riflessione, che abbiamo tentato di separare sul piano analitico, pur rendendoci conto che l’intrico è difficile da dipanare.
Chi sostiene che in ballo ci sia la libertà di cura non considera che i vaccini vengono fatti a bambini molto piccoli che non possono valutare rischi e vantaggi individuali e collettivi della pratica vaccinale.
Affidare ai genitori o allo Stato la decisione appare la classica scelta tra la padella e la brace.
Non solo. La pratica vaccinale inerisce una nozione i cui confini sono spesso difficili da individuare: la “salute pubblica”.
La libertà di non vaccinare i propri figli non solo li espone al rischio di contrarre gravi malattie ma espone tutti quelli che non possono essere vaccinati allo stesso rischio. Bambini affetti da gravi patologie non possono essere vaccinati, nei due terzi più poveri del pianeta ci sono milioni di bambini e adulti non vaccinati che potrebbero contrarre la malattia.
Risolvere la questione a colpi di decreti e imposizioni non è certo un buon modo per favorire il diffondersi di un’attitudine critica verso le mille teorie del complotto che spiegano tutto, senza farci capire nulla.
Lorenzin è la ministra del fertility day: il suo decreto rischia di avere il solo significativo effetto di far crescere il consenso al partito dei complotti, il M5S. Chi la può ritenere credibile quando impone la vaccinazione obbligatoria? Va da se che nessuno le proporrebbe di fare una seria campagna informativa sui vaccini. Chi ha visto gli spot del fertility day si potrebbe piegare dalle risate.
Resta il fatto che l’informazione è il nodo da sciogliere. Possiamo, grazie ad una rete di medici, ricercatori e studiosi che non si piegano né ai dicktat del governo, né alle pressioni di Big Pharma, né alle fantasie complottiste, costruire dal basso uno sguardo critico sulla nostra salute, sulla necessità di spezzare il legame tra business e benessere, lottare per l’eliminazione della proprietà intellettuale, batterci per un’educazione sanitaria diffusa.
La crescente sfiducia nelle istituzioni sanitarie, scosse da continue inchieste su ruberie, furti, malasanità, contribuisce ad accrescere la diffidenza verso la ricerca scientifica tout court. Questa sfiducia spesso investe anche chi lavora nella ricerca, spesso senza sovvenzioni né pubbliche né private.
La nostra salute, la salute di chi non ha soldi o ne troppo pochi per garantirsela, non interessa ai governi che si sono secceduti in questi anni. I continui tagli che hanno messo in ginocchio il circuito sanitario statale ne sono la prova. La scelta di aumentare la spesa di guerra è invece il segno che le risorse ci sono ma i vari esecutivi hanno preferito impiegarle per le imprese di morte, piuttosto che per la vita di noi tutti.
Il diffondersi della pratica vaccinale ha portato alla scomparsa di una malattia grave e mortale come il vaiolo. Lo stesso risultato è a portata di mano per difterite e poliomelite. Peccato che i movimenti no vax stiano mettendo a rischio questo obiettivo.
Paradossalmente il senso di sicurezza dovuto al successo della vaccinazione di massa, apre le porte al diffondersi di teorie che la suppongono inutile e dannosa.
Il vaccino tutela chi lo fa, perché impedisce l’insorgere della malattia, tutela anche i bambini immunodepressi e quelli che rischiano di sviluppare reazioni autoimmuni, che non possono essere vaccinati. Se i bambini sani sono vaccinati, quelli immunodepressi non rischiano di infettarsi.
Questa verità banale è oggi messa in discussione da un numero crescente di genitori che negli ultimi anni hanno deciso di non vaccinare i propri figli, perché spaventati dalla marea di informazioni diffuse in salsa simil scientifica in rete.
Chi naviga in internet e sceglie di fare un viaggio nel pianeta dei vaccini, scopre che più del 70% dei siti, pagine facebook, blog sono no vax, solo il 30% è favorevole.
É quindi ovvio che proprio chi vuole informarsi il più possibile nell’interesse dei propri figli, incappando in questa vera onda anomala antivax, finisca con il nutrire dubbi sull’opportunità di vaccinare i propri bambini.
Un buon metodo per orientarsi è prestare attenzione al fatto che in genere i no vax trovano spazio nelle pagine gestite dai numerosi complottisti che popolano il web.
Altro buon metodo è parlare con gli studiosi, i ricercatori, che fanno il loro lavoro avendo ben chiaro il ruolo delle Big Pharma, dello Stato e dei complottisti.
L’info di Blackout ne ha parlato con Ennio Carbone, un compagno che in passato è stato sentito più volte sul ruolo delle Big Pharma, il diffondersi delle epidemie, i poveri che muoiono di malattie curabili, la ricerca scientifica nel nostro paese.
Ascolta la diretta con Ennio:
http://radioblackout.org/2017/06/vaccini-complotti-salute-soldi/
Qui altri approfondimenti:
“Big Pharma. Affari o salute?”
“Ebola e Big Pharma”
“Il prezzo della vita. Come si vive e come si muore di sanità”
“Business e salute. Il giallo dei vaccini”
Ennio è Professore Ordinario di Patologia Generale all’Università della Magna Grecia
Adjunct Senior Lecturer presso il Dipartimento di Microbiologia, e Biologia Cellulare e dei Tumori (MTC) Karolinska Institutet, Stoccolma , Svezia.
Fa parte del Consiglio Direttivo Nazionale della Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica ed Allergologia.
A lui abbiamo rivolto alcune semplici domande.
Come funziona il sistema immunitario?
Quali e quante sono le reazioni avverse ai vaccini?
A chi non devono essere fatti i vaccini? Anche agli immunodepressi o a quelli che sviluppano reazioni atopiche verrà imposta la vaccinazione?
Cos’è l’immunità di comunità?
Perché è calato il grado di vaccinazione in Europa?
Big Pharma e il business dei vaccini. Quali interessi sono in ballo?
 
tratto da
www.anarresinfo.noblogs.org

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