Crescono sempre più gli investimenti europei, come peraltro l’intensità delle fasi di lavorazione, riguardanti la definizione e messa a punto dei nove corridoi ferroviari della rete TEN-T.
Come riportato nel primo bollettino dei Ferrovier3 contro la guerra, il progetto della Rete Transeuropea dei Trasporti – Trans-European Transport Network – TEN-T è composto da tre livelli: rete centrale, rete centrale estesa, rete completa. La rete centrale comprende i collegamenti più importanti tra le principali città e i nodi e deve essere completata entro il 2030. La rete centrale estesa deve essere completata entro il 2040. La rete completa collega tutte le regioni dell’UE alla rete centrale e deve essere completata entro il 2050. Il progetto, peraltro ben analizzato anche nell’articolo apparso sul n. 8 di Umanità Nova già nel 2023 (“Trasportare la guerra. Mobilità militare 2.0 e rete TEN-T), coinvolge l’Italia con quattro corridoi: il Baltico-Adriatico, lo Scandinavia-Mediterraneo, il Reno-Alpi e quello Mediterraneo.
In questo contesto le recenti denunce e iniziative promosse dal collettivo dei Ferrovier3 contro la guerra, alcune delle quali congiunte con il Coordinamento antimilitarista livornese, hanno fatto luce su tutta una serie di cantieri – già conclusi o ancora in fase di ultimazione – inerenti sia i predetti corridoi che i collegamenti con l’arsenale americano di Camp Darby, cantieri che altrimenti sarebbero passati sottotraccia, in quanto (nella migliore delle ipotesi) spacciati da Rete Ferroviaria Italiana come semplici interventi di manutenzione.
Tombolo, Pontedera, Palmanova, Genova Sampierdarena-Parco FuoriMuro e La Spezia Marittima sono alcuni esempi di località interessate dalla militarizzazione della rete ferroviaria civile, portate alla ribalta dell’opinione pubblica con presidi, volantinaggi, interviste e comunicati stampa. Un lavoro significativo, che sta generando a sua volta riflessioni e iniziative ad opera della società civile, delle realtà antimilitariste e delle altre categorie lavorative coinvolte loro malgrado nella spirale bellica.
Eccezione fatta per i lavori effettuati ai due nuovi binari dello scalo di Tombolo (Pisa) che non interessano direttamente i corridoi TEN-T ma più precisamente il collegamento fra il canale Navicelli e l’arsenale USA di Camp Darby, gli interventi a Pontedera, Palmanova, Genova Sampierdarena-Parco FuoriMuro e La Spezia Marittima sono invece diretta risultante sia del progetto della Rete Transeuropea dei Trasporti, sia dell’impiego dual-use della rete ferroviaria, secondo quanto previsto in ambito europeo e italiano.
In applicazione quindi delle direttive della Commissione Ue e del già citato e sviscerato accordo Leonardo-RFI dell’aprile 2024 (vedi Umanità Nova n.22 giugno 2024 “Non apriamo quel segnale! Lottiamo contro i treni militari!) sono stati prodotti i seguenti scenari:
1) Pontedera (Pisa) e Palmanova (Udine): terminato il progetto di adeguamento della lunghezza dei treni a 740 metri nelle stazioni di Pontedera e Palmanova, finanziato dal CEF (Connecting Europe Facility) con 3,8 milioni di euro. Il Progetto prevede l’adeguamento della linea ferroviaria Firenze-Pisa, appartenente al Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della Rete Centrale, e l’adeguamento della linea ferroviaria Udine-Cervignano, appartenente al Corridoio Baltico-Adriatico della Rete Centrale, allo standard infrastrutturale duale, al fine di consentire la circolazione di treni con una lunghezza di 740 metri, rispettivamente nelle stazioni di Pontedera e Palmanova. Il Progetto contribuisce all’adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria della Rete Centrale TEN-T per un trasporto merci efficace ed economicamente efficiente, nonché alla mobilità militare per scopi di addestramento e difesa, consentendo così il duplice utilizzo civile e di difesa della linea ferroviaria Firenze-Pisa e di quella Udine-Cervignano (che collega il nodo di Udine con l’area urbana di Cervignano e i porti di Monfalcone e Trieste). L’adeguamento dell’infrastruttura per i treni lunghi 740 metri sarà realizzato nella stazione di Palmanova mediante l’estensione dei binari 1, 2, 3 e 4, e nella stazione di Pontedera mediante l’estensione del binario 4. In entrambe le stazioni sono stati effettuati adeguamenti degli impianti di sicurezza, segnalamento e trazione elettrica. (Fonte Commissione Europea, “List of completed CEF Transport projects funded under the military mobility envelope“).
2) Genova Sampierdarena-Parco FuoriMuro: il progetto (con termine lavori previsto nel 2027) prevede un finanziamento dell’Unione Europea (CEF) di 28.774.201,50 € erogati a RFI per lo scalo di Genova. La finalità dei lavori è collegare il porto di Genova al corridoio TEN-T Reno-Alpino, aumentando la capacità dei binari per ricevere treni lunghi fino a 750 metri, nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/1679 per il prolungamento dei quattro corridoi di trasporto europei della rete TEN-T verso l’Ucraina e la Moldova. Il progetto prevede la redazione della progettazione esecutiva e la realizzazione degli interventi nel porto strategico di Genova, in particolare nel bacino portuale di Sampierdarena, nell’area del Parco Fuori Muro. L’obiettivo è l’ammodernamento del fascio binari ferroviario, al fine di consentire la circolazione di treni fino a 750 metri di lunghezza. Il progetto prevede inoltre l’installazione del sistema di trazione elettrica, la riconfigurazione del Sistema di Supervisione e Controllo (incluso il Sistema di Supervisione e Controllo Multistazione) e del sistema di segnalamento, garantendo così la circolazione di traffico a duplice uso, civile e militare. L’intervento si inserisce nel progetto complessivo di potenziamento del Nodo ferroviario di Genova, del Terzo Valico dei Giovi e del collegamento ferroviario dell’ultimo miglio del porto.
Nel lungo periodo, l’infrastruttura ferroviaria, a servizio del porto come di Genova, consentirà una movimentazione delle merci più rapida ed efficiente, nonché l’adeguamento del sistema per accogliere treni fino a 750 metri di lunghezza, con benefici per l’intera catena logistica. La finalità dei lavori è collegare il porto di Genova al corridoio TEN-T Reno-Alpino aumentando la capacità dei binari per ricevere treni lunghi fino a 750 metri, nell’ambito del Regolamento (UE) 2024/1679 per il prolungamento dei quattro corridoi di trasporto europei della rete TEN-T verso l’Ucraina e la Moldova (fonte Commissione Europea “Upgrading to Dual Use parameters of the Port Basin of Genoa Sampierdarena – Parco Fuori Muro on the Rhine-Alpine CNC” e RFI “RFI – Bando Cef Military-Mobility: finanziamento di 29 milioni per ammodernamento bacino portuale di Sampierdarena“).
3) La Spezia Marittima: il progetto prevede la realizzazione di interventi di costruzione finalizzati all’ammodernamento del nuovo scalo merci ferroviario di La Spezia Marittima, in linea con i requisiti del duplice uso civile e degli scopi di mobilità militare. Inoltre, saranno condotti due studi sui futuri fabbisogni di investimento per il duplice uso, con l’obiettivo di migliorare il collegamento del porto strategico di La Spezia con il Nord Italia e l’Europa centrale attraverso il Corridoio Mediterraneo e il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo. In particolare, gli interventi consentiranno di incrementare la capacità e le prestazioni dell’attuale assetto del fascio binari dello scalo merci ferroviario di La Spezia Marittima, migliorandone così l’utilizzo sia militare sia civile. Le opere permetteranno un trasporto efficiente e continuo di personale militare, mezzi e forniture, garantendo la circolazione di treni lunghi 750 metri e ottimizzando la capacità della rete ferroviaria interna al porto. Ciò faciliterà il regolare movimento sia delle unità ferroviarie militari internazionali sia del trasporto merci commerciale, da e verso il porto di La Spezia. I due studi valuteranno il potenziale miglioramento del collegamento ferroviario dell’ultimo miglio verso il porto e la conformità alle Specifiche Tecniche di Interoperabilità relative alle Applicazioni Telematiche per i Servizi Merci (TAF TSI), al fine di gestire i flussi di traffico a duplice uso dal porto di La Spezia verso il Corridoio Mediterraneo e il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo. Nel lungo periodo, l’infrastruttura ferroviaria ammodernata faciliterà e migliorerà la mobilità civile e militare a duplice uso, rafforzando in modo significativo le capacità di mobilità militare dell’Unione europea e garantendo al contempo l’operatività commerciale del porto. Il progetto assicurerà la prontezza difensiva del porto di La Spezia, unitamente alla sua integrazione strategica nei corridoi e alla resilienza regionale, promuovendo la solidarietà tra gli Stati membri dell’UE (Fonte Commissione Europea, “Enabling Swift Military Movements in La Spezia“).
Come si può notare, le schede di progetto sono state riportate nella loro interezza, senza aver apportato nessuna modifica. Questa scelta è stata reputata necessaria per chiarire senza sorta di dubbi in quale direzione ci stiano portando i nostri governanti. La guerra emerge in maniera cristallina da quelle schede, nette quanto agghiaccianti, e di fronte a questa folle impellenza bellica della Commissione Europea vengono bruciati miliardi di euro. Al di là dei giornalieri e farneticanti proclami sul conflitto ucraino ciò che si mostra palese è una preparazione pratica, sociale e mentale relativa all’allargamento degli scenari bellici in Europa come nel resto del mondo. È bene infatti evidenziare che i trasporti di esplosivi non riguardano solo il “rifornimento” all’Ucraina ma anche tutti gli altri teatri di guerra in corso o in fase di avvio.
Come collettivo Ferrovier3 Contro la Guerra rivendichiamo non solo la fine di tutte le guerre, ma anche la cessazione dei trasporti militarizzati e dei lavori militari sulla rete ferroviaria. I soldi pubblici – in ambito ferroviario – devono essere impiegati nel miglioramento della mobilità civile, nella sicurezza e nei contratti collettivi delle categorie del personale ferroviario (insieme a corpose e necessarie assunzioni). In aggiunta, affermiamo che la mobilitazione già in essere sui contratti e accordi a perdere deve diventare un tutt’uno con la mobilitazione antimilitarista, in quanto lo sfruttamento del lavoro alimenta la guerra. Non potranno esserci migliori condizioni di lavoro se come ferrovieri3 non spezzeremo questo binomio. Parimenti, riteniamo indispensabile continuare ad unire le nostre attività con le realtà antimilitariste, le categorie di lavoratori/lavoratrici e la società civile, perché la guerra riguarda tutti e tutte. Non ci sono settori che possono permettersi di andare da soli, solo con l’unità possiamo salvarci dalla devastazione e dalla miseria.
A.P. Ferrovieri contro la guerra