Claudio Grigolo. Un altro lutto nel Ticino libertario

Negli ultimi mesi abbiamo visto andare via compagni importanti, persone che con la loro presenza, la loro passione e il loro impegno hanno lasciato un segno indelebile nella nostra vita e nella nostra militanza. A poche settimane dal decesso di Gianpiero Bottinelli (Umanità Nova, 7 dicembre 2025), lunedì 19.01.26 ci ha lasciati l’ancor giovane Claudio Grigolo, operatore sociale, da anni attivista del Circolo Anarchico Carlo Vanza di Bellinzona.

Appassionato di musica, sempre in bilico tra i Fugazi e i Tre Allegri Ragazzi Morti, sapeva con la sua presenza rendere il Circolo luogo di convivialità, oltre che di documentazione, ricerca, contestazione, costruzione, resistenza. Memore di un giovanile impegno ecologista in organizzazioni ambientaliste, con estrema generosità ha accompagnato il compagno Marco Camenisch lungo le sue peripezie di lotta e di carcere. Un indomito impegno antimilitarista che gli è costato la prigione ne ha forgiato la solidarietà con resistenti alla leva, obiettori e disertori. Negli scorsi anni, anche per la sua spiccata sensibilità professionale, si era preso a cuore la battaglia contro l’istituzione di un centro “educativo” chiuso per minorenni. D’altronde, già negli anni 1990 aveva fatto parte del Comitato della Lega Svizzera dei Diritti dell’Uomo – Sezione della Svizzera Italiana, impegnata sul fronte carcerario e contro la repressione poliziesca.

Di tanto in tanto si esprimeva anche sulla stampa anarchica. In un contributo al primo numero di Voce Libertaria scrisse: “Appare dunque sempre più urgente unire le forze del dissenso (radicalmente opposte alla borghesia e ai riformisti di ogni tendenza) e sviluppare ulteriormente un progetto che dia forma e voce a coloro ritenuti non compatibili dall’attuale sistema di super sfruttamento che continua a voler dimenticare le ragioni e le necessità essenziali per vivere una vita dignitosa e libera da ogni forma di oppressione.”

Ma la vita ci mostra in modo drammatico che la lotta non è soltanto politica, sociale o militante: è profondamente umana. È fatta di legami, di fiducia, di condivisione, di solidarietà, ma anche di assenze che pesano e ci ricordano quanto ogni istante sia prezioso. Queste perdite dovrebbero insegnarci a non dare nulla per scontato. Ci ricordano che le relazioni vanno coltivate, i contatti mantenuti, le chiamate fatte, il rispetto reciproco praticato ogni giorno. Ogni gesto di vicinanza, anche piccolo, diventa un modo per onorare chi non c’è più e per rafforzare chi resta. Sosteniamoci sempre, con sincerità e coraggio. Accettiamo le difficoltà, condividiamole, e continuiamo a lottare insieme, tenendo vivi i valori, le passioni e le idee di chi ci ha lasciato. Che il ricordo dei loro volti, delle loro parole e delle loro azioni sia una spinta a perseverare, a essere più attenti, più uniti, più umani. La loro assenza non ci separa: ci chiama a essere più forti, insieme, in loro memoria.

Petra – Circolo Anarchico Carlo Vanza – Bellinzona

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