In ricordo di Sumo

SumoRoberto Borselli ci ha lasciati la mattina di sabato 25 maggio. È morto per l’insorgere di un blocco renale dovuto da un’infezione alimentare. Ma tutti conoscevano il suo precario stato di salute, con un cuore malato che funzionava solo al 30% e un diabete che gli aveva razziato già parte di un piede. Sabato 1 giugno si è svolto un partecipato funerale a Livorno, dove è stato cremato.

Conosciuto appena giunto a Firenze nel ’73, Sumo era per me un carissimo amico, oltre che un compagno, e con lui ho condiviso esperienze lecite e meno lecite sempre in nome dell’anarchia negli anni ‘70 e ‘80.

In quegli anni abitava a Sesto Fiorentino, uno dei comuni più rossi della Toscana, dove era alquanto difficile contrapporsi ad un arrogante partito comunista che mal volentieri sopportava critiche dalla sinistra extraparlamentare, figurarsi dagli anarchici infamati come bombaroli e piccoli borghesi. Ma Sumo con altri giovani compagni operai del luogo crea un gruppo di affinità anarchico che si coordina subito con i compagni di Firenze e delle altre periferie.

Non amava troppo i gruppi specifici anarchici. Ad essi preferiva l’aggregazione di gruppi territoriali che si coordinano su tematiche e obiettivi di lotta sia nel sociale che nel lavoro. Soprattutto credeva nella crescita della 1a Internazionale Antiautoritaria e nella ricostruzione dell’ Unione Sindacale Italiana e partecipa attivamente alla breve stagione dei Comitati d’Azione Diretta.

Il Movimento del ‘77 ci trova tutti e due coinvolti nelle lotte per la difesa del lavoro, della casa e dello studio, nelle pratiche dell’azione diretta e dell’assemblearismo, alla costituzione di nuovi luoghi di aggregazione sociale che si contrapponessero alle Case del Popolo gestite dal PCI. Nel maggio del ’79 vengono occupati alcuni locali comunali in vicolo del Panico, a pochi passi da Palazzo Vecchio, dove i compagni formano il Circolo Anarchico Fiorentino punto di riferimento per molti libertari toscani e non, esperienza che ha sostenuto anche nell’occupazione di via dei Conciatori e più recentemente in Borgo Pinti.

Nel 1996 partecipa alla costituzione della sezione fiorentina dell’Unione Sindacale Italiana.

Pino

Tracciare un ricordo di Sumo e il suo impegno nell’USI potrebbe facilmente risolversi nell’elencare gli incarichi statutari ricoperti sempre portati a compimento con dedizione, generosità e competenza; piuttosto che ricordare i tanti momenti di lotta ai quali ha preso parte o ne è stato il promotore.

Sarebbe tutto molto corretto ma Sumo è stato molto di più, un tenace difensore delle sue posizioni votato a cercare le ragioni delle posizioni altrui individuandone i punti di vicinanza e quindi fare sintesi facendole convivere.

Tutto ciò potrebbe bastare ma un’immagine che i militanti dell’Unione è quella di lui preso in una delle tante attività per far si che la festa nazionale dell’USI, tenutasi per numerosi anni alla Pinetina di Riotorto, che fosse dietro i fornelli o al bar o nei dibattiti: la realizzazione di quelle feste senza Sumo non sarebbe stata possibile. Le feste alla Pinetina sono state delle ottime fucine di dibattiti, di idee, di confronto anche all’esterno e, quindi, di propaganda dell’USI.

Per chiudere, quando penso a Sumo me lo vedo che invita a condividere del cibo o del vino a trovare tutte le buone ragioni del nostro stare insieme e della nostra lotta quotidiana. Ecco Sumo è stato questo un compagno che mai ha alzato il tono di voce forte delle sue convinzioni aperto alle ragioni altrui e convintamente inclusivo, mai settario.

Angelo

Sabato 25 maggio 2019 ci ha lasciati il compagno Roberto “Sumo”
Borselli,
Lo ricordiamo per il suo impegno politico e sindacale, nelle file del
movimento anarchico e dell’USI, le doti umane  la sua grande
generosità, e la sua pacata e forte determinazione.
 Il nostro pensiero va adesso a Pina, e ai figli Sole, Gaio, Orso, ed
Eros.

Ciao Sumo
Ateneo Libertario Firenze