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12 dicembre. Sempre contro il terrorismo di Stato

12 dicembre. Sempre contro il terrorismo di Stato

Chiamiamo terrorismo di Stato l’azione congiunta di forze politiche istituzionali, servizi
segreti e forze armate per attuare, con la complicità di Stati stranieri, e la manovalanza
fascista e mafiosa, progetti stragisti finalizzati a bloccare processi di mutamento sociale
che possano intaccare gli interessi della grande borghesia.
Terrorismo di Stato è stata la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, col
successivo omicidio, il 15 dicembre, del ferroviere anarchico Pino Pinelli. Episodi di un
terrorismo di tal genere sono stati i tanti attentati sanguinari come quelli di piazza della
Loggia a Brescia, del treno Italicus, della stazione di Bologna, del rapido 904. Terrorismo
di Stato è l’abbattimento del DC-9 dell’Itavia sui cieli di Ustica, la strage del Cermis, le
tante trame ordite da settori ben precisi delle istituzioni nazionali assieme a Cosa Nostra e
a settori coperti come la P2 e Gladio, sempre sotto tutela e guida di CIA e Stati Uniti, per
cercare di imporre al Paese un potere forte basato sul tallone di ferro di polizia ed esercito, con la
museruola ad ogni forma di opposizione, a garanzia del padronato, della finanza, dei poteri
economici mafiosi.
Terrorismo di Stato è anche la strage quotidiana che il coronavirus miete da inizio anno
per via del saccheggio del sistema sanitario, diventato il bankomat della politica, della
Chiesa e delle mafie, reso inadeguato a reggere la pandemia, mentre la sanità privata si è
arricchita a dismisura. Miete vittime per le responsabilità di chi, nei governi nazionale e
regionali, ha voluto tutelare gli interessi di Confindustria prima della salute della
popolazione, favorendo inquinamento e devastazione ambientale o lasciando aperte le
fabbriche nei giorni di massima diffusione del virus. Miete vittime per l’inettitudine e le
manipolazioni delle cifre con cui i politici hanno voluto nascondere il danno che avevano
arrecato al sistema sanitario e i favori fatti ai padroni. E’ terrorismo di Stato per i morti nelle
carceri, subito cancellati dalle cronache, quando i detenuti protestavano per le condizioni
di alto rischio in cui versavano e continuano a versare.
Terrorismo di Stato sono gli oltre mille morti sul lavoro di ogni anno, nel 2020 aumentati
nonostante la chiusura di molte attività. Numeri che ci mostrano come la sicurezza sia
sempre un “costo” che i padroni non intendono pagare.
Terrorismo di Stato sono gli oltre 20.000 migranti morti nel Mediterraneo dal 2013, fatti
annegare dalle politiche dei porti chiusi e dei respingimenti del razzismo istituzionale.
Terrorismo di Stato sono le politiche di militarizzazione del territorio, le spese militari (70
milioni di euro al giorno), le produzioni dell’industria bellica, e le guerre che gli stati
combattono direttamente o tramite regimi fantocci.
Gli anarchici considerano ogni Stato non-riformabile; rifiutano ogni potere perché
fonte di privilegi per pochi e di violenza sociale; auspicano una società senza Stato
in cui le popolazioni, riunite in comunità territoriali in cui vigono eguaglianza e
libertà, nel massimo rispetto delle differenze di genere e dell’ambiente, possano
prendere in mano il loro destino, autogestendo i servizi e la produzione, decidendo
in maniera assembleare e tramite un sistema federalistico dal basso, ogni aspetto
della società, dal più piccolo al più generale.


Federazione Anarchica Siciliana
fas.corrispondenza@inventati.org – dicembre 2020

Volantino diffuso nelle varie iniziative per il 12 dicembre in sicilia.

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