Tra saccheggiatori e disertori: il volto feroce dello stato democratico ucraino

Fin da quando è iniziata l’invasione russa dell’Ucraina, le autorità ucraine si sono prodigate nel mantenere la situazione sotto controllo.

Abbiamo visto fin da subito come sia stata applicata la legge marziale, richiamando tutti gli uomini di età compresa tra i 18 ed i 60 anni a combattere.

Abbiamo anche visto cosa questo abbia significato per tutte quelle persone trans-binary e trans-non binary che hanno cercato di uscire dal paese [1].

Tramite il ricorso alla legge marziale, è stato possibile punire chi saccheggia i negozi, facendo ricorso alla pena capitale senza fare troppi complimenti.

In una situazione di guerra come quella vissuta sul territorio ucraino, le persone sono comprensibilmente entrate nel panico, lanciandosi in una corsa all’acquisto all’ingrosso [come riportato dalla stampa internazionale, “bulk buying”] dei beni di prima necessità per paura che le catene di approvvigionamento potessero interrompersi a causa degli attacchi russi alle infrastrutture.

Le autorità ucraine, a questo punto, per mantenere l’ordine hanno fatto ricorso alla minaccia delle armi e della violenza.

 

Il saccheggio come ignonimia

A fine febbraio, il sindaco di Kiyv, Vitali Klitscho, ha dato ordine all’esercito ucraino di “sparare a vista” ad eventuali saccheggiatori, nonché di considerare chiunque fosse stato trovato per strada dopo il coprifuoco come “un sabotatore russo (o a servizio dei russi)”. [2]

Nella città è stato anche ridotto il tempo di attività dei trasporti urbani ed è stata vietata la vendita di alcolici. Il primo coprifuoco nella capitale è stato imposto nel periodo che va da sabato 26 febbraio a lunedì 28 febbraio. Con le altre ondate di attacchi del mese di marzo, il coprifuoco è stato di volta in volta rinnovato.

Secondo le immagini ed i video che sono circolati sui social media, i saccheggi dei supermercati sono iniziati fin dai primissimi giorni successivi all’attacco russo. [3]

Riguardo la situazione della popolazione civile ucraina, vi è un’interessante intervista di Bob Seely, parlamentare del Partito Conservatore inglese, fatta all’ambasciatore ucraino a Londra, Vadym Prystaiko, il 1 Marzo presso il Foreign Affairs Committee dell’House of Commons. [4]

“Bob Seely: “Ho due domande, se posso. In primo luogo, per sviluppare alcuni dei punti che sono stati visti poco fa, può dirci che non ci sarà una crisi alimentare quando i negozi finiranno il cibo, con potenzialmente un po’ di pressione dei saccheggi? Se le principali città cominciano a rimanere senza cibo, questa è sia una crisi umanitaria, ma anche potenzialmente una via militare per la vittoria – intorno all’idea che la Russia monti quelli che sono effettivamente degli assedi disordinati dei maggiori centri abitati, finché la gente disperata e affamata o esce per le strade per cercare di combatterli, o si arrende in qualche forma, perché non ci sono più provviste. Qual è la sua opinione su questi scenari?”

Ambasciatore Prystaiko: “Ho alcuni numeri, che potrò condividere con voi solo in conversazioni chiuse, purtroppo, perché questo è esattamente lo scopo della Russia – avete capito bene che cercheranno di schiacciare la volontà di resistenza del popolo ucraino. Finora, sto chiedendo ai privati cittadini di mandarmi foto dei supermercati e di come stanno andando gli scaffali e come viene fornita l’acqua. Abbiamo problemi con i contanti, per esempio, e la gente rimane senza contanti; se abbiamo un’interruzione dei servizi, i terminali delle banche non funzioneranno e dovremo avere qualche, non so, soluzione militare per la distribuzione di cibo.

Sto già lavorando con il vostro governo e le nostre ambasciate nel mondo stanno lavorando per mettersi in contatto con le organizzazioni umanitarie. Dobbiamo pompare, se posso usare questo termine, quanto più cibo possibile prima che tutte le vie siano bloccate. Finora, stiamo tenendo tutte le rotte verso l’ovest dell’Ucraina, quindi abbiamo un’ancora di salvezza, ma c’è un collo di bottiglia, uno molto serio. Sto solo pensando se le navi umanitarie saranno fatte passare nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, ma dobbiamo ancora esplorare questa opzione.”

Bob Seely: “Lei pensa che la strategia russa sia quella di sconfiggere militarmente l’Ucraina, o di affamare e fare pressione sulle sue principali città fino a che non ci sia effettivamente una forma di resa?”

Ambasciatore Prystaiko: “Avevano sperato di poter mostrare la loro superiorità ovunque e che gli ucraini li avrebbero accolti con dei fiori, ma non c’è stato alcun progresso. Questa sarebbe l’immagine che Putin mette in TV, spiegando che in realtà non sono gli ucraini ma alcuni mitici nazisti che stanno combattendo, mentre il resto degli ucraini li saluta con dei fiori. Questo non sta accadendo. La gente sta lanciando molotov dalle loro auto mentre passano accanto ai carri armati russi. Tutto questo – tutte le mani in sostegno e la nostra resilienza – sta andando contro i suoi piani, e la gente in Russia sta iniziando a chiedere, “Cosa stiamo facendo lì, e perché?”

Credo che potrebbero usare le tattiche che lei ha descritto nella seconda parte: cercare di bloccare le nostre città, cercare di ammorbidire la posizione politica, forse provare qualche rivolta in Ucraina, a causa della mancanza di gruppi contro il governo. In alcune città, abbiamo introdotto la legge marziale. In alcune città, è stato ordinato di fucilare sul posto i saccheggiatori. Ci sono persone che hanno approfittato di situazioni molto difficili, e le stiamo affrontando in modo militare.”

Bob Seely: “Quando si tratta di un collasso civile, non è una scelta tra armi e cibo. È un “e”. Avete bisogno di armi e avete bisogno di cibo”.”

Per giustificare ulteriormente posizioni del genere, sui social sono cominciate a circolare notizie ed immagini riguardanti uomini armati nei centri ucraini che si dedicavano a saccheggi, stupri ed omicidi. [5] Tuttavia, nessuno dei video sembra essere stato verificato, e tolto un caso dell’arresto di un gruppo che ha provato a bloccare un tir, nei video si vedono le persone più disparate e nessuna arma in vista.

Secondo un report apparso sul sito anarco-comunista Libcom, nella città di Mariupol, occupata dalle truppe russe, si sarebbero verificati dei disordini durante una manifestazione anti-occupazione proprio a causa della mancanza di cibo.

La popolazione si è riversata per le strade ed ha preso d’assalto negozi e centri commerciali. Secondo quanto riportato, almeno 10 persone sono state successivamente fermate e legate con del nastro adesivo ai lampioni e i pantaloni abbassati in segno di umiliazione. [6]

Queste immagini e video di saccheggiatori legati ai lampioni sono circolate fin dall’inizio dell’invasione. Sono state fatte le ipotesi più disparate riguardo la veridicità ed il contesto in cui le foto sono state scattate. Alcuni video mostrano come le persone legate siano oggetto di derisione ed abusi e violenze fisiche [7]. Ad altre persone vengono attaccati cartelli con su scritto la parola “мародер” (saccheggiatore). In alcuni casi, si vedono questi “saccheggiatori” con il viso colorato di una sostanza verde – che secondo alcuni sarebbe un disinfettante utilizzato per provocare ustioni e può anche rendere cieche le persone. In particolare, sembrerebbe che il disinfettante venga usato perlopiù per “marcare” le persone romaní.

Secondo l’account telegram di Juan Simiedo (un utente che ha postato questi video), “centinaia di civili sono stati puniti per diverse ragioni in Ucraina da gruppi paramilitari e dalla Guardia Nazionale. I video sono forti. Torture, abusi ed umiliazioni persino di bambini e ragazze. Non ci sono motivi chiari per questi abusi illegali. Queste persone sono etichettate come “predoni”[marauders in originale]. Questo può includere uomini che non voglio combattere, persone sospettate di simpatie russe, saccheggiatori o persone in cerca di cibo. Non sappiamo le ragioni reali o per quanto tempo siano stati puniti. Questo va chiaramente contro qualunque convezione per i diritti umani. Non ci sono scuse“.

Si è pensato inizialmente che le persone nelle immagini fossero singoli soldati russi che si davano al saccheggio dei negozi e che sarebbero stati fermati dalla popolazione locale. Questa ipotesi tuttavia sembra essere stata smentita, o comunque fortemente ridimensionata[8]. È vero però che su internet circolano dei video di soldati russi che si sono dati al saccheggio. Secondo quanto affermato da un gruppo di soldati russi caduti prigionieri, le razioni che hanno ricevuto riportano come data di scadenza il 2015, e molti, soprattutto tra i più giovani, affermano di essere stati letteralmente catapultati sullo scenario di guerra a loro insaputa. Ovviamente, anche qui non c’è modo di verificare quanto la notizia corrisponda al vero, sebbene la confusa strategia di attacco russa renda abbastanza verosimili notizie del genere.

Per quel poco che è possibile sapere dalle informazioni su internet, a volte contraddittorie, si potrebbe ipotizzare che in realtà il livello di paranoia è molto alto e che si sia approfittato della situazione caotica per regolare vecchi rancori tra vari individui. Inoltre, bisogna sempre ricordare che in tempo di guerra le informazioni pubblicate non sono mai neutre. Mai come ora abbiamo visto quanto la disinformazione e la retorica degli Stati ed altri attori interessati sia così massiccia e capillare nel causare un senso di confusione ed impotenza tra le popolazioni.

I toni che accompagnano queste notizie online ritraggono sempre dei bravi, coraggiosi ed orgogliosi cittadini che fanno le veci della polizia e dell’esercito, impegnati a combattere i russi, mentre dei criminali senza scrupoli approfittano della situazione di caos per saccheggiare i negozi. È chiaro a chiunque non sia imbevuto da questa retorica governativa che in una situazione di guerra i comportamenti individuali e collettivi vengono esasperati; in contesti di sopravvivenza le persone cercano di reperire beni di prima necessità senza farsi troppi scrupoli sul fatto che la merce in questione venga pagata al proprietario. Giustamente, aggiungiamo noi.

Un’altra ipotesi, ben più inquietante, che è circolata sui social network, specialmente nelle sezioni commenti su Instagram e Facebook, è come in realtà le foto ritraggono, almeno in parte, persone appartenenti alla popolazione romaní in Ucraina, prese di mira da squadroni di estrema destra e forze dell’ordine.

Bisogna innanzitutto ricordare che gli attacchi alla popolazione romaní non sono nuovi. Come ogni regime democratico che si rispetti, l’Ucraina di Zelensky ha adottato delle tendenze persecutorie verso la persona razzialmente diversa.

Uno degli ultimi attacchi di cui si ha notizia risale al 17 ottobre 2021, quando un gruppo composto da una cinquantina di persone appartenenti alla formazione neonazista “C-14” è andato di casa in casa nella città di Irpin, vicino Kyiv, marcando le case dei residenti. Tutto questo è avvenuto con la silente complicità delle forze di polizia e delle autorità locali.[9] Alle violenze per le strade vanno aggiunte anche quelle virtuali nei confronti di persone romaní – in particolare verso gli/le attivist* per i diritti della popolazione romaní.

Il sito “European Roma Right Centre” (ERRC), nel novembre 2018 scriveva un articolo dal titolo significativo “Roma in Ucraina: 20 anni di terrore poliziesco”.[10]

Nell’articolo si fa menzione esplicita di pogrom, violenze fisiche e sessuali, torture fisiche e psicologiche,omicidi, tentativi di dare fuoco alle abitazioni, raid notturni dell’antisommossa negli insediamenti romaní, profilazione etnica, estorsione ed intimidazione.

Il tutto portato avanti dalla polizia ucraina spesso in combutta con formazioni di estrema destra. Tutta questa serie di violenze, secondo ERRC, sarebbe avvenuta ininterrottamente a partire dalla seconda metà degli anni 90.

L’articolo all’epoca uscì per festeggiare la vittoria, ottenuta in sede giudiziale presso la Corte Europea, su una denuncia effettuata da 16 persone romaní.

Riguardo le immagini dei saccheggiatori, secondo il sito Romea.cz, queste sono state usate dai propagandisti russi allo scopo di trovare ulteriori giustificazioni per i loro attacchi. Il sito riporta come le persone ritratte siano effettivamente romanì; la Russia sta usando queste immagini per affermare che sono gruppi di neonazisti a portare avanti queste azioni punitive e quindi dare legittimità al proprio operato con la retorica della “denazificazione”[11]. Secondo Julian Kondur, giovane attivista romaní intervistato dal sito in questione:

“le persone nelle foto sono state prese a Kyiv per borseggio diverse volte.

Sono state fatte loro delle foto – poi condivise in diversi gruppi che pubblicizzano casi del genere. A Lviv c’è un gruppo che si autodefinisce “The Hunters” (i cacciatori), che perseguita le persone romanì coinvolte in casi di borseggio in posti pubblici. La Russia sta sfruttando queste notizie per accusare l’Ucraina di essere gestita da neonazisti. Queste immagini sono state distribuite sul social media Telegram da un account gestito da agenti della Russia”

Al di là della guerra di propaganda tra i due Stati, le immagini quindi sembrano essere vere e mostrano la brutalità a cui viene sottoposta la minoranza romanì all’interno della società ucraina.

A ciò si deve aggiungere che la discriminazione nei confronti della popolazione romaní è endemica in tutta Europa, specialmente nei paesi dell’Est. Questo ha fatto sorgere nuovi timori verso i rifugiati romaní che hanno attraversato il confine con l’Ungheria. Le ultime cifre parlano di 100.000 rifugiati su un totale di circa 300-400 mila persone romaní residenti in Ucraina prima dell’inizio della guerra. [12]

Le misure messe in atto dallo Stato ucraino nei confronti della popolazione sono un riflesso del nazionalismo più spinto che funge da collante in quella società.

 

La diserzione come destabilizzazione

La diserzione, in questa guerra, è stata trattata in modo sbilanciato; per essere più precisi, la costruzione mediatica messa in atto è andata a favorire le notizie riguardanti i disertori dell’esercito russo, mentre è molto più difficile trovare notizie su quelli ucraini.

Notizie che, tra parentesi, ricordano scene da prima guerra mondiale, come ad esempio quella di soldati che si auto-infliggono ferite per evitare di combattere senza ricorrere alla diserzione (che verrebbe punita duramente)[13].

Non crediamo sia casuale; in un momento come questo, le notizie sulle diserzioni ucraine vengono fatte passare in sordina, tanto più che pochi giorni fa la borghesia ucraina ha imposto una stretta sulle libertà dei media, scelta uguale e speculare a quella dell’omologa borghesia russa.

Al discorso massmediatico e borghese sulla reprimenda della diserzione e dell’auto-mutilazione, vi è anche quello dato dall’ordinamento statale.

Nella sezione XIX del Codice Penale Ucraino, “Reati contro la procedura stabilita per il servizio militare (reati militari)” [14] vengono riportati questi due articoli:

“Articolo 408. Diserzione

1. La diserzione, cioè l’assenza senza permesso da un’unità militare o da un luogo di servizio con lo scopo di evitare il servizio militare, o la mancata presentazione in servizio al momento della nomina o della riassegnazione, dopo un servizio distaccato, una vacanza o un trattamento in una struttura medica per lo stesso scopo, è punibile con la reclusione da due a cinque anni.

2. La diserzione con armi o di un gruppo di persone con precedenti cospirativi, è punibile con la reclusione da cinque a dieci anni.

3. Qualsiasi atto come previsto dal paragrafo 1 o 2 del presente articolo, se commesso in stato di legge marziale o in una battaglia, è punibile con la reclusione da cinque a dodici anni.

Articolo 409. Evasione del servizio militare a titolo di auto-mutilazione o altro

1. L’evasione del servizio militare da parte di un militare per mezzo dell’auto-mutilazione o falsificazione di documenti o qualsiasi altro inganno, è punibile con la detenzione in un battaglione penale per un periodo fino a due anni o con la reclusione per lo stesso periodo.

2. Il rifiuto di adempiere ai doveri del servizio militare, è punito con la reclusione da due a cinque anni.

3. Tutti gli atti dei paragrafi 1 o 2, se commessi in stato di legge marziale o in una battaglia, sono punibili con la reclusione da cinque a dieci anni.”

Il discorso militare è fondamentale e vitale in Ucraina. Nella stessa Costituzione (modificata in conformità alla legge № 27-IX del 3 Settembre 2019) vi è l’articolo 17 che recita quanto segue: “la difesa dell’Ucraina, la protezione della sua sovranità, indivisibilità territoriale e inviolabilità, sono affidate alle Forze Armate dell’Ucraina. La garanzia della sicurezza dello Stato e la protezione del confine statale dell’Ucraina sono affidate alle rispettive unità militari e agli organi di polizia dello Stato […] Lo Stato assicura la protezione sociale dei cittadini dell’Ucraina che servono nelle Forze Armate dell’Ucraina e in altre unità militari, così come dei membri delle loro famiglie. […]” [15]

Per il sistema governativo ucraino, quindi, il servizio militare non è un qualcosa di scollegato dalla società. Anzi, è una vera e propria relazione sociale e di difesa dello Stato in cui il cittadino, rigorosamente maschio ed eterosessuale, è tenuto all’estremo sacrificio. Persino evitare la coscrizione è un reato.

Basti vedere questi altri due articoli del citato Codice Penale:

“Articolo 335. “Evitare la coscrizione per il servizio militare attivo”

La sottrazione al servizio militare attivo, è punibile con la limitazione della libertà per un periodo fino a tre anni.

Articolo 336. “Evitare la mobilitazione”

La sottrazione alla mobilitazione, è punibile con la reclusione da due a cinque anni.”

Un simile intossicamento statale, a cui si aggiunge quello massmediatico ucraino ed internazionale, non può essere accettabile. L’individuo viene plasmato secondo i dettami di una classe dirigente istituzionale ed economica dove il sacrificio per la patria è tutto.

Di fronte a tutto ciò, non possiamo che ribadire il nostro sostegno ai disertori di ambo le parti, che vengono gettati sui campi di battaglia per massacrarsi a vicenda in difesa degli interessi dello Stato e del Capitale.

Non ci stancheremo di ripetere che da questa guerra le persone sfruttate non hanno nulla da guadagnare ma solo da perdere. La scelta di difendere uno Stato più benevolo perché “democratico” è illusoria. Lo Stato ucraino è uno Stato violento, classista e nazionalista tanto quanto gli altri.

https://gruppoanarchicogalatea.noblogs.org/post/2022/03/30/tra-saccheggiatori-e-disertori-il-volto-feroce-dello-stato-democratico-ucraino/

 

Note

[1] La comunità LGBTQIA+ ucraina durante la guerra. Tra l’incudine dell’eteropatriarcato ed il martello dell’omonazionalismo. Link: https://gruppoanarchicogalatea.noblogs.org/post/2022/03/09/la-comunita-lgbtqia-ucraina-durante-la-guerra-tra-lincudine-delleteropatriarcato-ed-il-martello-dellomonazionalismo/

[2] Kyiv Mayor Issues ‘Shoot at Sight’ Orders for Looters To Retain Control Amid Russian Attack. Link: https://www.youtube.com/watch?v=XkJRMyjCoHE

[3] “Looting Results In Shooting On The Spot,” Two Ukrainian Mayors Warn. Link: https://zububrothers.com/2022/03/01/looting-results-in-shooting-on-the-spot-two-ukrainian-mayors-warn/

[4] House of Commons, Foreign Affairs CommitteeOral evidence: Ukraine – 01 03 22, HC 1089. Link: https://committees.parliament.uk/oralevidence/9789/html/

[5] ‘Criminals armed by Zelenskyy govt are indulging in rapes, murders, and looting in Ukraine’, claims man in Kyiv. Link: https://www.opindia.com/2022/03/criminals-armed-by-ukraine-govt-doing-rapes-murders-loots-man-in-kyiv/

[6] Humanitarian Catastrophe in Ukraine: Food Riot in Melitopol. Link: https://libcom.org/article/humanitarian-catastrophe-ukraine-food-riot-melitopol

[7] Ukrainian civilians stripped, tied up and beaten by vigilantes in shocking videos. Link: https://www.news.com.au/world/europe/ukrainian-civilians-stripped-tied-up-and-beaten-by-vigilantes-in-shocking-videos/news-story/3a2abcc0a87815925dce0db9cee1c09a

[8] ‘Ukraine Looters Taped to Poles’. Link: https://www.truthorfiction.com/ukraine-looters-taped-to-poles/

[9] Radicals Target Roma People in Ukraine. Link: https://www.hrw.org/news/2021/11/29/radicals-target-roma-people-ukraine

[10] Roma in Ukraine: 20 years of police terror. Link: http://www.errc.org/news/roma-in-ukraine-20-years-of-police-terror

[11] Russia distorting photos for propaganda purposes, Roma nonprofits alert Ukrainian authorities. Link: https://www.romea.cz/en/news/world/russia-distorting-photos-for-propaganda-purposes-roma-nonprofits-alert-ukrainian-authorities

[12] “Ukraine’s Roma refugees face uncertain future under threat of discrimination in Hungary”. Link: https://archive.ph/Vnqkw

[13] Demoralised? Russian troops shoot selves with Ukrainian ammo in legs to avoid fighting, say reports. Link: https://www.wionews.com/world/demoralised-russian-troops-shoot-selves-with-ukrainian-ammo-in-legs-to-avoid-fighting-say-reports-463966

[14] Кримінальний кодекс України (Codice Penale dell’Ucraina). Link: https://zakon.rada.gov.ua/laws/show/2341-14

[15] Конституція України (Costituzione dell’Ucraina). Link: https://zakon.rada.gov.ua/laws/show/254%D0%BA/96-%D0%B2%D1%80#Text

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