Torino. Una Barriera contro il fascismo. Cariche e feriti

Era prevedibile. Dopo mesi di campagna mediatica martellante, culminata in alcuni articoli che descrivevano una rissa a ponte Mosca come un duello medievale, non potevano mancare i fascisti di Fratelli d’Italia pronti a giocare ancora una volta la carta securitaria. Una carta che prefettura e Comune stanno giocando da mesi puntando in modo specifico sia su Ponte Mosca sia sull’area di giardinetti di corso Palermo angolo via Sesia, dove si è diretto il corteo indetto ieri sera dai fascisti, che si erano dati appuntamento a Ponte Mosca.
Nella perenne campagna elettorale di Torino Fratelli d’Italia gioca contro il PD le sue stesse carte.
Sullo sfondo, ma ancora ben visibile, un pezzo di città sempre più povero, militarizzato, razzializzato, sospinto ai margini.

Ma c’è chi non ci sta.
Due ore prima del corteo dei fascisti un presidio antifascista, antisessista, antirazzista si è dato appuntamento in corso Giulio Cesare angolo corso Brescia.

Tutto intorno sin dal pomeriggio la polizia aveva militarizzato l’area tra la Dora e il mercato di Piazza Foroni/Cerignola.

Per oltre due ore la gente che aveva risposto all’appello per contrastare l’iniziativa fascista ha comunicato con chi abita quest’angolo di città dove arrivare a fine mese non è facile. Vuoti a perdere sia per il Comune e la VII circoscrizione targate PD sia per la VI circoscrizione governata dalla destra che mirano alla città vetrina. La città dello studentato di lusso a Ponte Mosca, dei localini gay friendly amici della polizia sul lungo Dora, la città dell’eurovision.

Il presidio si è poi trasformato in corteo per tentare di rendere meno facile la sfilata dei 50 seguaci di Meloni per corso Giulio Cesare. Quando in via Feletto la manifestazione ha provato a raggiungere corso Giulio Cesare la polizia ha caricato ferendo tre compagne. Una con polso rotto e lieve trauma carico é finita al Pronto soccorso. Il corteo non si è disperso ed è riuscito ad ottenere l’immediato rilascio di chi era stato fermato durante l’assalto della polizia.
Nel frattempo Fratelli d’Italia con i suoi tricolori di guerra ha raggiunto la chiesa della pace in segno di solidarietà al prete che nei mesi scorsi aveva preteso ed ottenuto un’ulteriore stretta repressiva.

Il corteo antifascista è poi tornato sui propri passi concludensosi in corso Giulio angolo corso Emilia.

Un’importante giornata di lotta. Una giornata che rinnova con forza l’esigenza di gettare acqua sul fuoco della guerra tra poveri su cui I fascisti hanno giocato le proprie fortune elettorali, senza tuttavia riuscire davvero a radicarsi oltre la Dora.
È nella guerra di classe che si costruisce il fronte dell’opposizione al fascismo allo sfruttamento, alla razializzazione, alle riqualificazioni escludenti.

Facciamo Barriera contro fascisti, razzisti e polizia!

Qui qualche foto:

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