Search

La diciottesima vittima

La diciottesima vittima

Passano gli anni nel setaccio temporale

che perfino l’uomo mesto del Quirinale

ammette oggi la responsabilità penale

di apparati statali, definiti “il male”,

per aver spinto giù dal davanzale

chi comprese il sistema infernale

a difesa della cricca padronale

pronta a celebrare il funerale

della lotta democratica, popolare,

due settimane prima di Natale.

 

La vittima, figura innocente e sacrificale,

è aggiunta con cipiglio istituzionale

con le altre vittime sul memoriale

di una strage, la cui mano statale,

è ancora celata nel cinquantennale

della tragica esplosione iniziale

a cui seguirono in modo esponenziale

altre bombe fasciste, da manuale,

per prolungare la tensione apicale

di un terrore cinico, crudele, virale.

 

Purtroppo la vittima non può più parlare

di chi ha visto quella notte bestiale
alla Questura, luogo del suo capezzale,
ordire la trama del disegno criminale

e correggere la storia ufficiale

che del 12 dicembre non vuol ricordare

dello Stato la responsabilità integrale,

per la sua morte affatto accidentale

dopo che in motorino, in via amicale,

seguì Calabresi, ignaro del volo finale.

Gianfranco Marelli

 

12 dicembre 2019

Articoli correlati