Ogni guerra ha bisogno di una parola nobile che la preceda. Questa volta la parola scelta è “liberazione”. L’attacco di Stati Uniti d’America e Israele contro l’Iran viene confezionato come un atto morale, quasi terapeutico: colpire per salvare, bombardare per emancipare. È una formula già sperimentata, e ogni volta il risultato è lo stesso: instabilità, radicalizzazione, nuove fratture che si…
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