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4-5 novembre: antimilitarismo contro tutte le guerre, a fianco di chi diserta

Novembre 4 - Novembre 5

Numerose come sempre le iniziative antimilitariste previste attorno al 4 novembre, festa delle forze armate. Qui l’appello dell’Assemblea Antimilitarista.

Qui un approfondimento su Radio Blackout.

Di seguito gli appuntamenti che ci sono arrivati.

In aggiornamento.

4 NOVEMBRE

TORINO
Giornata dei disertori
ore 17 piazza Castello angolo via Garibaldi
contro la cerimonia militarista per la “festa” della guerra

Sosteniamo chi si oppone alla guerra in Russia e in Ucraina! Apriamo le frontiere ad obiettori e disertori!

In Russia e in Ucraina c’è chi rifiuta la guerra e il militarismo, chi getta la divisa perché non vuole uccidere e non vuole morire per spostare il confine di uno Stato.

Ogni anno il 4 novembre, nell’anniversario della “vittoria”, in Italia si festeggiano le forze armate, si festeggia un immane massacro: 16 milioni di morti. Anche allora, in tanti, su tutti i fronti, disertarono e morirono di fronte ad un plotone di esecuzione.

In memoria dei disertori di allora, in solidarietà a chi oggi rifiuta l’arruolamento in Russia e in Ucraina una giornata di info e lotta per l’accoglienza di chi fugge l’arruolamento forzato, per il ritiro delle missioni militari all’estero.

Contro tutte le patrie per un mondo senza frontiere!

Coordinamento contro la guerra e chi la arma

www.anarresinfo.org

 

LIVORNO

BASTA GUERRE!

BASTA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO!

piazza GRANDE – ore 17.30

PRESIDIO-MANIFESTAZIONE

Il 4 novembre in Italia è la “Festa delle Forze Armate”, che celebra la “vittoria” della Prima Guerra Mondiale. Solo in Italia morirono oltre 600 mila soldati e oltre 500 mila civili per gli interessi della monarchia e dei circoli finanziari e militari ad essa legati. La retorica dell’unità nazionale fu usata per giustificare questo massacro. Moltissimi furono i disertori, i fucilati e coloro che espressero un deciso rifiuto della guerra. Da sempre una giornata di propaganda guerrafondaia che spesso coinvolge anche le scuole. Oggi più che mai non c’è niente da festeggiare. La guerra in Ucraina a cui l’Italia partecipa come cobelligerante, inviando armi e denaro, ma anche schierando truppe e mezzi militari ai margini del conflitto, crea una inaccettabile escalation militare con ripercussioni pesantissime anche qui: dall’aumento della propaganda militarista nelle scuole, allo sfruttamento massiccio dei territori per scopi militari, all’economia di guerra che viene imposta e che si traduce sempre più in carovita insostenibile, taglio dei salari, dell’occupazione e delle spese sociali.

• fermare la guerra innescata e alimentata dau governi di ogni schieramento, sia da quelli legati a Putin e che da quelli legati alla NATO

• fermare le guerre diffuse in tutto il mondo, che alimentano povertà, predazione di risorse, migrazioni forzate

• bloccare l’invio di armi, l’aumento delle spese militari, il rifinanziamento delle missioni militari

• impedire la costruzione della nuova base militare a Coltano, l’ampliamento di Camp Darby e la crescente militarizzazione del territorio

• opporsi alla crescente presenza degli ambienti militari nelle scuole, perché le pratiche militari non devono interferire con l’educazione scolastica, formativa, e di sviluppo del libero pensiero degli alunni e degli studenti

• rifiutare la propaganda bellica, rifiutare le retoriche patriottiche, rifiutare l’esaltazione della morte e delle stragi, a partire da iniziative di lotta il prossimo 4 novembre

• costruzione dello sciopero generale del 2 dicembre contro la guerra, il carovita e l’economia di guerra

• esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dalle guerre e sostegno ai disertori e a coloro che rifiutano le logiche dei loro governi

In una situazione gravissima come quella che stiamo vivendo l’opposizione alla guerra, per essere reale ed efficace, deve avere obiettivi chiari, precisi e non generici

Coordinamento cittadino per il ritiro immediato delle missioni militari italiane all’estero

 

PISA

h.16 in largo ciro menotti

PIAZZA CONTRO LA CULTURA DELLA GUERRA

promuoviamo la cultura della pace

Il 4 novembre, nella giornata delle forze armate, non c’è niente da festeggiare!

In Italia, di fatto, tira sempre di più un’aria di guerra, come dimostra l’incredibile aumento della spesa che interessa il settore della difesa, contestuale alla riduzione della spesa per lo Stato sociale. Anche a Pisa tirano questi venti, come dimostra la crescente militarizzazione del territorio, dove, in un’area nella quale già ci sono il Cisam, il Comfose, Camp Darby e l’aeroporto militare, si vuole imporre per decreto ministeriale la costruzione di una base militare, destinata ai Gruppi di Intervento Speciali che operano in scenari bellici internazionali, e che risulta quindi una struttura esplicitamente finalizzata alla guerra.

Chiediamo l’eliminazione di tutte le spese militari, di non inviare più nessuna arma in ogni scenario di guerra e di non costruire ulteriori luoghi destinati alla guerra e quindi alla morte.
Siamo consapevoli di quanto l’industria bellica sia un mercato estremamente ricco e che il nuovo ministro della difesa Guido Crosetto non sia altro che il braccio destro delle lobby che incentivano questo mostruoso commercio ma pretendiamo che il nostro governo non sia responsabile di conflitti in altre parti del mondo incluso quello in Ucraina, che oltre che a causare morte tolgono risorse alla spesa sociale. Ad oggi non stiamo solo assistendo a un riarmamento che ha interessi globali ma assistiamo ad un processo ancora più grave, un tentativo plateale di militarizzare della coscienza collettiva, volto alla normalizzazione e all’accettazione acritica della necessità della guerra permanente. È in corso un’occupazione ad ogni livello del mondo della formazione e della ricerca da parte delle forze armate.
Un’istituzione prestigiosa come la Scuola superiore “Sant’Anna” ha stipulato una collaborazione con la Divisione Vittorio Veneto focalizzata sulla difesa degli interessi delle multinazionali occidentali per le materie prime in Africa. La stessa istituzione è già nota, per altro, per le sue ricerche connesse allo sviluppo di sistemi militari a guida automatica finanziati da Leonardo S.p.a., leader dell’industria bellica nazionale.
A Pisa, Livorno e Firenze (e in molti altri luoghi d’Italia), poi, si concedono spazi delle scuole pubbliche a un’organizzazione che propone corsi di ginnastica dichiaratamente ispirati alla disciplina militare (GDM, ovvero Ginnastica Dinamica Militare).
La “Folgore” propone alle scuole, in occasione dell’ottantesimo anniversario della battaglia di El Alamein, una conferenza storica da tenere negli edifici scolastici e una visita alla Caserma “Gamerra”, sede del Centro Addestramento Paracadutisti, con un esplicito riferimento alle future scelte di vita degli studenti e a valori, che sarebbero fondativi del corpo, quali attaccamento al dovere, spirito di sacrificio, senso di appartenenza, coraggio, altruismo, integrità.
Una tipologia di proposta “educativa” che conosciamo bene, visto che da anni con la “giornata della solidarietà” si prova a portare lз studentз in caserma già dai primi anni di scuola.
Intanto il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca stipula accordi con l’Istituto Geografico Militare, per la conduzione di conferenze informative, in particolare presso gli Istituti Scolastici della Toscana, su temi afferenti alla storia, ai compiti e alle “opportunità professionali” della Forza Armata.
Inoltre in molti istituti scolastici lз studentз svolgono stage di alternanza scuola-lavoro in ambito militare. Ci pare aberrante che si prospettino opportunità lavorative e retribuzioni sicure senza palesare tutte le gravi implicazioni che il servizio militare comporta in un contesto sociale dove la precarietà e l’incertezza dei diritti nel mondo del lavoro sono prevalenti. Temiamo poi fortemente che questo connubio esercito-scuola, che si manifesta in diverse forme anche in altri luoghi d’Italia, sia funzionale alla riproposizione di quella concezione esaltata e aggressiva della nazione che tanti danni ha generato e che però spesso si produce in situazioni di guerra. Per questo vogliamo che l’esercito sia allontanato dai luoghi della formazione e riteniamo che sia necessario una profonda riflessione collettiva sugli effetti che questa sempre più pressante ingerenza delle forze armate ha nello sviluppo delle coscienze delle nuove generazioni.

Ci chiediamo quale sia il senso di continuare a festeggiare il 4 novembre, giornata delle forze armate, che in alcuni ambiti della destra sociale già viene invocata come festa nazionale. Una celebrazione di una vittoria che per noi significa voler festeggiare le morti provocate dalla guerra e tutte le vittime che in tutti gli schieramenti si producono ad ogni nuovo conflitto armato.

Proponiamo quindi, proprio nella giornata del 4 novembre, un momento che promuova la cultura della pace, del disarmo e la risoluzione nonviolenta dei conflitti, del femminismo e transfemminismo, una giornata contro la guerra in una piazza aperta e tematica dove chiediamo a tutti e tutte di contribuire con ogni mezzo che possa promuovere senso critico e stimoli approfondimenti di conoscenza utili ad arginare la superficialità della propaganda militarista e che diano strumenti sempre più solidi per prevenire la guerra ad ogni livello.

Appuntamento venerdì 4 novembre in Largo Ciro Menotti dalle 15:30 alle 19:30.

Programma:
H. 16 Laboratorio per bambin*
A seguire: Merenda
H. 17:30 Laboratorio di introduzione alla serigrafia con il Collettivo Artistico contro la guerra “Fuck War”
H. 18 Laboratorio studentesco:Mappiamo insieme la formazione ed i saperi di guerra

Movimento No base-Nè a Coltano Nè altrove

 

BOLZANO

PRESIDIO CONTRO LA GUERRA! h.15 piazza del grano

Trasformiamo il 4 novembre nella festa del disertore: un giorno in cui la gerarchia militare, il militarismo e la cieca obbedienza vengono sostituite dalla memoria storica, dal pensiero critico, dal rifiuto della guerra e di tutto ciò che la permette!

LE LORO “VITTORIE” I NOSTRI MORTI

Negli ultimi decenni l’Esercito italiano è stato impiegato in numerosi teatri di guerra. Dalla Somalia all’Afghanistan, dall’Iraq alla Libia fino al Niger, i soldati e le infrastrutture militari nazionali sono stati utilizzati laddove gli interessi del complesso militare-industriale-energetico lo richiedevano.

Dopo decenni di guerre geograficamente “lontane” che hanno devastato interi paesi e aree geografiche in cui l’unico effetto per noi visibile era costituito dall’arrivo di masse di profughi, dal 24 febbraio scorso la guerra è ritornata nel cuore d’Europa, dove gli interessi economici in campo ci stanno trascinando in un conflitto in cui l’opzione atomica appare possibile.

Mentre l’Ucraina viene distrutta da una guerra mondiale per procura, i governi europei hanno avviato una corsa al riarmo che porterà l’industria bellica – fra cui Iveco Defence Vehicles – ad aumentare in modo osceno i propri profitti.

Allo stesso tempo, mentre il Governo Draghi prima come quello della Meloni poi richiedono sacrifici ai lavoratori, multinazionali come ENI maturano incredibili dividendi per i propri azionisti.

Al di là della nauseante retorica con cui vengono descritte le forze armate ogni 4 novembre, la realtà dice altro. Oltre a invadere ed occupare altri paesi, l’Esercito italiano è responsabile inoltre della devastazione di enormi parti della Sardegna, ridotta a colonia militare per le esercitazioni della NATO.

Oggi come in passato, le forze armate sono uno strumento al servizio di una ristretta élite economica di privilegiati che vorrebbe, attraverso pesanti campagne massmediatiche, convincerci a sacrificarci, arruolarci e morire, per i loro interessi.

Questo vale storicamente in Italia ma a maggior ragione in Russia e Ucraina oggi, dove centinaia di migliaia di giovani vengono arruolati a forza e mandati al macello in nome degli interessi delle rispettive oligarchie.

Trasformiamo il 4 novembre nella festa del disertore: un giorno in cui la gerarchia militare, il militarismo e la cieca obbedienza vengono sostituite dalla memoria storica, dal pensiero critico, dal rifiuto della guerra e di tutto ciò che la permette.

DISERTIAMO LE LORO GUERRE

FERMIAMO LA GUERRA E L’ESCALATION NUCLEARE

NO ALLA CORSA AL RIARMO

CONTRO GLI AFFARI SPORCHI DI SANGUE DELL’INDUSTRIA BELLICA

SOLIDALI CON LA POPOLAZIONE CIVILE UCRAINA

E CON I PROFUGHI DI TUTTE LE GUERRE

Antimilitariste e antimilitaristi

MANTOVA

Il Circolo libertario mantovano invita la cittadinanza a partecipare al presidio antimilitarista che si terrà venerdì 4 novembre dalle ore 16.00 in Largo XXIV Maggio di fronte al Famedio.
Partecipano Sinistra Italiana Mantova, Arci Virgilio, Nonunadimeno Mantova, Potere al popolo, Equal, Mantova per la pace, La Boje, Rifondazione Comunista ed Europa Verde.

VOLTERRA

ore 18.30

presso Spazio libertario “P.Gori” – via don Minzoni 58

Presentazione, con l’autore, de “Il rovescio della guerra. Psichiatria miltare e “terapia elettrica” durante il Primo conflitto mondiale” (Edizioni Malamente).

A seguire apericena di autofinanziamento

https://edizionimalamente.it/catalogo/il-rovescio-della-guerra/

 

PALERMO

ore 21

Laboratorio “Andrea Ballarò”

Quando lo stato si prepara a uccidere si fa chiamare “Patria”

Ricordiamo tutti coloro che sono stati uccisi dalla Patria, con un film che segnò un periodo storico importante per il nostro Paese.
Onoriamo tutti i disertori, i senza patria, gli obiettori, coloro che lottano per la PACE contro le guerre.

Assemblea No Guerra – Palermo

 

ALESSANDRIA

Proiezione al Laboratorio Anarchico PerlaNera. INGRESSO GRATUITO. H.20.30
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Paul Bäumer, giovane studente galvanizzato dal discorso patriottico del suo professore, si arruola volontariamente nell’esercito imperiale tedesco. Insieme a un pugno di compagni parte per il fronte occidentale. In trincea l’euforia iniziale volge in disperazione e il primo bombardamento manda in frantumi gli ideali che gli avevano inculcato. Paul scopre l’orrore della Prima Guerra Mondiale e perde le sue illusioni con i compagni, falciati uno dopo l’altro. Tra l’ottusità dei superiori e la determinazione del nemico, marcia lentamente verso l’armistizio e la morte

SICILIA

Appello del movimento Nomuos

 

5 NOVEMBRE

REGGIO EMILIA

PRESIDIO ANTIMILITARISTA CONTRO TUTTE LE GUERRE AL FIANCO DEI DISERTORI
Ore 16 via Farini
Assemblea Antimilitarista
MONZA
Come compagn* dell’Ateneo Libertario – Milano, aderiamo e partecipiamo al corteo “Insorgiamo contro crisi climatica, sociale ed economica” e invitiamo tutt* a dare vita ad uno spezzone rosso-nero caratterizzato esplicitamente su contenuti antimilitaristi e antiautoritari!
h.14.30 p.zza Castello

Dettagli

Inizio:
Novembre 4
Fine:
Novembre 5