REGGIO EMILIA: I manifesti della Rivoluzione

I MANIFESTI DELLA RIVOLUZIONE
SPAGNA 1936 – 1939
In Spagna nel 1936 ci fu una guerra civile e nello stesso tempo una rivoluzione sociale con pronunciate caratteristiche libertarie. Il 19 luglio un grande sciopero generale indetto dal sindacato anarcosindacalista CNT e da quello socialista UGT bloccò il golpe dei generali franchisti che volevano rovesciare la Repubblica e imporre una spietata dittatura, come faranno 1939 quando vinceranno la guerra.
Dal 1936 in due terzi del territorio spagnolo, in un quadro di dura guerra civile fra fascismo e antifascismo, furono realizzate tante esperienze riconducibili al socialismo libertario. La forte presenza anarchica e anarcosindacalista riuscì a costruire su larga scala progetti autogestiti, rapporti sociali comunisti, collettività produttive urbane e rurali, pratiche antimilitariste e forme di municipalismo libertario.
A seguito del colpo di Stato militare del 1936, vi fu una grande risposta rivoluzionaria anche dal punto di vista comunicativo e artistico: vennero stampati migliaia di manifesti che innovarono il linguaggio e l’immagine; prima di allora, infatti, i manifesti si limitavano alla pubblicità commerciale di prodotti, annunci di eventi e, soprattutto, erano privi di illustrazioni. Questi nuovi manifesti nacquero come risposte a specifiche esigenze sociali ed erano l’espressione di un popolo insorgente contro tutte le dittature.
I manifesti della CNT e della FAI evidenziavano i valori costruttivi dell’anarchismo a partire da un nuovo socialismo umanitario e libertario e affrontando innumerevoli temi: l’infanzia, le donne, il lavoro, l’istruzione, la cultura, le collettività, i comuni liberi ecc.
La varietà di stili, l’innovazione grafica, la potenza creativa e l’influenza delle avanguardie artistiche dimostrarono che, anche in questo campo, sì verificò una vera e propria rivoluzione, come si può osservare dai 30 manifesti del periodo presenti in questa mostra.
Gli artisti che realizzarono i manifesti spaziano da illustratori e pittori anonimi fino a personaggi famosi del tempo. La maggior parte di loro dovette andare in esilio dopo la guerra e fece ritorno in Spagna solo dopo la morte di Francisco Franco nel 1975. Alcuni di questi sono Carles Fontseré (1916-2007), Josep Renau (1907-1982), Eduardo Vicente (1909-1968), Baltasar Lobo (1910-1993), José Bardasano (1910-1999), Enrique Herreros (1903-1977), Vicente Vila (1906-2009), Andrés Martinez de Leon (1895-1978) e Paquita Rubio (1911-2008).
La mostra sarà inaugurata venerdì 15 maggio e chiuderà giovedì 30 luglio.
Apertura mostra: dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19 e su appuntamento al 347 3729676
REGGIO EMILIA, 11 MAGGIO 2026 ARCHIVIO STORICO DELLA FAI REGGIANA