BOLOGNA: Proiezione di “Spagna 1936”
UTOPIA – STORIA – RIVOLUZIONE SPAGNA ’36 – CINEFORUM
9 maggio 2026 – 14:30
CINEFORUM
Visione di pellicole storiche e contemporanee, documentari, filmati d’archivio, corti etc.
Spagna 1936: il popolo in armi scende in strada contro il tentativo di golpe dei generali e dà vita alla rivoluzione libertaria, agendo in prima persona. La Catalogna è rossa e nera, così come altre regioni del paese. Nelle zone che rimangono in mano antifascista la rivoluzione sociale è realtà: autogestione dei servizi e delle industrie, collettivizzazione delle terre.
L’utopia si fa realtà, ma ha contro molti nemici: le potenze occidentali cosiddette democratiche, l’intervento militare nazifascista, il ruolo in apparenza ambiguo ma di fatto controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. La breve estate dell’anarchia si spegne nel 1937, stretta nella morsa infernale delle potenze europee, assediata dal nazifascismo e pugnalata alle spalle dallo stalinismo che ordisce nel maggio 1937 a Barcellona l’assassinio di Camillo Berneri, militante di riferimento per il movimento anarchico internazionale.
Le giornate insurrezionali del luglio 1936 fanno accorrere migliaia di volontarə. Tra loro, ben prima di socialistə e comunistə, lə libertariə, inclusə lə italianə esiliatə del fascismo: sono lə anarchicə che concorrono, in armi, a supportare la rivoluzione in atto, perché “le rivoluzioni non si vincono, si fanno”. Le vicende di questə militantə, alcune decine di essə provenienti da Bologna e provincia, testimoniano un antifascismo di lunga durata e internazionale, che si combina con le istanze di emancipazione. In prima fila negli scontri con il nascente fascismo nel 1919-1922, sono costrettə all’esilio in Europa dove continua, in diverse forme, la lotta ai regimi
fascisti, che negli anni Trenta infestano il mondo. Combattono in Spagna e, sconfittə nel 1939, riprendono le armi nella Resistenza italiana ed europea; una volta sconfitto il nazifascismo continuano la lotta contro il regime di Franco, sino alla sua morte a metà anni ’70.
Questa storia parla all’oggi: indica la nostra volontà di rivolta contro un ordine ingiusto, e la necessità che movimenti popolari si oppongano con l’azione diretta al panorama attuale di fascismi, guerra, sfruttamento e devastazione ambientale.
1936-2026: a las barricadas!
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